Foro maculare: cause, sintomi, pericoli e cura

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Introduzione

Un foro maculare è una rara condizione dell’occhio che può causare l’offuscamento della visione centrale, quella porzione del campo visivo che utilizziamo ad esempio per guidare e leggere.

La macula è una piccola area che si trova al centro della retina, lo strato di tessuto fotosensibile posto nella parte posteriore dell’occhio; i fori maculari sono vere e propri aperture che si formano nella macula, tipicamente in seguito a cambiamenti legati all’età.

Foro maculare

Shutterstock/Alila Medical Media

I sintomi potrebbero essere così lievi da non richiedere alcun tipo di terapia, ma nel caso di interferenza più severa con la vista (o qualora si rilevi un progressivo aumento della dimensione) è possibile ricorrere alla chirurgia.

Cause

Nella maggior parte dei pazienti il foro maculare è conseguenza dei fisiologici cambiamenti che subiscono gli occhi con il passare degli anni; il vitreo (il liquido trasparente simile a un gel che riempie l’occhio e gli conferisce una forma rotonda) tende a restringersi e allontanarsi dalla retina (distacco del vitreo) ed è un fenomeno comune alla maggior parte delle persone anziane.

Nei soggetti in cui il vitreo è attaccato più saldamente alla macula, questa subisce una forza di trazione maggiore fino a lacerarsi.

Distacco posteriore del vitreo

Shutterstock/Pepermpron

Tra i fattori di rischio più rilevanti figurano:

  • Passato sviluppo di un foro maculare nell’altro occhio
  • età superiore ai 60 anni
  • sesso femminile
  • severa miopia
  • precedenti di lesione agli occhi e/o interventi chirurgici oculari.

Una minoranza di casi è invece conseguenza di:

  • distacco della retina, che è legata ad una riduzione dell’apporto di ossigeno e sostanze nutritive dai vasi sanguigni
  • grave lesione agli occhi
  • ipermetropia (difetto di refrazione per cui gli oggetti vicini risultano maggiormente sfocati rispetto a quelli lontani)
  • gonfiore persistente della retina centrale (edema maculare cistoide).

Sintomi

Se l’occhio opposto a quello colpito da foro maculare è in buona salute, il paziente potrebbe anche non avvertire alcun disturbo, grazie alla capacità di compensazione.

Visione offuscata al centro dello sguardo

Shutterstock/Marti Bug Catcher

In presenza di sintomi, tuttavia, questi iniziano in genere in modo lento e progressivo: in principio si potrebbero notare alcune distorsioni o sfocature guardando dritto davanti a sé. Linee o oggetti dritti, come il telaio di una finestra, potrebbero sembrare piegati, ondulati o come se mancasse un pezzo al centro. Questo potrebbe complicare lo svolgimento di semplici attività quotidiane come leggere, scrivere o guidare.

Nel tempo potrebbe comparire un punto sfocato, o addirittura cieco, nella parte centrale del campo visivo; leggendo si potrebbero iniziare a perdere lettere o parole al centro dello sguardo, oppure guardando una persona se ne potrebbe vedere il viso, ma non dettagli come il naso o un occhio.

Non viene percepito alcun dolore.

Complicazioni

Un trattamento precoce è spesso in grado di garantire un pieno recupero della vista, mentre tardare l’intervento potrebbe condurre a danni permanenti ed irrecuperabili (seppure non in termini di cecità assoluta).

Diagnosi

La diagnosi viene posta mediante un esame che prende il nome di tomografia a coerenza ottica, un approccio non invasivo e indolore che utilizza onde luminose per scattare fotografie dettagliate della retina.

È importante distinguere il foro maculare dalla degenerazione maculare legata all’età, condizione che può avere sintomi in parte sovrapponibili e comparire allo stesso modo dopo i 60 anni, ma che ha presupposti anatomici completamente differenti.

Cura

Nei casi in cui si verifichi, o si sospetti, un danno progressivo e severo, è consigliabile sottoporsi ad un intervento chirurgico che prende il nome di vitrectomia, al fine di riparare il foro e soprattutto prevenire la perdita permanente della vista.

Durante una vitrectomia il medico rimuove il vitreo e alcuni tessuti sulla superficie della macula, iniettando poi una bolla di gas nell’occhio con la funzione di una sorta di benda temporanea, utile a tenere uniti i bordi del foro maculare consentendone la riparazione (la bolla andrà a scomparire lentamente, in un periodo di circa 6-8 settimane a seconda del tipo di gas utilizzato).

