Perché si starnutisce guardando il sole od una forte luce?

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Introduzione

Ti è mai capitato di starnutire guadando il sole od una fonte luminosa?

Potrei dirti che uno dei nomi scientifici del riflesso che porta a starnutire guardando il sole è definito sindrome ACHOO (da leggere proprio come uno starnuto, all’inglese, Eeeciù!), potrei dirti che c’è grande dibattito sui possibili meccanismi, che ovviamente non coinvolgono la stimolazione nasale tipica degli starnuti normali, ma in realtà c’è molto di più da dire e ti chiedo di darmi fiducia per qualche minuto, vorrei prenderti per mano ed accompagnarti nell’esplorazione di quello che ho scoperto.

Riflesso fotico

Shutterstock/Dragana Gordic

Un nome che è tutto un programma

Riflesso fotico è il nome medico più semplice per descrivere questo fenomeno ed eviterei nel resto dell’articolo di usare termini come

  • fotoptarmosi
  • riflesso eliociliosternuteogenico.

ma non mi vergogno a dire che ho scoperto solo oggi cosa sia un acronimo inverso e l’ho trovato interessante; un acronimo è una sigla formato dalle lettere iniziali di una serie di parole, una sorta di abbreviazione, come ad esempio CRI, Croce Rossa Italiana. E questo era un concetto che conoscevo bene, di cui peraltro gli americani abusano negli articoli scientifici. Ma non avevo mai sentito parlare di acronimo inverso, benché si tratti di un giochino che tutti quanti abbiamo fatto fin da bambini: prendi una parola precostituita e ti inventi una frase a partire dalle lettere contenute, e allora il riflesso fotico diventa la Sindrome ACHOO (da leggere all’inglese, Eeeciù), acronimo di

  • Autosomal (autosomico)
  • dominant (dominante)
  • compelling (compulsivo)
  • helio-ophthalmic (elio, ovvero sole, ed oftalmico, ovvero riferito agli occhi)
  • outburst (scoppio)

che si traduce in qualcosa del tipo scoppio elio-oftalmico autosomico dominante compulsivo e di nuovo mi sono trovato di fronte ad ulteriori sorprese: che fosse uno scoppio compulsivo non dovrebbe stupire, sai anche tu che trattenere uno starnuto è sostanzialmente impossibile, ma che avesse basi genetiche (mi riferisco ai termini autosomico dominante) questo no, proprio non me l’aspettavo. Io ne soffro ed onestamente credevo che fosse così per tutti.

Le cause

La sindrome era in effetti nota già nella culla della Medicina, Aristotele il primo a descriverla, ipotizzando che fosse una risposta al sudore prodotto all’interno del naso in seguito all’esposizione al calore del sole; dobbiamo tuttavia aspettare Bacone nel 1600 per avvicinarci un po’ di più ai reali meccanismi. Il filosofo inglese dimostrò brillantemente che non poteva essere questione di sudore, perché ad occhi chiusi non si starnutisce, prova del fatto che la vista doveva in qualche modo esserne implicata.

In realtà ancora oggi non conosciamo nel dettaglio le cause, ma l’ipotesi prevalente verte su un coinvolgimento del sistema nervoso centrale, secondo alcuni Autori come conseguenza di una sorta di confusione degli stimoli ricevuti.

È però interessante notare che non si tratta di un fenomeno che riguarda l’intera specie umana, ma di un qualcosa che tende a verificarsi all’interno di alcuni nuclei familiari, suggerendo quindi che possa esserci almeno una predisposizione, se non una vera e propria base genetica.

La sindrome si concentra nei caucasici e nelle donne, a seconda delle stime si ipotizza dal 15 al 35% della popolazione mondiale.

È una condizione autosomica dominante:

  • Dominante perché è sufficiente un’unica copia alterata dell’informazione genetica coinvolta (ereditata quindi da madre o padre) per manifestarsi;
  • Autosomica perché, nonostante la maggior prevalenza femminile, il gene ad oggi individuato non è su un cromosoma sessuale.
Trasmissione autosomica dominante

Di LoStrangolatore – Opera propria, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17919448

Esiste infine una correlazione statisticamente significativa tra l’insorgenza del riflesso e la presenza di setto nasale deviato, quindi come vedi si tratta probabilmente del risultato di una combinazione di diversi fattori, probabilmente in parte ancora da scoprire, e sopratutto il cui peso reciproco rimane tutto da chiarire.

Sintomi

Approfondendo i sintomi pensavo di limitarmi a scrivere che il riflesso dello starnuto fotico si manifesta sotto forma di starnuti incontrollabili in risposta ad uno stimolo che non produrrebbe uno starnuto nelle persone prive di questa particolare sensibilità, ma in realtà anche in questo caso ho scoperto che sono state descritte caratteristiche molto più precise e curiose: gli starnuti si verificherebbero generalmente in attacchi di un massimo di 10 starnuti, ma di solito da 1 a 3 ad intervalli inferiori ai 19 secondi, seguiti da un periodo refrattario che può durare fino a 24 ore, ovvero una fase in cui un’ulteriore esposizione non produrrebbe più alcun effetto.

Questo mi fa pensare ad una sorta di desensibilizzazione nervosa, ma si tratta solo di una mia ipotesi.

Interessante poi notare che più che sole o luce intensa di per sé, il vero innesco potrebbe essere il passaggio da un’esposizione a bassa intensità di luce ad una maggiore, ad esempio da una condizione di oscurità ad una luce forte, o più banalmente il sole che è particolarmente vivido, brillante in termini di luminosità.

Rimedi

Coprirsi gli occhi è sicuramente il modo più efficace per prevenire lo starnuto, tuttavia nei soggetti che soffrono di allergie stagionali, ad esempio alle graminacee, si è rilevato un certo effetto protettivo dovuto agli antistaminici, ma è comunque importante sottolineare che non esiste alcun rischio di salute, se non ovviamente quello legato all’esposizione diretta del sole (MAI guardare direttamente il sole, esistono rischi di danni permanenti) o quello di chiudere temporaneamente gli occhi in caso di guida di veicoli.

Chicca finale, sembra che si possa prevenire il riflesso anche premendo sul prolabio, quel piccolo avvallamento compreso tra naso e bocca, in modo trasversale, ovvero con il dito perpendicolare rispetto al setto nasale.

Fonti e bibliografia

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