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Con il passare degli anni, è comune notare una progressiva riduzione della capacità di percepire gli odori. Questo fenomeno, spesso sottovalutato e archiviato come una naturale conseguenza del tempo, merita in realtà un’attenzione clinica specifica. Sebbene i tessuti sensoriali vadano fisiologicamente incontro a invecchiamento, le evidenze scientifiche suggeriscono che una perdita marcata dell’olfatto negli over 60 non sia solo un fastidio isolato. Può rappresentare, infatti, un segnale clinico di neurodegenerazione iniziale o di una diffusa sofferenza microvascolare, con implicazioni rilevanti per la salute globale dell’individuo.

Perché il senso dell’olfatto cambia con l’età
La riduzione della capacità olfattiva legata all’età, tecnicamente definita presbiosmia, coinvolge diversi meccanismi strutturali e funzionali. Con l’invecchiamento, l’epitelio olfattivo si assottiglia, la densità dei recettori nella mucosa nasale diminuisce e la capacità di rigenerazione dei neuroni olfattivi rallenta fisiologicamente. Questo porta a un innalzamento della soglia olfattiva: il sistema nervoso necessita di una maggiore concentrazione di molecole odorose per attivare la percezione. Se per molto tempo questo declino è stato accettato con passività, la medicina moderna lo considera oggi una potenziale “finestra” sullo stato di invecchiamento biologico, vascolare e neurologico del paziente.
Il legame tra microcircolo e sistema olfattivo
Il sistema olfattivo, dalle cavità nasali fino al bulbo olfattivo situato alla base del cervello, dipende da una fitta e delicata rete vascolare. Questi piccoli vasi sanguigni (microcircolo) sono particolarmente vulnerabili al danno endoteliale indotto dai classici fattori di rischio cardiovascolare: ipertensione arteriosa mal controllata, diabete mellito, dislipidemia e fumo di sigaretta. Quando le pareti di questi piccoli vasi si alterano, si riduce l’apporto di ossigeno e nutrienti alle delicate strutture nervose. Pertanto, un declino olfattivo progressivo – una volta escluse cause locali (come riniti croniche o poliposi nasale) ed esiti di infezioni virali – può riflettere una malattia dei piccoli vasi (small vessel disease) che spesso coesiste con un iniziale danno cerebrovascolare e cardiovascolare sistemico.
Un indicatore di salute vascolare sistemica
Sebbene la grave perdita dell’olfatto (anosmia) sia tradizionalmente e fortemente associata a patologie neurodegenerative (come la malattia di Parkinson o la demenza di Alzheimer), la ricerca cardiovascolare ha evidenziato come un profilo di rischio metabolico e vascolare elevato possa accelerare questo deterioramento. Non si tratta di una correlazione per cui la perdita di olfatto preannuncia direttamente un infarto miocardico, ma piuttosto della spia di un invecchiamento vascolare accelerato. Lo stress ossidativo e l’infiammazione cronica sistemica, elementi centrali della disfunzione endoteliale, danneggiano simultaneamente i vasi sanguigni di tutto l’organismo e le vie nervose sensoriali. Intercettare questo segnale consente di inquadrare meglio il grado di fragilità del paziente.
Passi pratici per la prevenzione e il monitoraggio
Notare un calo persistente dell’olfatto dopo i sessant’anni è un sintomo che va condiviso con il proprio medico curante. Dopo un’opportuna valutazione otorinolaringoiatrica e neurologica, questo sintomo dovrebbe rappresentare uno stimolo per ottimizzare la prevenzione cardiovascolare primaria.
È il momento clinico ideale per verificare i parametri fondamentali: controllo rigoroso dei valori pressori, valutazione dell’assetto glicometabolico e screening del profilo lipidico. Le linee guida cardiologiche internazionali confermano che ciò che protegge il cuore e le grandi arterie preserva anche il microcircolo cerebrale e sensoriale: l’astensione totale dal fumo, l’adozione di un regime alimentare di tipo mediterraneo, il mantenimento del peso forma e un’attività fisica aerobica regolare. Preservare l’integrità dell’endotelio vascolare rimane la strategia evidence-based più efficace per tutelare, nel tempo, non solo le funzioni vitali ma anche l’acutezza dei nostri sensi.
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