La durata totale dell’intervento è di circa un’ora.

Tra gli effetti indesiderati più comuni che vengono avvertiti subito dopo l’intervento figurano:

  • Riduzione temporanea della vista, spesso descritta come se si guardasse sott’acqua.
  • Problemi di equilibrio e difficoltà a valutare le distanze (serve quindi attenzione camminando in contesti in cui siano presenti gradini ed altri ostacoli).
  • Dolore o lieve disagio.

Si raccomanda di avvertire immediatamente il medico in caso di sensibile aumento del dolore o se si nota un peggioramento della vista rispetto al giorno successivo all’intervento.

Una volta a casa, se suggerito dal chirurgo, potrebbe essere necessario trascorrere diverse ore durante la giornata con la testa ferma a faccia in giù, allo scopo di mantenere la bolla di gas il più possibile a contatto con il foro; sembra che questa pratica migliori la percentuale di successo soprattutto nel caso dei fori più grandi (mentre potrebbe non essere necessario nei fori maculari minori). Ad altri pazienti potrebbe essere più semplicemente consigliato di evitare di sdraiarsi sulla schiena per almeno 2 settimane dopo l’intervento (anche durante il sonno).

È invece assolutamente controindicato prendere aerei e salire in alta montagna; l’alta quota potrebbe infatti causare l’espansione della bolla ed il conseguente aumento di pressione, tale da indurre un forte dolore e la possibile perdita permanente della vista.

Dopo l’intervento chirurgico è necessario limitare le proprie attività per qualche tempo, in modo da essere certi che la bolla iniettata rimanga in posizione e che il foro si trovi quindi nelle condizioni ideali per guarire; per le prime settimane viene in genere consigliato di evitare di:

  • strofinarsi gli occhi,
  • nuotare,
  • sottoporsi a sforzi fisici,
  • applicare trucchi (make-up).

Nei 7-10 giorni successivi all’operazione la bolla di gas inizia lentamente a ridursi e lasciare spazio al fluido naturale prodotto dall’occhio, questo consentirà un progressivo recupero della capacità visiva.

In genere occorrono tuttavia dalle 6 alle 8 settimane affinché il gas venga assorbito completamente e la vista migliori (durante le quali non sarà possibile guidare).

L’operazione garantisce una perfetta chiusura del foro in circa 9 pazienti su 10 se trattati entro 6 mesi dalla comparsa del difetto; qualora risalisse invece a un anno prima o più, la percentuale di successo sarà inferiore. In una minoranza di pazienti non si ottiene il risultato sperato e si osserva quindi una progressione del danno, ma può essere tentata una seconda operazione a giudizio del medico.

Quasi sicuramente si svilupperà la cataratta dopo l’intervento, tipicamente entro un anno a meno di precedente correzione.

Alternative

Se il foro maculare è causato dalla trazione del vitreo, potrebbe essere possibile tentare un trattamento con un’iniezione di ocriplasmina (Jetrea®), sostanza che aiuta il vitreo a staccarsi dalla parte posteriore interrompendo così la trazione esercitata sulla macula.

L’iniezione nell’occhio richiede non più di pochi secondi ed è preceduta dalla somministrazione di un anestetico locale, che previene quindi ogni forma di dolore; non prevede iniezioni ulteriori successive alla prima.

È un approccio praticabile solo nelle fasi iniziali della malattia, quando il foro non è ancora eccessivamente dilatato (diametro inferiore o pari a 400 micron).

L’ocriplasmina può causare alcuni effetti collaterali, che tuttavia tendono a risolversi nella maggior parte dei casi; tra i più comuni

  • miodesopsie del vitreo (mosche volanti),
  • dolore,
  • emorragia congiuntivale,
  • cromatopsia (alterazioni nella percezione dei colori).

Un piccolo numero di pazienti potrebbe sviluppare anche effetti collaterali più gravi, come una notevole perdita della vista, allargamento del foro maculare o distacco della retina. A seguito dell’iniezione si raccomanda di segnalare immediatamente al medico:

È invece del tutto normale un leggero offuscamento della vista subito dopo l’iniezione, che non permette né la guida né l’uso di strumenti o macchinari fino a risoluzione.

Fonti e bibliografia

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