Scoperto vaccino contro l’influenza intestinale?

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Ogni inverno, milioni di persone nel mondo si trovano a letto, improvvisamente colpite da vomito, diarrea, febbre e crampi allo stomaco.

Spesso si parla genericamente di “influenza intestinale”, ma nella maggior parte dei casi il responsabile è un virus ben preciso: il norovirus.

Soprannominato “la Ferrari dei virus” per la sua capacità di diffondersi rapidamente, il norovirus è uno dei patogeni più contagiosi esistenti. Nonostante la sua diffusione e l’elevato costo sanitario, fino ad oggi non esiste ancora un vaccino approvato contro di esso. Ma qualcosa sta finalmente cambiando.

Che cos’è il norovirus?

Donna che va verso il WC con carta igienica in mano

Shutterstock/246882526

Il norovirus è un virus che colpisce il tratto gastrointestinale, causando una condizione chiamata gastroenterite acuta virale. I sintomi classici sono:

  • vomito improvviso
  • diarrea acquosa
  • nausea
  • dolori addominali
  • talvolta anche febbre e mal di testa

È estremamente contagioso: bastano pochi frammenti di virus per infettare una persona. Si trasmette attraverso:

  • mani contaminate
  • cibo e acqua infetti
  • superfici sporche
  • aerosol (microscopiche goccioline nell’aria, ad esempio dopo un episodio di vomito)

Una persona può continuare a eliminare il virus nelle feci anche settimane dopo la guarigione, e il virus può sopravvivere sulle superfici per giorni.

Perché è così difficile sviluppare un vaccino?

Nonostante l’urgenza sanitaria, sviluppare un vaccino efficace contro il norovirus si è rivelato molto complicato. I motivi principali sono:

  • Estrema variabilità genetica: Esistono almeno 50 genotipi diversi di norovirus. Solo 2 (GI e GII) infettano la maggior parte degli esseri umani, ma all’interno di questi gruppi esistono ceppi in continua evoluzione, come accade con il virus dell’influenza.
  • Immunità di breve durata: Non è chiaro per quanto tempo una persona resti protetta dopo aver avuto il virus. Gli studi stimano da pochi mesi fino a 9 anni, ma la protezione non è completa.
  • Difficoltà di coltivazione in laboratorio: Per decenni è stato quasi impossibile far crescere il virus in provetta. Solo di recente, con l’uso di colture organoidi intestinali (“mini-intestini”), si è riusciti a farlo in modo affidabile.

A che punto siamo con il vaccino?

Nonostante le difficoltà, alcuni vaccini contro il norovirus stanno mostrando risultati promettenti. Ecco le strategie principali in fase di sperimentazione:

1. Vaccino a particelle simili al virus (VLP)

Questi vaccini usano “gusci vuoti” che imitano la struttura del virus, stimolando il sistema immunitario senza provocare la malattia. Sono già usati nei vaccini contro HPV e epatite B.

  • Uno di questi candidati, sviluppato dall’azienda HilleVax, ha mostrato buona efficacia negli adulti ma non ha funzionato nei neonati in uno studio del 2024.

2. Vaccino mRNA

Simile ai vaccini per COVID-19, Moderna ha sviluppato un vaccino chiamato mRNA-1403. Purtroppo, a febbraio 2025 il trial di fase 3 è stato temporaneamente sospeso dopo un possibile caso avverso (sindrome di Guillain-Barré). Le indagini sono ancora in corso.

3. Vaccino combinato con rotavirus

Alcuni ricercatori stanno testando un vaccino ibrido, che sfrutta un virus del rotavirus modificato per esprimere proteine del norovirus. In laboratorio ha funzionato nei topi, ma manca la conferma sull’uomo.

4. La novità: il vaccino in pillola

Una delle opzioni più interessanti arriva da una biotech statunitense, Vaxart. Si tratta di un vaccino in compresse da prendere per bocca, che punta a stimolare l’immunità mucosale, cioè la prima linea di difesa nelle mucose intestinali.

  • In uno studio recente pubblicato su Science Translational Medicine, i ricercatori hanno infettato volontariamente persone sane con il virus, dopo aver somministrato loro la pillola o un placebo.
  • Risultati: il vaccino ha ridotto del 30% il numero di infezioni e ha diminuito la quantità di virus eliminato con feci e vomito, anche se non ha ridotto significativamente i sintomi.
  • Si tratta ancora di uno studio di fase 2, ma rappresenta un importante passo avanti, soprattutto per la facilità di somministrazione: niente aghi, niente frigoriferi, niente personale sanitario specializzato.

Quanto manca davvero alla vendita?

Secondo gli esperti, nessun vaccino contro il norovirus sarà disponibile sul mercato prima di almeno 4-5 anni. Quando arriverà, probabilmente dovrà essere aggiornato periodicamente, proprio come il vaccino antinfluenzale, per tenere il passo con le mutazioni del virus.

È probabile che le prime dosi saranno destinate agli adulti a rischio e ai viaggiatori, per poi estendersi ai bambini in forma liquida, come accade già per il vaccino orale contro il rotavirus.

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