CLA, integratore per dimagrire: funziona davvero?

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Cosa significa CLA?

CLA è l’acronimo inglese di conjugated linoleic acid, ovvero acido linoleico coniugato.

Si tratta di un acido grasso polinsaturo o, più correttamente, dell’insieme di 24 isomeri dell’acido linolenico (il termine isomero indica sostanze costituite dagli stessi atomi, ma con variazioni di struttura); pur mantenendo lo stesso scheletro costitutivo, il CLA differisce dall’acido linoleico per la posizione dei due doppi legami presenti.

Non va confuso con l’acido linoleNico, che è una molecola differente.

Confezione di un integratore con la scritta CLA

Shutterstock/Aleksandra Gigowska

Cos’è l’acido linoleico?

L’acido linoleico è uno degli acidi grassi essenziali, ovvero che dobbiamo necessariamente introdurre attraverso la dieta perchè indispensabile al nostro organismo, che non è tuttavia in grado di costruirlo autonomamente a partire da altri acidi grassi. Appartiene al gruppo degli omega 6.

L’acido linoleico in quanto tale è presente in tutti gli oli vegetali, anche se con abbondanza variabile, e in alcuni grassi di origine animale.

I CLA sono quindi una parte delle possibili forme con cui si può presentare l’acido linoleico.

Dove si trovano i CLA?

L’acido linoleico coniugato (CLA) si trova naturalmente nei latticini e nei prodotti a base di carne, mentre la produzione industriale per la formulazione degli integratori avviene in genere a partire da oli di cartamo e girasole.

A cosa serve?

Gli integratori a base di CLA vengono in genere promossi per la perdita di peso, si tratta cioè di integratori per dimagrire.

Tra gli altri effetti presi in considerazione figurano anche:

  • aumento della massa magra (muscoli),
  • aumento della sensibilità insulinica,
  • protezione dal danno ossidativo,
  • stimolo al sistema immunitario,
  • azione antitumorale.

Funziona?

Perdita di peso

Studi sugli animali suggeriscono che il CLA

  • promuove la lipolisi (degradazione dei grassi),
  • aumenta l’apoptosi nel tessuto adiposo (l’apoptosi è la morte cellulare),
  • inibisce la lipogenesi (produzione di grassi di riserva)
  • e riduce l’assunzione di cibo.

Purtroppo come spesso accade, risultati molto promettenti osservati in vitro o, come in questo caso, nell’animale, non si traducono in un effetto altrettanto evidente nell’organismo umano; il CLA sembra possedere nella migliore delle ipotesi un effetto di riduzione del peso da minimo a modesto. Una meta-analisi del 2007 ha evidenziato la perdita di 0,09 kg a settimana (90 g).

In una meta-analisi successiva, del 2012, le persone in sovrappeso e obese trattate con CLA hanno perso in media 0,7 kg in più rispetto a quelle che hanno ricevuto un placebo, ma in non meno di 6 mesi.

Ad oggi è quindi possibile dire che sì, il CLA fa dimagrire, ma almeno apparentemente l’effetto non è clinicamente significativo, come conclude anche l’EFSA nella sua analisi

Nel soppesare le prove disponibili, il gruppo di esperti scientifici ha tenuto conto del fatto che 14 studi di intervento su 16 condotti sull’essere umano non hanno riportato un effetto significativo del CLA sul peso corporeo, che la maggior parte degli studi considerati erano a breve termine (12 settimane o meno) e che nessuno dei tre studi sul mantenimento del peso corporeo dopo la perdita di peso abbia mostrato un effetto significativo del CLA rispetto al placebo.

Aumento della massa magra

Dall’analisi della letteratura disponibile l’EFSA conclude che la maggior parte degli studi condotti sull’uomo forniti non ha potuto osservare un effetto realmente significativo in termini di aumento della massa magra.

Sensibilità all’insulina

Purtroppo anche in questo caso le evidenze disponibili non consentono ad oggi di dimostrare l’efficacia del CLA nel migliorare la sensibilità all’insulina (paradossalmente esistono timori di un effetto opposto).

Protezione dal danno ossidativo

Benché assolutamente plausibile dal punto di vista biologico, non esiste un’adeguata letteratura che possa dimostrare l’effetto antiossidante del CLA.

CLA e tumori

Le prove disponibili suggeriscono che il consumo alimentare di CLA potrebbe essere associato a una riduzione del rischio di insorgenza e progressione di alcuni tipi di tumore; è stato ad esempio rilevato che il consumo di latte mostra una significativa correlazione negativa con il rischio di cancro al seno o al colon, associato a livelli più elevati di CLA nel sangue di un gruppo di donne finlandesi (si noti tuttavia che non viene provato un rapporto di causa-effetto, ma solo una correlazione statistica).

Va tuttavia notato che ulteriori ricerche condotte su diversi gruppi di donne francesi e americane non sono riuscite a replicare l’osservazione in termini di cancro al seno.

Alla luce di risultati così contrastanti (oltre che un numero esiguo in termini di assoluti di ricerche) non ci sono ad oggi prove sufficienti per determinare se il consumo di CLA abbia un effetto significativo sul cancro.

Effetti collaterali

Gli integratori a base di CLA sono considerati ragionevolmente sicuri; gli effetti avversi possibili, peraltro poco comuni, sono generalmente lievi e comprendono ad esempio disturbi gastrointestinali come nausea, stitichezza o diarrea, mal di testa.

Esiste l’ipotesi che il CLA possa peggiorare la sensibilità all’insulina e i livelli di colesterolo circolanti, spesso già compromessi in soggetti in sovrappeso.

Controindicazioni

Nonostante sia considerato assolutamente sicuro quando consumato in un contesto alimentare, l’assunzione di integratori a base di CLA è controindicata in gravidanza e allattamento.

A causa del possibile effetto antiaggregante si consiglia di sospenderne l’assunzione almeno 2 settimane prima di un intervento chirurgico.

Interazioni

Il CLA potrebbe ridurre l’aggregazione piastrinica, si raccomanda quindi grande cautela nel caso di pazienti in terapia anticoagulante o antiaggregante.

Fonti e bibliografia

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