Aminoacidi ramificati spiegati in modo semplice a chi non ha capito cosa servano

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Negli ultimi anni, tra palestre, riviste e siti web dedicati al benessere, è cresciuta la popolarità degli aminoacidi ramificati (in genere abbreviati in BCAA, dall’inglese Branched Chain Amino Acids).

Ma cosa sono esattamente? Servono davvero? E quali sono i rischi e i benefici del loro utilizzo?

Cerchiamo di fare chiarezza, partendo dalle basi.

Cosa sono gli aminoacidi ramificati (BCAA)?

Gli aminoacidi sono i “mattoni” fondamentali che compongono le proteine, sostanze essenziali per il funzionamento del nostro organismo.

Tra i 20 aminoacidi proteinogenici, quelli usati dal nostro organismo per la sintesi delle proteine, ne esistono alcuni che il nostro corpo non può produrre autonomamente e deve quindi assumere con l’alimentazione: questi sono chiamati aminoacidi essenziali.

Tra questi aminoacidi essenziali, ce ne sono tre molto particolari perché hanno una struttura chimica “ramificata”, da cui deriva il nome “aminoacidi ramificati”. Si tratta di:

Che differenza c’è tra aminoacidi essenziali e aminoacidi ramificati?

Gli aminoacidi essenziali sono 9 e il nostro corpo NON è in grado di produrli da solo, quindi dobbiamo assumerli tramite la dieta (o l’integrazione).

I BCAA (aminoacidi ramificati) sono invece solo tre:

Fanno parte del gruppo degli essenziali, ma si distinguono per la loro struttura chimica “ramificata” e per il fatto che vengono metabolizzati principalmente nel muscolo (e non nel fegato, come gli altri).

In altre parole tutti i BCAA sono aminoacidi essenziali, ma non tutti gli essenziali sono ramificati.

A cosa servono i BCAA?

Ragazzi atletici che sorridono alla camera

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Oltre a essere utilizzati nella normale sintesi proteica, i BCAA sono studiati per i loro possibili benefici evidenti soprattutto nel contesto sportivo e muscolare:

Favoriscono la crescita muscolare

I BCAA, e in particolare la leucina, stimolano la sintesi proteica muscolare, ovvero il processo attraverso cui le proteine vengono assemblate per costruire muscoli nuovi e più forti.

Possiamo immaginare i BCAA come “operai specializzati” che aiutano il corpo a riparare e ricostruire le fibre muscolari danneggiate durante l’allenamento.

Aiutano a ridurre la fatica muscolare

Durante attività intense e prolungate i livelli di BCAA nel sangue diminuiscono, contribuendo alla sensazione di fatica muscolare.

Integrare con BCAA potrebbe ridurre questa percezione di affaticamento, consentendo allenamenti più intensi e duraturi.

Prevengono il catabolismo muscolare

Durante un’attività fisica intensa, prolungata o svolta in condizioni di scarso apporto energetico (come nel caso di una dieta ipocalorica o a digiuno), il corpo si trova a corto di “carburante” immediatamente disponibile. In queste situazioni, per produrre energia, comincia ad attingere alle proprie riserve interne.

Quando le scorte di glicogeno (la forma in cui i carboidrati vengono immagazzinati nei muscoli e nel fegato) iniziano a esaurirsi, il corpo può ricorrere a una strategia meno vantaggiosa: ricavare glucosio dalla demolizione delle proteine muscolari (catabolismo muscolare).

Ma perché proprio i muscoli?

Le proteine contenute nei muscoli sono una fonte di aminoacidi che possono essere trasformati dal fegato in glucosio (attraverso un processo chiamato gluconeogenesi), cioè in zucchero utilizzabile come fonte energetica. È un meccanismo di emergenza che il corpo mette in atto per sopravvivere, ma che ha un prezzo: la perdita di massa muscolare.

I BCAA, in particolare la leucina, possono aiutare a tamponare questo processo:

  • Sono usati direttamente come fonte energetica dai muscoli, senza bisogno di passare dal fegato. Questo è un vantaggio importante, perché permette di fornire energia “locale” ai muscoli durante l’attività fisica.
  • Stimolano la sintesi proteica, cioè quel processo di costruzione e riparazione muscolare che contrasta attivamente il catabolismo.
  • Riducono l’attività di alcuni ormoni catabolici, come il cortisolo, che favoriscono la demolizione muscolare in situazioni di stress fisico prolungato.

