Cosa succede se si mangia MENO del metabolismo basale?

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Cos’è il metabolismo basale?

Il metabolismo basale rappresenta la quantità minima di energia, espressa in calorie, che il nostro corpo necessita per mantenere le funzioni vitali in uno stato di completo riposo, su un periodo di 24 ore.

Queste funzioni includono, tra l’altro, la respirazione, la circolazione sanguigna, il funzionamento degli organi interni e il mantenimento della temperatura corporea. Il metabolismo basale varia da individuo a individuo, influenzato da diversi fattori quali età, sesso, composizione corporea (in particolare la massa magra) e genetica.

Ragazza con sguardo dubbioso

Shutterstock/Roman Samborskyi

Mangiare meno del metabolismo basale

Ridurre l’apporto calorico al di sotto di questo livello può avere diverse implicazioni per la salute e il benessere, ma ovviamente dipende dai tempi in cui viene protratto, perché il corpo può contare in genere su un’abbondante riserva di energia in forma di grassi.

  1. Perdita di peso: La prima e più ovvia conseguenza del mangiare meno del metabolismo basale è una significativa perdita di peso. Questo perché, per compensare la mancanza di energia derivante dall’alimentazione, il corpo inizia a utilizzare le riserve di grasso accumulato come fonte di energia, producendo una riduzione del peso corporeo.
  2. Rallentamento metabolico: Una riduzione prolungata dell’apporto calorico può portare a un rallentamento del metabolismo. Il corpo, percependo una situazione di carenza energetica, può ridurre il numero di calorie bruciate per preservare l’energia, risparmiando dove può (ad esempio riducendo le difese immunitarie).
  3. Perdita di massa muscolare: Mangiare meno del metabolismo basale può anche portare a una perdita di massa muscolare. Il corpo potrebbe iniziare a degradare il tessuto muscolare per soddisfare le sue esigenze energetiche, a prescindere da cosa si mangia.
  4. Carenze nutrizionali: Limitare eccessivamente l’apporto calorico aumenta il rischio di sviluppare carenze nutrizionali, poiché è difficile ottenere tutti i nutrienti necessari (vitamine, minerali, proteine) da una dieta molto restrittiva (a meno di non ricorrere a integrazioni vitaminiche) e il corpo per alcune molecole dispone di scorte estremamente limitate.
  5. Effetti sulla salute mentale e fisica: Restringere l’apporto calorico al di sotto del metabolismo basale può avere effetti negativi sulla salute mentale, inclusi stanchezza, irritabilità, depressione e disturbi del sonno. La riduzione dell’energia disponibile può anche incidere sulla capacità di svolgere attività fisiche e sulla salute generale.

Ovviamente non ha alcuna conseguenza mangiare meno del proprio metabolismo basale per qualche giorno, come peraltro capita in occasione di influenze e altri malesseri.

Un’arma a doppio taglio

Mangiare meno del proprio metabolismo basale può sembrare una strategia efficace per la perdita di peso, ma è importante considerare gli effetti a lungo termine su salute, metabolismo e benessere generale. Adottare un approccio equilibrato, che includa una dieta nutriente e un’attività fisica regolare, è fondamentale per promuovere una perdita di peso sostenibile e migliorare la salute complessiva.

Se quindi mangiare meno del metabolismo basale non è una buona soluzione quando l’obiettivo sia dimagrire (tecnicamente si parla di very-low-calorie diet e viene suggerita, sotto stretto controllo medico, a casi estremamente selezionati). Una possibile eccezione è rappresentata invece dal cosiddetto digiuno terapeutico, una pratica che si basa sull’astensione volontaria e controllata dal cibo per periodi di tempo predefiniti, con l’obiettivo di promuovere benefici per la salute.

Questa pratica, supervisionata da professionisti della salute, viene utilizzata per stimolare il processo di autoguarigione del corpo, migliorare la sensibilità all’insulina, ridurre i marcatori dell’infiammazione ed eventualmente promuovere la perdita di peso (non sempre è questo l’obiettivo).

Il digiuno terapeutico può variare nella forma, includendo digiuni completi (solo acqua) o parziali (riduzione significativa dell’apporto calorico), e può durare da 24 ore fino a diversi giorni. Durante il digiuno, il corpo passa ad utilizzare le riserve di grasso come fonte primaria di energia, processo che può portare a un miglioramento del metabolismo lipidico e alla riduzione del rischio di malattie croniche. È importante sottolineare che il digiuno terapeutico dovrebbe essere intrapreso solo sotto stretta supervisione medica, per assicurarsi che sia praticato in modo sicuro e personalizzato in base alle esigenze e alle condizioni di salute dell’individuo.

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