Ciò che fa bene al cuore previene anche la cecità (NON è quello che pensi)

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Se stai pensando alle carote, alla vitamina A o a qualcosa di più adolescenziale e pruriginoso puoi fermarti subito. Questa storia non parla di alimenti miracolosi né di abitudini divertenti.

Parla di qualcosa di molto meno sexy, ma infinitamente più efficace: il tuo rischio cardiovascolare.

Sì, proprio quello che il medico usa per spaventarti parlando di infarti e ictus. A quanto pare, dovrebbe spaventarti anche per un altro motivo: la perdita della vista.

Gli occhi non sono finestre dell’anima, sono vasi sanguigni molto delicati

Primo piano di un occhio umano femminile

Shutterstock/FabrikaSimf

La retina è uno dei tessuti metabolicamente più attivi del corpo umano. Consuma ossigeno a ritmi industriali e dipende da una microcircolazione estremamente efficiente.

Traduzione semplice: se i tuoi vasi sanguigni fanno schifo, la retina se ne accorge prima di molti altri organi.

Non è filosofia, è patologia. I vasi dell’occhio e quelli del cuore condividono gli stessi nemici:

Quando questi fattori entrano in gioco, il danno non si ferma al torace. Sale dritto fino agli occhi.

E non è un’opinione, è epidemiologia. I principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari sono gli stessi che aumentano il rischio di perdere la vista. In particolare per patologie come:

  • degenerazione maculare legata all’età

  • retinopatia diabetica

  • glaucoma

  • occlusioni dei vasi retinici

Se queste condizioni ti sembrano diverse tra loro, lo sono. Ma condividono un nemico comune, i vasi sanguigni malandati.

Il rischio cardiovascolare predice la cecità, con numeri che fanno male

Qui arriva la parte che rovina l’idea rassicurante del “sì, ma è solo una correlazione epidemiologica”. Un gruppo di ricercatori dell’UCLA guidato da Anne Coleman ha fatto una cosa molto semplice e molto inquietante: ha usato uno strumento standard per calcolare il rischio cardiovascolare a 10 anni per vedere se prevedeva anche le malattie oculari.

Risultato: sì. Eccome.

Dopo sei anni di follow-up su oltre 30.000 adulti senza malattie cardiache o oculari iniziali, le persone ad alto rischio cardiovascolare avevano:

Non stiamo parlando di fastidi passeggeri. Stiamo parlando delle principali cause di cecità nei Paesi industrializzati.

Retinopatia diabetica

Prendi ad esempio la retinopatia diabetica, l’esempio forse più didattico di come la cattiva salute metabolica si trasformi in cecità. L’iperglicemia cronica danneggia i capillari retinici, li rende permeabili, fragili, inclini a sanguinamenti e ischemie. Ma il punto chiave è un altro: la retinopatia diabetica è fortemente influenzata dal controllo cardiovascolare complessivo. Pressione, colesterolo e stile di vita contano quasi quanto la glicemia.

Degenerazione maculare senile

Oppure prendi la degenerazione maculare senile… senile… certo, l’età conta. Ma è solo il biglietto d’ingresso. Lo stile di vita decide quanto a lungo resti seduto in sala.

Fumo, ipertensione, obesità e colesterolo alto aumentano in modo significativo il rischio di sviluppare le forme più gravi di degenerazione maculare. Dire che è “una malattia dell’età” è comodo, ma scientificamente miope… scusa la battuta.

Il bello, o il brutto, è che lo sappiamo prima dei sintomi

In altre parole, in molti casi potremmo sapere che una persona è ad alto rischio di perdere la vista quando ancora legge perfettamente il menu dei dolci al ristorante.

Eppure nessuno di noi ci dà il giusto peso… perché non sembra urgente.

Finché non lo diventa.

Non serve la perfezione, serve smettere di farsi del male

Sai qual è la buona notizia? Quella che ricordiamo ad ogni occasione… ce lo dimostra un altro studio, basato sul punteggio Life’s Simple 7, oggi Life’s Essential 8, che di-mostra come anche piccoli miglioramenti nella salute cardiovascolare riducano anche il rischio di malattie oculari.

Un punto in più significa meno degenerazione maculare, meno glaucoma, meno retinopatia diabetica.

E non serve fare tutto. Anche un solo fattore sotto controllo, come abbassare la pressione o smettere di fumare, fa la differenza.

Il farmaco sottovalutato

E poi c’è uno dei farmaci più potenti di tutti… l’attività fisica regolare migliora la funzione endoteliale, riduce l’infiammazione e migliora la perfusione dei tessuti, retina compresa.

E non serve diventare atleti olimpici. Basta la continuità.

Ed è interessante notare che questo è uno dei pochi farmaci che funzionano contemporaneamente su cuore, cervello e occhi (e anche più in basso…).

Con effetti collaterali tutto sommato accettabili.

Se non ti importa del cuore, forse ti importerà della vista

C’è un ultimo dato che merita di essere digerito lentamente. Quasi la metà degli adulti americani considera la perdita della vista il peggior esito possibile per la salute, peggio di infarto, ictus o cancro.

Forse è per questo che collegare cuore e occhi potrebbe funzionare meglio di mille discorsi sulla prevenzione. Quello che fai per il tuo cuore e per il tuo cervello, lo stai facendo anche per i tuoi occhi.

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