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Con l’espressione “influenza intestinale” si fa comunemente riferimento a quella che i medici definirebbero gastroenterite acuta, ovvero un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino che provoca sintomi come diarrea, nausea, vomito, crampi addominali e talvolta febbre.
Dal punto di vista medico il termine influenza intestinale è improprio, perché non ha nulla a che vedere con il virus dell’influenza, ma è così diffuso nel linguaggio comune da essere entrato stabilmente nell’uso quotidiano.
Quanto durano i sintomi nella maggior parte dei casi

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Nelle forme virali non complicate la durata dell’influenza intestinale è generalmente breve.
I sintomi compaiono in modo improvviso dopo un periodo di incubazione di 12-48 ore e tendono a risolversi spontaneamente.
Nella maggior parte delle persone:
- nausea e vomito durano da 1 a 2 giorni
- la diarrea può persistere da 2 a 4 giorni
- la sensazione di debolezza e spossatezza può protrarsi per alcuni giorni in più
Nel complesso, la fase acuta si esaurisce quasi sempre entro 3-5 giorni. In alcuni casi la funzione intestinale può tornare completamente normale solo dopo una settimana.
Perché a volte sembra durare più a lungo
È importante distinguere tra la durata dell’infezione e la durata dei disturbi intestinali. Anche quando il virus è stato eliminato, l’intestino può rimanere temporaneamente più sensibile. Questo spiega perché alcune persone riferiscano alvo irregolare, feci molli o gonfiore per diversi giorni dopo la risoluzione dei sintomi principali.
Questo fenomeno è dovuto a un’alterazione transitoria della mucosa intestinale e del microbiota, e nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente senza bisogno di terapie specifiche.
Quando la durata deve far sospettare altro
Se la diarrea persiste oltre 7-10 giorni, o se compaiono segnali come
- febbre elevata persistente,
- sangue nelle feci,
- dolore addominale intenso,
- disidratazione
- o perdita di peso,
è necessario consultare un medico.
In questi casi va esclusa una causa batterica, parassitaria o una patologia intestinale non infettiva.
Particolare attenzione va riservata a bambini piccoli, anziani e persone con malattie croniche, che possono disidratarsi più facilmente.
Qual è la causa più frequente
Nella grande maggioranza dei casi, soprattutto negli adulti sani, la gastroenterite acuta è di origine virale.
I virus più coinvolti sono norovirus e rotavirus, seguiti da adenovirus e astrovirus. Più raramente la causa è batterica o parassitaria, evenienza che può modificare durata e decorso dei sintomi.
La trasmissione avviene per via oro-fecale, spesso attraverso mani contaminate, superfici, acqua o alimenti, motivo per cui questi episodi tendono a diffondersi facilmente in ambito familiare o comunitario.
Cosa aiuta la guarigione
Nella maggior parte dei casi il trattamento è di supporto. L’elemento più importante è mantenere un’adeguata idratazione. L’alimentazione può essere leggera e graduale, adattata alla tolleranza individuale. Non esistono farmaci in grado di “accorciare” in modo significativo la durata dell’influenza intestinale virale.
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