Contusione, definizione e soluzioni efficaci

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Cos’è una contusione?

La contusione è la conseguenza di un trauma diretto che danneggia i piccoli vasi sanguigni e i tessuti sottostanti senza interrompere la continuità della pelle. È spesso accompagnata da dolore, gonfiore e dalla comparsa di un livido.

Una contusione può interessare non solo la pelle e i muscoli più superficiali, oggetto di questo articolo, ma anche le ossa e gli organi interni.

Contusione

Shutterstock/Yekatseryna Netuk

Quanto dura una contusione?

Nella maggior parte dei casi il livido associato a una contusione si attenua entro due o tre settimane. Le contusioni estese o profonde possono richiedere più tempo, talvolta diverse settimane o mesi.

Durante il riassorbimento del sangue fuoriuscito dai piccoli vasi, il livido può cambiare colore. In genere passa dal rosso al blu-violaceo e successivamente al verde-giallo, fino a scomparire. Questi cambiamenti sono legati alla degradazione dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi, con formazione di pigmenti come biliverdina e bilirubina. Il colore, tuttavia, varia molto da persona a persona e non permette di stabilire con precisione quando si è verificato il trauma.

Il dolore spesso dura meno del livido e, nelle contusioni lievi, tende a ridursi sensibilmente nel giro di pochi giorni.

Come si diagnostica una contusione?

Una contusione superficiale viene normalmente diagnosticata attraverso il racconto dell’accaduto e l’esame della zona interessata. Il medico valuta il tipo e l’intensità del trauma, la sede del dolore, la comparsa del gonfiore e l’eventuale limitazione dei movimenti.

È importante riferire i farmaci assunti, in particolare anticoagulanti, antiaggreganti e corticosteroidi, e segnalare eventuali disturbi della coagulazione personali o familiari. Il medico può inoltre chiedere se i lividi compaiono senza traumi riconoscibili o se sono associati ad altri sanguinamenti, come epistassi, gengive sanguinanti, sangue nelle urine o mestruazioni insolitamente abbondanti.

Durante l’esame obiettivo vengono controllati:

  • dimensioni, sede e consistenza del gonfiore o dell’ematoma;
  • dolore alla pressione e durante il movimento;
  • forza e mobilità dell’arto o dell’articolazione;
  • sensibilità, temperatura e colore della parte situata oltre la zona traumatizzata;
  • presenza di deformità, ferite o segni compatibili con una frattura, una lesione muscolare o tendinea.

Nelle contusioni lievi non sono normalmente necessari esami. Una radiografia può essere prescritta se il trauma è stato importante o se sono presenti dolore localizzato sull’osso, deformità, incapacità di usare l’arto o di appoggiare il peso. L’ecografia può essere utile in casi selezionati, per esempio in presenza di un ematoma ampio o profondo o quando si sospetta una lesione muscolare o tendinea. Risonanza magnetica e tomografia computerizzata sono riservate soprattutto ai traumi complessi, alle possibili contusioni ossee o alle lesioni profonde non chiarite dagli accertamenti iniziali.

Gli esami del sangue non servono per una normale contusione traumatica. Possono essere indicati quando i lividi sono spontanei, frequenti, molto estesi rispetto al trauma o accompagnati da altri sanguinamenti. In base al caso, il medico può richiedere emocromo con conta delle piastrine, test della coagulazione e ulteriori accertamenti mirati. Risultati iniziali normali non escludono ogni possibile disturbo emorragico: se il sospetto rimane elevato può essere necessaria una valutazione ematologica.

Come si cura una contusione?

Gli obiettivi della cura sono controllare il dolore e il gonfiore, proteggere temporaneamente i tessuti lesionati e recuperare gradualmente movimento e funzione. La maggior parte delle contusioni superficiali guarisce spontaneamente e non richiede procedure mediche.

Nelle prime ore è utile evitare attività che aumentano nettamente il dolore, senza però mantenere l’arto completamente immobile più a lungo del necessario. Freddo, elevazione e, in alcuni casi, una compressione leggera possono offrire sollievo. Quando il dolore lo consente, è preferibile riprendere progressivamente i normali movimenti.

Freddo, elevazione e compressione

Un impacco freddo può ridurre temporaneamente dolore e gonfiore, ma non è dimostrato che acceleri la guarigione. Può essere applicato per circa 10-20 minuti alla volta, avvolto in un panno e senza metterlo direttamente a contatto con la pelle. È opportuno interrompere l’applicazione se provoca dolore intenso, pallore marcato o alterazioni persistenti della sensibilità. Particolare prudenza è necessaria in chi ha disturbi della circolazione o una ridotta sensibilità cutanea.

Se è coinvolto un arto, tenerlo sollevato quando possibile può contribuire a limitare il gonfiore. Una fasciatura elastica leggera può essere utile nelle contusioni associate a edema, ma non è indispensabile in tutti i casi. Deve essere rimossa o allentata se compaiono aumento del dolore, formicolio, intorpidimento, gonfiore oltre il bendaggio, pallore o colorazione bluastra delle dita. In caso di dubbio è preferibile chiedere consiglio a un professionista sanitario.

Riposo e ripresa del movimento

Un breve periodo di protezione può essere necessario dopo una contusione dolorosa, ma il riposo prolungato può favorire rigidità e perdita di forza. Dopo la fase iniziale è consigliabile riprendere movimenti delicati che non provochino un netto aumento del dolore, per poi incrementare gradualmente attività e carico.

