Che frutta secca mangiare con il colesterolo alto?

Ultima modifica

Il colesterolo elevato è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e in questo contesto la dieta gioca un ruolo centrale nella prevenzione e nel trattamento dell’ipercolesterolemia.

Ma cosa possiamo dire sulla frutta secca?

NB: Nel presente articolo parlando di “frutta secca” si farà riferimento a quella a guscio (noci, pistacchi, mandorle, anacardi, …), non alla frutta disidratata.

Evidenze scientifiche: frutta secca e profilo lipidico

Donna con in mano una noce e una mandorla

Numerosi studi clinici di elevata qualità hanno dimostrato che il consumo regolare di frutta secca a guscio è associato a miglioramenti significativi del profilo lipidico, soprattutto nella riduzione del colesterolo LDL (“cattivo”) e del colesterolo totale.

Gli effetti variano leggermente a seconda del tipo di frutta secca e della quantità consumata, ma complessivamente la letteratura scientifica dimostra con un alto grado di certezza che l’assunzione regolare, nelle giuste quantità, comporta

  • una riduzione significativa del colesterolo LDL e del colesterolo totale,
  • senza effetti negativi sul colesterolo HDL o sul peso corporeo (in alcuni studi di evidenzia al contrario un miglioramento di entrambi i parametri),
  • e si associa a una riduzione del rischio cardiovascolare globale.

Ma non confonderli con questi…

È importante distinguere tra frutta secca al naturale e quella trasformata.

Creme ottenute con l’aggiunta di zuccheri, oli vegetali raffinati (soprattutto olio di palma), sale o emulsionanti industriali perdono gran parte dei benefici nutrizionali della frutta secca originaria e possono addirittura contribuire ad aumentare l’apporto di grassi saturi, calorie vuote e sodio, tutti fattori sfavorevoli nel contesto dell’ipercolesterolemia e della prevenzione cardiovascolare.

Anche se alcune creme 100% frutta secca (senza additivi) mantengono un profilo nutrizionale simile al corrispettivo intero, è sempre preferibile consumare la frutta secca nella sua forma intera e non lavorata, sia per la maggiore sazietà indotta, sia per evitare errori di porzionatura che possono facilmente portare a un eccesso calorico.

Impatto calorico: il rovescio della medaglia

Un aspetto potenzialmente critico del consumo di frutta secca è l’elevato contenuto calorico.

In media, 100 g di frutta secca apportano tra le 550 e le 700 kcal, con una densità energetica molto alta, tuttavia i dati epidemiologici e clinici mostrano che un consumo regolare e moderato di frutta secca non è associato ad aumento di peso, e in alcuni casi può persino favorire il dimagrimento o la riduzione del grasso viscerale.

Questo apparente paradosso è spiegato da più fattori:

  • Assorbimento incompleto dei grassi: Parte dei lipidi contenuti nella frutta secca non viene assorbita completamente a causa della struttura cellulare degli alimenti.
  • Effetto saziante: La frutta secca aumenta il senso di sazietà, riducendo l’assunzione calorica totale nel corso della giornata.
  • Termogenesi post-prandiale aumentata: Alcuni studi suggeriscono un aumento della spesa energetica dopo il consumo di frutta secca, probabilmente legato alla masticazione prolungata e alla composizione ricca in fibre e proteine.

È importante ricordare che questo potrebbe non valere per le creme di frutta secca, anche se 100%.

Raccomandazioni pratiche

Sulla base delle linee guida dell’European Society of Cardiology (ESC) la frutta secca può essere inclusa in una dieta cardioprotettiva, come la dieta mediterranea o la DASH diet. Ecco alcune indicazioni pratiche:

  • Quantità consigliata: 30 g al giorno, preferibilmente non salati e non tostati.
  • Scelta dei tipi: privilegiare noci, mandorle e pistacchi per l’effetto diretto sul colesterolo LDL, ma ricordarsi che la varietà è parte integrante di una dieta sana.
  • Modalità di consumo: come spuntino o aggiunta a insalate, yogurt o primi piatti, evitando associazioni con zuccheri semplici o grassi trans.

Come sempre, è fondamentale che le modifiche alimentari siano parte di un intervento più ampio che includa attività fisica regolare, controllo del peso corporeo e, se necessario, terapia farmacologica sotto supervisione medica.

Tutte le news di The WOM Healthy su Google

Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.

Seguici su Google
Articoli Correlati
Articoli in evidenza