Campagna vaccinale 2025-26
Con l’arrivo della stagione autunno-inverno 2025-2026, prende avvio la nuova campagna vaccinale anti-COVID, promossa dal Ministero della Salute e fondata sull’impiego del vaccino aggiornato Comirnaty LP.8.1. Questo vaccino, prodotto da Pfizer-BioNTech, è stato adattato alla variante LP.8.1, una delle forme del virus SARS-CoV-2 attualmente più diffuse e immunoevasive.
Quante dosi sono necessarie?
Gli adulti e i bambini dai 5 anni in su devono ricevere una sola dose di vaccino, da iniettare nel muscolo della parte superiore del braccio, senza che faccia differenza la loro storia vaccinale precedente.
Per i bambini tra i 6 mesi e i 4 anni che hanno già completato il ciclo primario di vaccinazione o che hanno avuto la COVID-19, è prevista comunque una sola dose, che può essere somministrata nel muscolo del braccio oppure della coscia.
Nei bambini della stessa fascia di età (6 mesi – 4 anni) che non hanno ancora completato la vaccinazione primaria e non hanno contratto l’infezione, il vaccino deve essere somministrato in tre dosi:
- le prime due a distanza di tre settimane l’una dall’altra,
- la terza almeno otto settimane dopo la seconda.
Per le persone con un sistema immunitario gravemente compromesso è possibile prevedere una dose aggiuntiva.
Come viene somministrato?
- Comirnaty deve essere somministrato per via intramuscolare (la sede preferita è la regione deltoidea del braccio).
- Il vaccino non deve essere iniettato per via endovenosa, sottocutanea o intradermica.
Come funziona?
Comirnaty aiuta l’organismo a prepararsi a difendersi dall’infezione da COVID-19.
Contiene una molecola chiamata mRNA, che fornisce alle cellule le istruzioni per produrre la proteina spike. Questa proteina si trova sulla superficie del virus SARS-CoV-2 e gli serve per entrare nelle cellule umane; la sua struttura può variare a seconda delle diverse varianti del virus.
Dopo la vaccinazione alcune cellule del corpo utilizzano l’mRNA per produrre temporaneamente la proteina spike. Il sistema immunitario la riconosce come estranea e reagisce producendo anticorpi e attivando le cellule T (un tipo di globuli bianchi) per combatterla.
In questo modo, se in futuro la persona vaccinata entra in contatto con il virus, il suo sistema immunitario sarà già in grado di riconoscerlo e difendere l’organismo più rapidamente ed efficacemente.
L’mRNA del vaccino, dopo aver svolto la sua funzione, si degrada spontaneamente ed è eliminato dall’organismo.
Per ulteriori domande non affrontate in questa pagina fare riferimento al seguente articolo: Vaccini anti-COVID – le domande più comuni.
Dopo quanto è efficace?
Si considera efficace dopo circa 1-2 settimane.
Quanto dura la protezione?
La durata della protezione offerta dal vaccino non è nota, ma la campagna di vaccinazione è ad oggi annuale.
Quali sono gli effetti collaterali?
Come tutti i vaccini, anche Comirnaty può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino, ma gli effetti collaterali più comuni sono in genere lievi o moderati e tendono a risolversi spontaneamente entro pochi giorni.
Effetti indesiderati molto comuni (più di 1 persona su 10):
- dolore e gonfiore nel punto di iniezione
- stanchezza
- mal di testa
- dolori muscolari e articolari
- brividi
- febbre
- diarrea
Nei bambini 6-23 mesi: si osservano spesso anche irritabilità, sonnolenza, perdita di appetito, dolore o arrossamento nel sito di iniezione, febbre.
Nei bambini 2-4 anni: dolore o arrossamento nel sito di iniezione, stanchezza e febbre.
