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Introduzione

Per cifosi si intende la curvatura fisiologica della colonna vertebrale presente a livello dorsale (ovvero tra la zona cervicale e la zona lombo-sacrale).

Questa curvatura tende ad accentuarsi e a diventare patologica in età avanzata soprattutto nel sesso femminile. La cifosi si presenta con una convessità posteriore (in gergo popolare si parla di “gobba”).

Rappresentazione schematica della cifosi in confronto a una postura normale

iStock.com/normaals

Si parla di cifosi patologica o di “ipercifosi” quando la curvatura supera i 45-50 gradi; le cause di cifosi possono essere varie:

  • atteggiamenti posturali scorretti soprattutto nei giovani adolescenti,
  • età avanzata,
  • osteoporosi,
  • malattia di Scheuermann,
  • morbo di Paget,
  • anomalie vertebrali congenite.

Oltre che negli anziani la cifosi può comparire nei bambini o negli adolescenti a causa di

  • anomalie congenite,
  • malformazioni della colonna vertebrali
  • o alterazioni dello sviluppo scheletro-articolare.

Una lieve cifosi si verifica spesso anche per atteggiamenti posturali scorretti.

I sintomi principali della cifosi sono:

  • deformazione con disturbo estetico, particolarmente importante per i soggetti più giovani,
  • dolore alla schiena,
  • rigidità nei movimenti della colonna,
  • complicanze respiratorie e neurologiche nelle forme più gravi.

In alcuni pazienti invece la cifosi non causa alcun sintomo al di là della curvatura anomala.

La diagnosi è oggi basata su protocolli clinici che integrano l’esame fisico con parametri radiologici precisi, fondamentali per distinguere le forme posturali da quelle strutturali.

La cura per la cifosi dipende dalla causa sottostante, dai sintomi e dall’età del paziente, spaziando dalla rieducazione posturale all’intervento chirurgico nei casi più complessi.

Cause

La cifosi consiste in una deformazione della curvatura vertebrale a livello dorsale; le principali cause di tale patologia sono:

  • Osteoporosi: le ossa diventano più fragili, meno resistenti nel sopportare i carichi e quindi maggiormente deformabili. Ricordiamo inoltre come l’osteoporosi aumenti notevolmente il rischio di fratture patologiche, ovvero che si verificano anche in caso di traumi minimi.
  • Età avanzata: col passare degli anni le posture scorrette e la fragilità delle strutture legamentose e muscolari, alterano la struttura meccanica della colonna, la quale con più facilità può deformarsi e sviluppare curvature patologiche di tipo scoliotico o cifotico.
  • Spondilosi: processo di artrosi a livello delle articolazioni tra le vertebre; le vertebre quasi “scivolano” l’una sull’altra e questo porta nel complesso della colonna vertebrale alla comparsa di cifosi. Lo stesso principio vale in caso di degenerazione dei dischi intervertebrali.
  • Morbo di Paget: alterazione del rimodellamento osseo con struttura ossea che diventa più debole e facilmente deformabile.
  • Errata postura: molto frequente negli adolescenti, dove nel corso dello sviluppo la colonna subisce carichi eccessivi dovuti a posture scorrette, che esitano spesso in comparsa di cifosi o scoliosi vertebrale. In tal caso si parla di cifosi posturale.
  • Ipostenia muscolare.
  • Anomalie congenite: alterazioni sin dalla nascita di alcune vertebre (che ad esempio possono risultare fuse); si parla in tal caso di cifosi congenita.
  • Sindromi genetiche più o meno rare, che tra le varie manifestazioni possono presentare cifosi dorsali.
  • Tumore della colonna vertebrale.
  • Distrofia muscolare e altre miopatie congenite.
  • Tubercolosi: il coinvolgimento osseo a livello vertebrale prende il nome di “morbo di Pott”.
  • Malattia di Scheuermann: anche detta “cifosi giovanile” poiché si manifesta in soggetti giovani. Consiste in una deformazione dei corpi vertebrali che assumono una forma triangolare-conica.

Sintomi

Al di là della deformazione della schiena, che spesso peraltro rappresenta un rilevante problema estetico nei giovani adolescenti, spesso non sono presenti altri sintomi, mentre alcuni pazienti possono lamentare:

  • dolore alla schiena,
  • rigidità articolare con difficoltà ai normali movimenti della colonna,
  • difficoltà respiratoria: nelle forme molto gravi, la cifosi altera tutta la funzionalità respiratoria dal punto di vista meccanico, per compressione dei polmoni e delle vie respiratorie. Negli anziani questo si traduce in difficoltà respiratoria con facile affaticamento nello svolgimento delle normali attività quotidiane;
  • disturbi neurologici: compaiono nelle forme gravi quando i nervi che nascono dal midollo spinale vengono compressi dalla colonna vertebrale. A seconda dei nervi coinvolti si avrà un quadro clinico con sintomi eterogenei, tra cui:

Diagnosi

Il protocollo diagnostico per la cifosi si concentra sulla distinzione tra cifosi posturale (legata a cattive abitudini e muscolatura debole) e cifosi strutturale (dovuta a alterazioni delle ossa o dei dischi intervertebrali). Il percorso inizia sempre con un’anamnesi accurata e un esame fisico dettagliato.

