Attenzione al vaccino antinfluenzale 2025: quest’anno è cambiato!

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Con l’arrivo della stagione autunnale, torna l’appuntamento con la vaccinazione antinfluenzale.

Ma quest’anno c’è una novità importante: per la stagione 2025-2026, il Ministero della Salute (seguendo le indicazioni OMS ed EMEA) ha disposto l’uso di vaccini trivalenti, segnando un cambiamento rispetto agli anni passati, in cui erano stati preferiti i vaccini quadrivalenti.

La decisione riflette un’evoluzione dell’epidemiologia del virus influenzale e apre anche l’opportunità per una vaccinazione più mirata, efficace e sostenibile.

Vediamo insieme cosa cambia, perché, e quali sono le opzioni disponibili per le diverse fasce di popolazione.

Perché si torna al vaccino trivalente?

Anziana che viene vaccinata

Shutterstock/2641626361

Negli ultimi anni, per affrontare l’influenza stagionale, si è preferito utilizzare vaccini quadrivalenti, che coprono due sottotipi di virus A (A/H1N1 e A/H3N2) e due lineaggi del virus B (B/Victoria e B/Yamagata). Questa scelta era dovuta alla difficoltà di prevedere quale dei due sottotipi del virus B avrebbe circolato maggiormente durante la stagione influenzale.

Tuttavia, a partire dalla pandemia di COVID-19, la circolazione del virus B/Yamagata è drasticamente diminuita, fino a scomparire del tutto nei dati di sorveglianza globali.

Da almeno tre stagioni influenzali consecutive, non sono stati isolati casi documentati di virus B/Yamagata. Questo ha spinto l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a non includerlo più nelle raccomandazioni per la composizione dei vaccini antinfluenzali per la stagione 2025-2026.

Risultato: si torna ai vaccini trivalenti, che includono:

  • A/H1N1
  • A/H3N2
  • B/Victoria

Una scelta basata su dati concreti e che consente una produzione vaccinale più semplice e sostenibile, senza compromettere l’efficacia della protezione.

Vaccini specifici per le persone più fragili

Non tutti i vaccini sono uguali, e alcune formulazioni sono studiate appositamente per le persone più a rischio, come anziani e soggetti con patologie croniche.

Tra i vaccini antinfluenzali oggi disponibili in Italia:

  • Vaccino adiuvato (aTIV): contiene una sostanza adiuvante (MF59) che potenzia la risposta immunitaria. È particolarmente indicato per le persone sopra i 65 anni o con sistema immunitario indebolito.
  • Vaccino ad alto dosaggio (HD-TIV): contiene una quantità maggiore di antigene influenzale rispetto ai vaccini standard. Anche questo è pensato per gli over 65, in quanto migliora la risposta immunitaria e ha mostrato, in studi clinici, una maggiore efficacia nel prevenire l’influenza grave e le complicanze correlate.
  • Vaccino vivo attenuato (LAIV): è un vaccino somministrato per via nasale, composto da virus attenuati (cioè indeboliti). È indicato per i bambini a partire dai 2 anni fino ai 18 anni, se non hanno controindicazioni. È ben tollerato, non prevede l’uso dell’ago, ed è quindi particolarmente apprezzato dai più piccoli e dai loro genitori.

Vaccino antinfluenzale, ma non solo

Una delle opportunità offerte dalla stagione vaccinale 2025-2026 è quella di integrare più vaccinazioni nello stesso incontro. Questo approccio è particolarmente utile nei soggetti fragili e negli anziani, che possono ricevere, insieme al vaccino antinfluenzale, altre vaccinazioni raccomandate, tutte sicure e compatibili tra loro.

Ecco le principali:

  • Vaccino anti-COVID-19 (aggiornato alle nuove varianti): raccomandato per anziani, immunocompromessi e soggetti a rischio. La somministrazione può avvenire contemporaneamente a quella antinfluenzale.
  • Vaccino antipneumococcico: utile per prevenire la polmonite e altre gravi infezioni respiratorie causate da Streptococcus pneumoniae. In genere è sufficiente una sola dose nella vita (con eventuale richiamo a seconda del tipo di vaccino e della situazione clinica).
  • Vaccino contro l’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio): indicato soprattutto dopo i 65 anni, per ridurre il rischio di riattivazione del virus varicella-zoster e delle sue complicanze, come la nevralgia post-erpetica.
  • Richiami per il tetano, difterite e pertosse: spesso trascurati, ma essenziali, soprattutto per chi non ha ricevuto richiami negli ultimi 10 anni.

Quindi, una sola visita può diventare l’occasione per fare il punto sul proprio stato vaccinale e ricevere più protezioni in un’unica seduta, in modo sicuro ed efficace.

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