Per tornare allo sport è opportuno attendere che movimento e forza siano quasi normali e che i gesti richiesti dall’attività possano essere eseguiti senza dolore significativo. Le contusioni profonde o quelle che limitano a lungo il movimento possono beneficiare della valutazione di un medico o di un fisioterapista.

Farmaci contro il dolore

Se necessario, il paracetamolo può essere utilizzato per controllare il dolore, rispettando le dosi e le avvertenze del foglio illustrativo. Chi soffre di malattie del fegato, assume altri medicinali contenenti paracetamolo o consuma quantità elevate di alcol deve chiedere consiglio al medico o al farmacista.

I farmaci antinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene, possono ridurre il dolore, ma non sono necessari per una contusione lieve e possono aumentare la tendenza al sanguinamento o causare problemi gastrointestinali, renali e cardiovascolari. Prima di assumerli è opportuno consultare un professionista sanitario, soprattutto in caso di terapia anticoagulante o antiaggregante, ulcera, malattia renale, cardiopatia, gravidanza o età avanzata.

L’aspirina non dovrebbe essere assunta autonomamente per il dolore causato da una contusione, perché può favorire il sanguinamento. Se è stata prescritta per prevenire infarto, ictus o altre condizioni, non va sospesa senza aver prima consultato il medico.

Calore e massaggi

Durante le prime 24-48 ore è prudente evitare impacchi molto caldi, saune, bagni caldi e massaggi energici sulla zona, perché possono accentuare dolore, gonfiore o sanguinamento nei tessuti.

Successivamente, quando il gonfiore non sta aumentando, un impacco tiepido può risultare piacevole e ridurre la sensazione di rigidità. Non esistono però prove solide che il calore, il massaggio o l’idromassaggio facciano scomparire più rapidamente il livido. Un ematoma non deve essere forato, inciso o spremuto a casa.

Trattamento degli ematomi più importanti

Un ematoma grande, profondo, molto teso o in rapido aumento deve essere valutato dal medico. L’aspirazione o il drenaggio non rappresentano un trattamento di routine: vengono presi in considerazione solo in situazioni selezionate, perché possono causare infezioni o nuovi sanguinamenti. Se la contusione è associata a una frattura, a una lesione muscolare importante o a un danno vascolare o nervoso, la terapia dipende dalla lesione sottostante.

Stile di vita

Non esistono alimenti, bevande o integratori capaci di riassorbire rapidamente un livido. Sono utili un’alimentazione equilibrata, un sonno adeguato e una ripresa graduale dell’attività. Finché dolore, forza e mobilità non sono recuperati è preferibile evitare sport di contatto, esercizi intensi e attività che espongano la stessa zona a nuovi traumi.

Rimedi naturali

Gli antinfiammatori naturali non sostituiscono le misure di protezione, la terapia del dolore o la valutazione medica quando necessaria.

  • Arnica: le preparazioni da applicare sulla pelle sono tradizionalmente utilizzate per contusioni e dolori muscolari, ma le prove di un beneficio sono limitate. Possono provocare irritazione, dermatite o reazioni allergiche, soprattutto nelle persone sensibili alle piante della famiglia delle Asteracee. Non devono essere ingerite né applicate su ferite, mucose o pelle irritata. Per bambini, gravidanza e allattamento occorre attenersi alle indicazioni del prodotto e chiedere consiglio a un professionista sanitario.
  • Bromelina: non ci sono prove sufficienti per raccomandarla allo scopo di accelerare la guarigione di una contusione. Gli integratori possono causare disturbi gastrointestinali e interagire con alcuni medicinali. Chi assume anticoagulanti, antiaggreganti o altri farmaci dovrebbe evitarne l’uso senza aver consultato il medico o il farmacista.
  • Aloe vera: non ha dimostrato di favorire il riassorbimento dei lividi e non è un trattamento specifico per le contusioni a pelle integra.

Quando rivolgersi al medico

È consigliabile richiedere una valutazione medica se:

  • il trauma è stato violento o potrebbe aver causato una frattura;
  • non è possibile muovere normalmente l’arto, camminare o sostenere il peso;
  • il dolore o il gonfiore sono intensi, aumentano o non iniziano a migliorare dopo alcuni giorni;
  • l’ematoma è molto grande, duro, profondo o continua a espandersi;
  • il livido non migliora nell’arco di due o tre settimane;
  • le contusioni compaiono frequentemente o senza una causa riconoscibile;
  • sono presenti sanguinamento delle gengive, epistassi ricorrenti, sangue nelle urine o nelle feci, mestruazioni molto abbondanti o piccoli punti rossi e violacei sulla pelle;
  • si assumono anticoagulanti o antiaggreganti, soprattutto dopo un trauma importante o in presenza di un ematoma in crescita;
  • la contusione riguarda testa, occhio, torace, addome o schiena;
  • sono presenti febbre, arrossamento crescente, calore locale o secrezioni.

È necessaria un’assistenza urgente se il dolore diventa rapidamente molto intenso e sproporzionato rispetto al trauma, l’arto appare teso o duro oppure compaiono debolezza, formicolio persistente, perdita di sensibilità, pallore o difficoltà a muovere le dita. Questi sintomi possono indicare una compromissione della circolazione o, più raramente, una sindrome compartimentale, che richiede un trattamento immediato.

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