Esame obiettivo e test funzionali

Durante la visita, il medico valuta la postura complessiva, la flessibilità della colonna e la presenza di dolore alla palpazione. Il test fondamentale è il test di Adam (o test di flessione anteriore): al paziente viene chiesto di piegarsi in avanti con le braccia tese. Se la curvatura si corregge durante il movimento, la cifosi è probabilmente posturale; se invece la “gobba” (gibbo) rimane evidente e rigida, si è in presenza di una forma strutturale. Viene inoltre eseguito un esame neurologico per verificare che non vi siano compressioni nervose, valutando riflessi, forza muscolare e sensibilità degli arti.

Imaging e misurazioni radiologiche

La conferma diagnostica e la stadiazione della gravità richiedono esami strumentali mirati:

  • Radiografia (RX) della colonna: eseguita rigorosamente in piedi (sotto carico), permette di misurare l’angolo di Cobb. Si parla di ipercifosi patologica quando l’angolo di curvatura supera i 45-50 gradi. Le radiografie laterali sono essenziali per identificare segni della malattia di Scheuermann, come la forma a cuneo delle vertebre.
  • Risonanza magnetica (RM): richiesta se il paziente presenta sintomi neurologici, dolore intenso che non risponde alle terapie o se si sospettano infezioni, tumori o ernie discali che complicano il quadro.
  • Tomografia Computerizzata (TC): fornisce dettagli millimetrici sulla struttura ossea, utile soprattutto nella pianificazione pre-operatoria.
  • MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata): fondamentale nei pazienti sopra i 50 anni o in post-menopausa per escludere l’osteoporosi, che potrebbe causare fratture da crollo vertebrale e aggravare la cifosi.

Valutazione della funzionalità respiratoria

Nelle forme di ipercifosi molto grave (generalmente sopra i 75-80 gradi), la deformità della gabbia toracica può limitare l’espansione dei polmoni. In questi casi, il medico può prescrivere prove di funzionalità respiratoria (spirometria) per valutare l’impatto della patologia sulla capacità polmonare.

Cura

Il trattamento della cifosi si pone l’obiettivo di ridurre il dolore, correggere o stabilizzare la deformità e prevenire complicazioni a lungo termine. Il percorso terapeutico è personalizzato in base all’età, al grado di maturazione ossea e alla gravità della curva.

Approccio conservativo e fisioterapia

Per la maggior parte dei pazienti, specialmente in caso di cifosi posturale o forme strutturali lievi, la fisioterapia rappresenta la prima scelta. I programmi moderni si basano su esercizi specifici di rieducazione posturale, rinforzo dei muscoli estensori del dorso e dei muscoli addominali (core stability), associati a tecniche di allungamento dei muscoli pettorali e degli ischiocrurali. L’obiettivo è migliorare il bilanciamento sagittale della colonna e ridurre il sovraccarico funzionale.

Terapia con corsetti ortopedici

Negli adolescenti con una cifosi strutturale progressiva (come nel caso del morbo di Scheuermann) che hanno ancora un potenziale di crescita residuo, l’uso del corsetto è fondamentale. Questi dispositivi (come il corsetto Milwaukee o modelli più moderni e meno invasivi) esercitano una pressione correttiva costante che guida lo sviluppo delle vertebre verso una forma più regolare. La durata del trattamento e le ore giornaliere di utilizzo vengono stabilite dallo specialista in base alla progressione della curva.

Trattamento farmacologico

I farmaci vengono impiegati principalmente per la gestione dei sintomi o delle cause sottostanti:

  • Antinfiammatori (FANS): utili per gestire il mal di schiena nelle fasi di riacutizzazione.
  • Terapia per l’osso: nei pazienti anziani, il trattamento dell’osteoporosi con calcio, vitamina D e farmaci specifici (come i bisfosfonati) è cruciale per prevenire nuove fratture vertebrali che peggiorerebbero la “gobba”.

Opzioni chirurgiche

L’intervento chirurgico è considerato l’ultima opzione e viene riservato a casi specifici:

  • Curve superiori a 70-75 gradi che continuano a peggiorare.
  • Dolore cronico invalidante non gestibile con terapie conservative.
  • Presenza di deficit neurologici (compressione del midollo spinale).

La procedura standard è la fusione spinale, che utilizza barre e viti in titanio per raddrizzare la colonna e stabilizzarla definitivamente. Le tecniche odierne puntano a massimizzare la correzione estetica e funzionale riducendo i tempi di degenza.

Stile di vita e attività fisica

Un ruolo centrale nella cura è affidato allo stile di vita. Mantenere un peso corporeo ottimale riduce il carico sulle vertebre. L’attività fisica non deve essere sospesa; al contrario, sport che favoriscono l’estensione dorsale e la flessibilità (come il nuoto, lo yoga o il pilates clinico) sono fortemente raccomandati. È essenziale curare l’ergonomia quotidiana: l’altezza della sedia, il posizionamento del monitor e l’uso di zaini ergonomici sono accorgimenti semplici ma efficaci per supportare il percorso di cura.

Prevenzione

La prevenzione della cifosi posturale si basa sull’evitare alcuni atteggiamenti scorretti, assunti spesso dai giovani adolescenti, come:

  • stazionare in piedi con le braccia penzolanti (postura cadente),
  • appoggiarsi con la sola parte superiore della colonna vertebrale allo schienale,
  • caricare lo zaino con un peso eccessivo.

Sempre a scopo preventivo può risultare utile praticare attività fisica come il nuoto, la corsa, yoga e altre attività sportive che aiutano, soprattutto durante la crescita, a rafforzare la muscolatura della colonna vertebrale

Fonti e bibliografia

  • Manuale di ortopedia e traumatologia di AA.VV. Ed. Elsevier
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