Perché con il caldo fatichi ad andare in bagno regolarmente?

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Con l’arrivo del caldo molte persone notano un rallentamento del transito intestinale, con episodi di franca stitichezza o irregolarità che non erano presenti nei mesi più freschi.

Questo fenomeno è comune, specie nei soggetti più sensibili o già predisposti, e ha ovviamente spiegazioni fisiologiche ben precise.

Il ruolo dell’idratazione

La causa principale della stipsi estiva è la disidratazione.

Con il caldo il corpo perde molti più liquidi attraverso la sudorazione, anche senza attività fisica intensa.

Se questi liquidi non vengono reintegrati in modo adeguato il corpo cerca di trattenerli il più possibile, anche a livello intestinale: il colon riassorbe più acqua dalle feci, che diventano così più secche, dure e difficili da espellere.

Spesso il problema si accentua perché:

  • la sensazione di sete non è sempre proporzionata al bisogno reale
  • si tende a bere meno di quanto necessario, o a preferire bevande diuretiche (es. caffè, alcolici)
  • si mangiano meno cibi ricchi di acqua e fibra (verdura, minestre calde e zuppe).

Cambiamenti nella dieta estiva

Durante l’estate cambiano anche le abitudini alimentari, a volte in modo poco favorevole per l’intestino:

  • si consumano più cibi freddi e raffinati (gelati, pane bianco, snack, pasta fredda) e meno cereali integrali
  • si riduce l’apporto di fibre se si mangia meno verdura cotta e legumi (i legumi cotti apportano una quantità significativa di acqua)
  • si tende a fare pasti meno regolari e spesso meno equilibrati

Tutto questo contribuisce a rallentare la motilità intestinale.

Attività fisica e sedentarietà

Con le alte temperature molte persone riducano l’attività fisica, soprattutto se si vive in città o in ambienti molto caldi. Ma il movimento è un potente stimolo per l’attività intestinale: una vita più sedentaria (soprattutto se unita a viaggi, cambio di routine o jet lag) può favorire la stitichezza.

Influenza del caldo sul sistema nervoso enterico

Il nostro intestino è regolato anche da una fitta rete di neuroni locali (il cosiddetto sistema nervoso enterico, o “secondo cervello”).

Il caldo eccessivo può influenzare il tono autonomico (tra sistema simpatico e parasimpatico), alterando l’equilibrio tra attività contrattile e rilassamento dei muscoli intestinali. Questo può tradursi in variazioni della motilità, a seconda della sensibilità individuale: alcune persone accusano stipsi, altre invece transito accelerato.

Chi è più a rischio

La stipsi legata al caldo è più frequente in:

  • anziani, che tendono a bere poco e hanno un intestino già rallentato
  • bambini, più vulnerabili alla disidratazione (banalmente, anche solo giocare all’aria aperta tutto il pomeriggio tende ad aumentare la sudorazione e l’impegno può far dimenticare di bere)
  • persone con intestino irritabile o motilità intestinale alterata
  • soggetti allettati o con scarsa mobilità
  • chi assume farmaci con effetto stitico (es. oppioidi, alcuni antidepressivi, calcio-antagonisti).

Cosa si può fare per prevenire o migliorare la situazione?

Ragazza in evidente condizione di sforzo

Ecco alcune semplici ma efficaci strategie:

  • Bere di più: almeno 1,5–2 litri al giorno, anche se non si ha sete. Preferire acqua naturale, evitare eccessi di alcol e bibite zuccherate.
  • Aumentare le fibre: introdurre gradualmente frutta fresca (meglio con la buccia), verdura cotta e cruda, legumi, cereali integrali.
  • Limitare cibi astringenti: riso bianco, banane acerbe, tè nero, formaggi stagionati.
  • Favorire il movimento: camminare almeno 30 minuti al giorno, preferibilmente nelle ore più fresche.
  • Non ignorare lo stimolo: rimandare l’evacuazione abitualmente può peggiorare la stipsi.
  • Tisane tiepide o infusi con effetto blandamente lassativo, come quelle a base di malva o semi di lino, possono aiutare, ma non sostituiscono una dieta equilibrata.
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