I 2 frutti più efficaci contro l’intestino pigro

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Chiariamolo subito: l’intestino pigro (stitichezza cronica) non è un vezzo, non è una moda new age e soprattutto non è un eufemismo poetico.

È un problema reale, fastidioso, addirittura democratico – colpisce chiunque, a prescindere dal censo, dal segno zodiacale o dalla quantità di mandala disegnati durante una riunione su Zoom.

Primo piano di una ragazza durante uno sforzo evidente.

E quando il tuo colon decide di prendersi una pausa, che neanche un impiegato statale alle 10 del mattino con la scusa del caffè, la vita si complica: gonfiore, irritabilità, e quella sensazione di avere una valigia piena da giorni ma senza biglietto per partire.

Ebbene, prima di dichiarare guerra al tuo stesso apparato digerente o affidarti a lassativi che sembrano usciti da una fabbrica di fuochi d’artificio, sappi che Madre Natura – quella vecchia signora che ancora ci vuole un po’ di bene – ha già pronto il rimedio.

Ecco a voi i due frutti più efficaci contro l’intestino pigro. Spoiler: niente di esotico con nomi impronunciabili. Solo vecchi amici che abbiamo sempre sottovalutato.

La prugna: l’arma segreta delle nonne

Prugne, gli alimenti lassativi più efficaci

Shutterstock/Bildagentur Zoonar GmbH

Sì, proprio le prugne.

Quelle stesse che ti venivano propinate con insistenza dalle nonne, sempre pronte a parlarti di “regolarità intestinale” con un candore disarmante. Ma avevano ragione loro (come sempre peraltro…).

Le prugne – soprattutto nella loro versione secca – sono una bomba di sorbitolo (uno zucchero alcolico che ha la simpatica abitudine di attirare acqua nell’intestino), fibre solubili, e un pizzico di acido clorogenico, che stimola i movimenti intestinali.

Il risultato? Un cocktail gentile ma efficace, che mette in moto anche l’intestino più riottoso.

Inoltre non hanno effetti collaterali da cavallo, soprattutto se assunte con moderazione. Due o tre prugne secche al giorno, e la tua pigrizia intestinale potrebbe essere solo un brutto ricordo.

Il kiwi: il frutto che non perdona

Kiwi su sfondo bianco

Il kiwi è il frutto che sembra innocuo, ma dentro di sé nasconde una forza digestiva degna di un bulldozer travestito da peluche.

Non solo è ricchissimo di vitamina C (ne ha più dell’arancia, per dire), ma contiene anche una combinazione micidiale di fibre insolubili e un enzima chiamato actinidina, che ha il potere di aiutare la digestione delle proteine e, udite udite, stimolare la motilità intestinale.

Studi clinici hanno dimostrato che il consumo quotidiano di kiwi migliora la frequenza e la consistenza delle evacuazioni in soggetti con stipsi cronica. Non male per un frutto che fino a ieri veniva relegato alla decorazione delle cheesecake.

Un momento: chi finanzia questi studi?

E ora un piccolo disclaimer che farà storcere il naso ai puristi della scienza incontaminata: sì, molti degli studi che osannano le virtù lassative del kiwi sono sponsorizzati da aziende del settore.

Ma, prima di gridare al complotto frutticolo o di immaginare laboratori segreti pieni di scienziati con camici marchiati dall’industria, facciamo un passo indietro.

Qui non si tratta di pillole miracolose o di integratori dai nomi altisonanti: si parla di frutta.

Una roba che cresce sugli alberi, non nei bioreattori.

E se anche una multinazionale del kiwi finanzia uno studio per dimostrare che il suo prodotto aiuta a “liberarsi”, beh, finché i risultati sono replicabili, pubblicati in peer-review e non promettono di far levitare le persone, possiamo anche rilassarci. E magari andare in bagno, finalmente.

E se non ci aiutassero ad andare in bagno avremmo comunque provveduto a una delle 3 porzioni di frutta giornaliera che non dovresti MAI farti mancare (con il loro carico di fibra, vitamine, antiossidanti e fitocomposti).

Meglio ancora se acquistati dal contadino con l’albero vicino a casa… ?

Per approfondire:

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