Shin Splints (sindrome da stress tibiale mediale): sintomi e rimedi

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Cos’è la shin Splints?

La Shin Splints, in italiano sindrome da stress tibiale mediale, è una dolorosa patologia che affligge la tibia, l’osso comunemente indicato come stinco.

Più nel dettaglio si tratta di un’infiammazione dei muscoli, dei tendini e del periostio (il tessuto che avvolge e nutre l’osso) della tibia.

Shin Splints (sindrome da stress tibiale mediale)

Getty/Yuri_Arcurs

Da cosa è causata?

La sindrome da stress tibiale mediale è in genere il risultato di un’eccessiva e ripetitiva attività fisica, tipicamente il running (ma anche ballerini e militari sono considerati soggetti a rischio).

Le condizioni che possono predisporre allo sviluppo dell’infortunio sono:

  • sforzo eccessivo (ad esempio dopo un periodo di pausa o in assenza di una precedente basa di forma fisica, in seguito ad un aumento improvviso di intensità/frequenza/distanza di allenamento)
  • attività svolta su superfici dure (come l’asfalto)
  • tecnica di corsa errata
  • piede piatto

Da quali sintomi si riconosce?

Il sintomo caratteristico consiste in un dolore avvertito lungo la parte anteriore della gamba, compresa tra ginocchio e caviglia, ovvero sulla tibia; spesso il dolore si localizza nella parte interna della gamba, ma non è raro che venga avvertito anche lateralmente o posteriormente.

L’atleta può riferire un peggioramento in caso di palpazione della zona e può talvolta essere individuabile un certo gonfiore.

Nelle fasi iniziali il dolore si presenta al termine dell’allenamento, ma con il tempo può diventare continuo e venire percepito costantemente.

Pericoli

Se trascurato può evolvere in complicazioni come una frattura da stress.

Cura e rimedi

La Shin Splints generalmente tende a risolversi nell’arco di poche settimane, ma è possibile cercare di accelerare il processo di guarigione mediante alcuni semplici accorgimenti:

  • assumere antidolorifici (paracetamolo) od antinfiammatori (FANS, come ibuprofene, diclofenac, ketoprofene, …) a giudizio medico;
  • applicare impacchi di ghiaccio sulla zona dolente, avvolto in un panno morbido, per 20 minuti ogni 2-3 ore;
  • praticare esercizio fisico non intenso (basso impatto) fino a guarigione, come nuoto, ciclismo, corsa in acqua o pilates/yoga;
  • praticare un corretto riscaldamento prima dell’allenamento ed un defaticamento in forma di stretching subito dopo;
  • verificare che le scarpe siano dotate di un supporto adeguato.

Il riposo assoluto è in genere controindicato.

A seguito della guarigione si raccomanda che il ritorno all’attività fisica sia graduale e progressivo.

Prevenzione

L’accademia americana dei chirurghi ortopedici suggerisce di:

  • scegliere adeguatamente le scarpe, ad esempio per il running è opportuno optare per scarpe specificatamente progettate per questo sport;
  • aumentare gradualmente i carichi di lavoro, sotto tutti i punti di vista
    • frequenza di allenamento
    • volume settimanale
    • intensità (inteso anche come lavori di qualità);
  • cross-training, ovvero alternare la corsa con attività a basso impatto (nuoto, ciclismo, …);
  • associazione di lavori di forza, con l’obiettivo di rafforzare e stabilizzare la muscolatura di gambe, caviglie, fianchi e core, che contribuisce a preparare le gambe ad affrontare attività ad alto impatto come la corsa.

Capitolo a parte merita infine il barefoot-running, ovvero la pratica della corsa a piedi nudi o con scarpe minimaliste; esiste una letteratura ancora limitata in proposito, ma alcuni atleti vi trovano sollievo, tuttavia è imperativo un passaggio MOLTO graduale a questo genere di calzatura, che consenta un progressivo adattamento ai diversi gruppi muscolari interessati dal gesto sportivo.

Quando contattare il medico

Si raccomanda di contattare il medico in caso di dubbi sulla natura dell’infortunio e/o in assenza di miglioramenti.

Diagnosi

La diagnosi è in genere clinica, ovvero basata sulla valutazione dei segni e dei sintomi riferiti dal paziente, in associazione ad un’approfondita anamnesi, che tipicamente fa emergere la pratica del running ed un recente aumento dei carichi di lavoro.

Occasionalmente potrebbero essere prescritti esami di imaging con l’obiettivo di escludere altre possibili cause di dolore come piccole fratture da stress.

Fonti e bibliografia

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