Effetti indesiderati comuni (fino a 1 persona su 10):
- arrossamento nel punto di iniezione
- linfonodi ingrossati
- nausea
- vomito
Effetti indesiderati non comuni (meno di 1 persona su 100):
- prurito nel punto di iniezione
- dolore al braccio vaccinato
- difficoltà a dormire
- sensazione generale di malessere
- riduzione dell’appetito
- letargia (mancanza di energia)
- iperidrosi (sudorazione eccessiva)
- sudorazioni notturne
- astenia (debolezza)
- reazioni allergiche (rash cutaneo, prurito, orticaria, tumefazioni cutanee a insorgenza rapida)
Effetti rari (meno di 1 persona su 1.000):
- paralisi facciale periferica acuta (debolezza dei muscoli di un lato del volto)
Effetti molto rari (fino a 1 persona su 10.000):
- miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco)
- pericardite (infiammazione del rivestimento del cuore)
Altri effetti segnalati, molto poco frequenti:
- gonfiore diffuso del braccio vaccinato
- gonfiore del viso in persone con filler dermici
- eritema multiforme (lesioni cutanee con aspetto ad anello)
- parestesie (formicolii o sensazioni anomale sulla pelle)
- ipoestesia (ridotta sensibilità cutanea)
- mestruazioni abbondanti
- reazioni allergiche, inclusi rari casi gravi (anafilassi).
Per l’elenco completo delle limitazioni e degli effetti indesiderati di Comirnaty è necessario consultare il foglio illustrativo.
Può causare miocardite?
Miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco) e pericardite (infiammazione del rivestimento esterno del cuore) possono verificarsi in fino a 1 persona su 10 000.
Secondo un recente report di Pfizer:
- La miocardite è un effetto avverso noto, molto raro, riportato nelle informazioni ufficiali del vaccino.
- Il rischio più elevato riguarda i maschi giovani entro 14 giorni dalla seconda dose della serie primaria; il rischio è minore dopo i richiami.
- Studi e meta-analisi mostrano che:
- il rischio di miocardite dopo infezione da COVID-19 è circa 42 volte superiore rispetto al rischio dopo vaccinazione;
- la miocardite post-vaccino ha in genere un decorso clinico più favorevole rispetto ad altre forme;
- i dati a lungo termine (fino a 18 mesi) indicano basse complicanze, assenza di decessi e miglioramento della qualità di vita.
- Analisi condotte su milioni di vaccinazioni in diversi Paesi hanno confermato che il rischio di ospedalizzazione o morte per miocardite è maggiore dopo infezione che dopo vaccinazione.
Ci sono controindicazioni?
La vaccinazione è controindicata in caso di allergia al principio attivo o ad altri eccipienti dal farmaco.
Si raccomanda il preventivo parere del medico in caso di:
- grave reazione allergica o problemi respiratori dopo l’iniezione di un altro vaccino o dopo avere ricevuto questo vaccino in passato;
- pazienti la cui procedura di vaccinazione induca agitazione
- pazienti che siano svenuti in passato a seguito di altre iniezioni
- infezione grave con febbre alta (al contrario, una febbre lieve e/o un’infezione delle vie respiratorie superiori come un raffreddore non richiede il rinvio della vaccinazione)
- tendenza al sanguinamento, alla formazione di lividi, in caso di assunzione di antiaggreganti/anticoagulanti
- sistema immunitario indebolito, a causa di una malattia come l’infezione da HIV, o di
medicinali che influenzano il sistema immunitario, come i corticosteroidi.
E le donne in gravidanza/allattamento?
Comirnaty può essere utilizzato in gravidanza. Numerosi dati raccolti su donne vaccinate con la formulazione iniziale di Comirnaty, soprattutto durante il secondo e il terzo trimestre, non hanno mostrato complicazioni legate alla gravidanza. Sulla base di queste evidenze, anche le versioni del vaccino adattate alle varianti attualmente in circolazione possono essere somministrate alle donne in gravidanza.
Il vaccino può essere somministrato anche durante l’allattamento. Gli studi disponibili su donne che hanno ricevuto la vaccinazione mentre allattavano non hanno rilevato effetti negativi nei bambini.
I bambini possono essere vaccinati?
Sì, il vaccino BioNTech/Pfizer può essere somministrato dai 6 mesi in poi.
A chi è consigliato?
