Da dove nasce il dubbio?
È uno dei dubbi che accompagnano da anni l’uso di uno degli integratori più popolari nel mondo del fitness: la creatina può causare la caduta dei capelli?
Tutto è cominciato nel 2009 con uno studio su un piccolo gruppo di rugbisti che, dopo tre settimane di integrazione con creatina, mostrava un aumento del rapporto tra testosterone e DHT (diidrotestosterone), un ormone androgeno noto per il suo ruolo nella miniaturizzazione dei follicoli piliferi nei soggetti geneticamente predisposti, processo alla base dell’alopecia androgenetica.
Da qui il dubbio… sebbene i ricercatori non avessero nemmeno valutato la caduta dei capelli.
E come spesso accade quando si tocca un tema delicato (come la calvizie), l’interpretazione è diventata rapidamente più sensazionalistica che scientifica.
Il nuovo studio: più dati, meno supposizioni
Recentemente è stato pubblicato uno studio che ha affrontato la questione da un altro punto di vista (quello giusto): invece di limitarsi ai livelli ormonali, i ricercatori hanno deciso di valutare direttamente l’effetto della creatina sulla salute del cuoio capelluto.
Lo studio ha coinvolto 45 uomini (tra i 18 e i 40 anni), divisi in due gruppi:
- uno assumeva quotidianamente 5 grammi di creatina,
- l’altro un placebo (zucchero).
Tutti hanno continuato il proprio programma di allenamento di resistenza e mantenuto le stesse abitudini alimentari, mentre i ricercatori hanno
- raccolto dati ormonali (testosterone totale, testosterone libero e DHT),
- analizzato direttamente la densità e la salute dei follicoli piliferi.
I risultati: niente panico

Sul piano ormonale si è osservato un lieve aumento del rapporto DHT/testosterone libero, ma non perché il DHT fosse aumentato, bensì perché il testosterone libero si era leggermente ridotto. Prima di un nuovo terrore legato alla riduzione del testosterone libero… un colpo di scena: una fluttuazione simile è stata riscontrata anche nel gruppo placebo, suggerendo che il cambiamento potrebbe dipendere da altri fattori (stress, allenamento, effetto psicologico della partecipazione allo studio, …) piuttosto che dalla creatina stessa.
Ma veniamo al punto cruciale: i capelli.
Dopo 12 settimane nessuna differenza significativa è stata osservata tra chi aveva assunto creatina e chi no, né nella densità dei capelli né in altri parametri associati alla loro salute.
In altre parole, l’assunzione di creatina non ha avuto alcun impatto negativo osservabile sulla capigliatura dei partecipanti.
Un caso chiuso? Non del tutto
Sebbene i risultati siano rassicuranti, lo studio ha alcuni limiti da tenere a mente:
- Predisposizione genetica: non è stato indagato se individui con una forte familiarità per la calvizie possano reagire diversamente.
- Solo uomini: la ricerca è stata condotta solo su soggetti maschili, e dunque non è possibile generalizzare i risultati alle donne.
- Durata limitata: lo studio è durato 12 settimane. Un periodo sufficiente per rilevare effetti a breve termine, ma forse non abbastanza per intercettare cambiamenti più lenti.
Cosa possiamo concludere?
La creatina non sembra rappresentare un rischio per la salute dei capelli, almeno per la stragrande maggioranza delle persone. Rimane un margine d’incertezza per i soggetti geneticamente predisposti, ma non ci sono dati che suggeriscano un pericolo concreto nemmeno in questi casi.
Un’ultima riflessione importante: un singolo studio non basta mai per trarre conclusioni definitive. Ma quando si parla di creatina, va considerato anche il contesto: è uno degli integratori più utilizzati al mondo, e non esiste una reale casistica clinica che segnali una perdita di capelli associata al suo impiego.
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Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.