In ultima analisi l’assunzione di BCAA prima o durante l’allenamento, soprattutto se lungo o ad alta intensità e soprattutto in caso di dieta non ottimale, può limitare l’uso delle proteine muscolari a scopo energetico, preservando meglio la massa magra già costruita con fatica.

Quali sono i reali benefici nell’utilizzo degli integratori di BCAA?

Qui è importante essere chiari e scientificamente corretti: i BCAA sono utili, sì, ma non vanno considerati alla stregua di una bacchetta magica. Il loro utilizzo risulta particolarmente efficace quando:

  • Si pratica attività fisica intensa, soprattutto se orientata all’incremento della massa muscolare o alla performance atletica.
  • Si segue una dieta in cui l’apporto proteico potrebbe non essere completamente soddisfatto (non necessariamente in ambito sportivo, ma ad esempio anche nell’anziano).

È quindi altrettanto vero che per la maggior parte delle persone che seguono una dieta equilibrata e variata, l’integrazione con BCAA non garantisce necessariamente un aumento significativo delle performance sportive né della massa muscolare rispetto a quanto ottenibile da una dieta bilanciata con sufficiente apporto proteico.

In sintesi, se già si assumono proteine di buona qualità da carne, pesce, latticini, uova o fonti vegetali complete come soia o quinoa, il margine di vantaggio nell’integrare BCAA è limitato e potrebbe non essere percepibile.

Dosaggi raccomandati e modalità di assunzione

Generalmente, i BCAA vengono assunti in quantità comprese tra i 5 e i 10 grammi, prima o dopo l’allenamento, oppure distribuiti durante sessioni sportive prolungate.

Il rapporto tra leucina, isoleucina e valina più comune è 2:1:1 (2 parti di leucina e una parte ciascuna di isoleucina e valina). Questo rapporto rispecchia quello presente naturalmente nelle proteine degli alimenti e si è dimostrato sufficientemente equilibrato ed efficace.

Possibili controindicazioni ed effetti collaterali

Anche se considerati generalmente sicuri quando assunti nelle dosi raccomandate, l’uso eccessivo di integratori di BCAA può avere alcune conseguenze:

  • Problemi gastrointestinali come nausea, crampi o diarrea, specialmente ad alti dosaggi.
  • Sovraccarico renale in caso di abuso cronico o in soggetti già predisposti a problemi renali.
  • Interferenza con alcuni farmaci o patologie specifiche (ad esempio in caso di malattie epatiche o del metabolismo degli aminoacidi). Chi soffre di particolari condizioni mediche dovrebbe consultare sempre il proprio medico prima di assumere integratori.

Inoltre, alcuni studi suggeriscono che assumere dosaggi elevati di BCAA isolati per lungo tempo, senza una corretta alimentazione bilanciata, potrebbe influire negativamente sull’equilibrio degli altri aminoacidi essenziali.

Gli aminoacidi ramificati fanno male?

La risposta breve è sicuramente no, se assunti in quantità ragionevoli e da persone sane.

Alcuni studi osservazionali hanno tuttavia correlato un eccesso cronico di BCAA (soprattutto in diete ad alto contenuto proteico e povero di altri nutrienti) a sviluppo di resistenza insulinica e altri disturbi metabolici, soprattutto in persone sedentarie o con obesità. Va tuttavia specificato che correlazione non è causalità, in altre parole potrebbero essere solo indicativi di una dieta sbilanciata e non necessariamente la causa diretta del disturbo.

Conclusioni: valgono davvero la pena?

In conclusione i BCAA rappresentano un valido aiuto per sportivi professionisti, atleti amatoriali o persone che fanno esercizio fisico intenso e frequente, ma che per qualsiasi ragione non coprono il proprio fabbisogno.

Per chi pratica sport moderatamente, il beneficio dell’integrazione con BCAA potrebbe essere trascurabile, soprattutto rispetto a una dieta equilibrata.

Fonti per approfondire: BCAA – Project Invictus

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