Il Ministero raccomanda la vaccinazione alle seguenti categorie a rischio:
- Persone di età pari o superiore a 60 anni
- Ospiti delle strutture per lungodegenti
- Donne che si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo “postpartum” comprese le donne in allattamento
- Operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione
- Persone dai 6 mesi ai 59 anni di età compresi, con elevata fragilità, in quanto affette da patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave, quali:
- Malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica, la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO, la fibrosi polmonare idiopatica, l’ipertensione polmonare, l’embolia polmonare e le malattie respiratorie che necessitino di ossigenoterapia
- Malattie dell’apparato cardio-circolatorio (esclusa ipertensione arteriosa isolata), comprese le cardiopatie congenite e acquisite, le malattie coronariche, lo scompenso cardiaco e i pazienti post-shock cardiogeno
- Malattie cerebrovascolari
- Diabete/altre endocrinopatie severe quali diabete di tipo 1, diabete di tipo 2, morbo di Addison, panipopituitarismo
- Malattie neurologiche quali sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone, sclerosi multipla, distrofia muscolare, paralisi cerebrali infantili, miastenia gravis, altre malattie neuromuscolari, patologie neurologiche disimmuni e malattie neurodegerative
- Obesità (BMI >30)
- Dialisi o insufficienza renale cronica
- Malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie, quali talassemia major, anemia a cellule falciformi e altre anemie croniche gravi
- Patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi, in attesa di trattamento o a meno di 6 mesi dalla sospensione delle cure
- Trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva
- Trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica)
- Attesa di trapianto d’organo
- Terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico (cellule CAR-T)
- Immunodeficienze primitive (es. sindrome di DiGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.)
- Immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es: terapia corticosteroidea ad alto dosaggio, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.)
- Asplenia anatomica o funzionale Pregressa splenectomia o soggetti con indicazione alla splenectomia in elezione
- Infezione da HIV con sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), o con conta dei linfociti T CD4+ <200 cellule/μl o sulla base di giudizio clinico
- Malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali
- Sindrome di Down
- Cirrosi epatica o epatopatia cronica grave
- Disabili gravi ai sensi della legge 104/1992 art. 3 comma 3
La vaccinazione viene consigliata anche a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità.

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Vaccini a mRNA
I vaccini a mRNA, come quello di BioNTech/Pfizer, contengono RNA messaggero, ossia materiale genetico in grado di essere utilizzato dalle cellule dell’organismo umano come istruzioni per la produzione di proteine utili alla difesa verso il virus per cui sono stati pensati, ad esempio il SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19.
Le proteine così prodotte sono una copia di una specifica proteina esposta dal virus e questo consente all’organismo di riconoscerla come estranea ed avere il tempo per prepararsi attraverso la sintesi delle necessarie contromisure, da utilizzare in seguito in caso di contagio.
Modificano il codice genetico del paziente?
Assolutamente no, possiamo immaginarli invece come un libretto d’istruzioni che viene utilizzato dalle strutture dell’organismo per la produzione di proteine copia di quelle virali in grado di stimolare il sistema immunitario.
Queste istruzioni NON vengono inglobate dal DNA dell’ospite.
Che fine fa allora l’mRNA iniettato?
Va incontro a naturale degradazione poco dopo l’inoculazione, un tempo quantificabile in qualche giorno.
Possono causare l’infezione?
I vaccini a mRNA non contengono il virus e per questo non possono provocare la malattia.
Cos’è la proteina Spike e perché è così importante?
I virus SARS-CoV-2 riescono ad innescare l’infezione grazie alla presenza di una proteina presente sulla superficie della propria parete che agisce come se fosse una chiave, permettendo l’accesso dei virus nelle cellule dell’organismo.
Tutti i vaccini attualmente approvati sono stati messi a punto con l’obiettivo di indurre una risposta immunitaria in grado di bloccare proprio questa proteina, chiamata proteina Spike, e prevenendo così l’infezione delle cellule.
Le domande più frequenti
I vaccini possono causare la comparsa dell’infezione?
Le persone vaccinate possono trasmettere l’infezione ad altre persone?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.