Hai il naso tappato, il cibo sembra cartone bagnato e il profumo del caffè del mattino…? Svanito nel nulla.
Porti la tazzina alle labbra… ma niente. Nessun aroma, nessun sapore. Potresti aver messo acqua calda nella tazza e sarebbe stato lo stesso.
Panico? No, scienza.
Perché sì, è assolutamente normale non sentire odori e sapori quando si ha il raffreddore. Ma dietro questo sintomo comune si nasconde una spiegazione molto più interessante di quanto si possa immaginare.
L’olfatto, il grande regista del gusto
Cominciamo da una piccola rivoluzione percettiva: gran parte di ciò che chiamiamo “sapore” è in realtà… odore.
Quando mastichiamo, le molecole aromatiche degli alimenti risalgono fino alla cavità nasale tramite un passaggio interno chiamato “via retronasale” ed è lì che incontrano i recettori olfattivi che, in collaborazione con papille gustative, nervi cranici e un cervello ben sveglio (in teoria…?), ci permettono di distinguere il basilico dalla menta, la vaniglia dalla cannella.
Ora, immagina cosa potrebbe succedere se questo meraviglioso percorso si bloccasse… perché è proprio ciò che accade con il raffreddore.
Il naso tappato non è solo fastidioso: è un sabotatore sensoriale

Durante un’infezione delle alte vie respiratorie – come il più classico dei raffreddori – la mucosa nasale si infiamma, si gonfia e produce muco a volontà.
Il risultato?
Non solo qualche imprecazione, ma anche il fatto che le molecole odorose non riescono più a raggiungere l’epitelio olfattivo, la zona in cima alla cavità nasale dove risiedono i recettori dell’olfatto.
Con l’olfatto fuori uso anche il gusto ne risente.
Non del tutto, però: le papille gustative continuano a distinguere i cinque gusti fondamentali – dolce, salato, acido, amaro e umami – ma senza l’olfatto la complessità del sapore svanisce.
È un po’ come ascoltare un’orchestra senza archi, fiati né percussioni: rimane il ritmo, ma manca la melodia.
Quando preoccuparsi?
Nel caso del raffreddore la perdita di olfatto e gusto è temporanea. Di solito tutto torna alla normalità non appena il naso si libera e l’infiammazione si risolve, in genere entro una settimana o poco più.
Se invece la perdita persistesse per oltre due o tre settimane, oppure se fosse improvvisa e totale, senza altri sintomi respiratori evidenti, è consigliabile consultare un medico; potrebbe trattarsi di una condizione diversa – ad esempio una sinusite, una poliposi nasale o, come abbiamo imparato di recente, un’infezione da SARS-CoV-2 – ma anche perché un olfatto compromesso può avere un impatto reale sulla qualità della vita, dalla sicurezza (odori di gas, cibo avariato) al piacere di mangiare.
Cosa si può fare nel frattempo?
Non esistono soluzioni magiche, ma alcuni accorgimenti possono aiutare a liberare il naso e favorire il recupero:
- Umidificare l’ambiente, per evitare che le mucose si secchino.
- Fare lavaggi nasali con soluzioni saline.
- Inalare vapori caldi, magari con qualche goccia di eucalipto.
- Riposo e idratazione, i soliti ma insostituibili alleati del sistema immunitario.
Per approfondire: Rimedi naturali per il raffreddore
La buona notizia? Con un po’ di pazienza, tutto tornerà a profumare e a sapere di nuovo. E il caffè tornerà a essere… caffè.
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