Sale rosa dell’Himalaya? NO, sicuramente meglio quest’altro sale

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Negli ultimi anni il sale rosa dell’Himalaya è diventato estremamente popolare, promosso come un’alternativa “più sana” rispetto al comune sale da cucina.

Lo si trova ovunque: nei supermercati, nei negozi biologici, nei centri benessere. Viene spesso presentato come un alimento “naturale”, “puro”, “ricco di minerali” e addirittura “detox”.

Ma queste affermazioni hanno un fondamento scientifico? E soprattutto: è davvero il miglior sale per la nostra salute?

La risposta, basata su solide evidenze scientifiche, è no.

Nonostante la moda, il sale rosa non è la scelta migliore per la salute pubblica. Al contrario, esiste un sale comune, economico e spesso sottovalutato che è in realtà quello che dovrebbe trovarsi nella cucina di tutti.

Sale rosa: cos’è davvero?

Sale rosa dell'Hymalaia

Shutterstock/2533928319

Il sale rosa dell’Himalaya è un tipo di sale estratto principalmente da una miniera in Pakistan (nella regione di Khewra, non in Tibet né in Nepal, come spesso si pensa). Il suo caratteristico colore rosa è dovuto a tracce di ossido di ferro (ruggine) e ad altre impurità minerali presenti in piccolissime quantità.

Chi lo promuove sottolinea la presenza di decine di oligoelementi, ma bisogna chiarire un punto fondamentale:

le quantità di questi minerali sono così basse da non avere alcun impatto significativo sulla salute.

Per esempio, per assumere una quantità significativa di calcio o magnesio da questo sale, bisognerebbe consumarne quantità tossiche.

Sale iodato

L’unico sale che dovrebbe esistere nella tua cucina è invece il sale iodato.

Il sale iodato è sale da cucina (cloruro di sodio) a cui viene aggiunta una quantità controllata di iodio (sotto forma di ioduro o iodato di potassio). L’aggiunta di iodio non altera in alcun modo il sapore, l’aspetto o l’uso culinario del sale.

Secondo i dati del Ministero della Salute italiano e dell’Istituto Superiore di Sanità, l’introduzione del sale iodato ha ridotto significativamente la prevalenza di gozzo e altre patologie da carenza iodica in Italia, anche se purtroppo il consumo di sale iodato non è ancora universale: solo il 60-70% del sale venduto nei supermercati è iodato, e molti italiani continuano a usare sale non iodato o sale “alternativo”, come quello rosa.

Lo iodio: un micronutriente essenziale

Lo iodio è un elemento fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide, la ghiandola che regola numerose funzioni vitali tra cui il metabolismo, la crescita e lo sviluppo neurologico del feto e del bambino.

La carenza di iodio può causare:

Nonostante lo iodio sia presente in natura in alcuni alimenti (soprattutto pesce di mare, alghe e uova), in molte aree del mondo l’assunzione spontanea con la dieta è insufficiente.

Per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’UNICEF, e praticamente tutte le principali società scientifiche endocrinologiche raccomandano l’uso esclusivo di sale iodato nella popolazione generale, come misura semplice, economica ed efficace di sanità pubblica.

Sale rosa o sale iodato?

Vediamo il confronto tra i due:

  • Sale rosa dell’Himalaya
    • Non è iodato
    • Contiene tracce insignificanti di altri minerali
    • È spesso più costoso
    • Non è supportato da evidenze scientifiche in termini di benefici per la salute
  • Sale iodato
    • Contiene iodio in quantità utili per la salute pubblica
    • È raccomandato da OMS, UNICEF e ministeri della salute
    • Ha lo stesso sapore e uso del sale comune
    • Costa poco
    • Previene gravi carenze nutrizionali

Il sale rosa non è dannoso in sé, se consumato con moderazione, ma il problema è che non apporta iodio, e può contribuire a una carenza cronica in una popolazione dove l’assunzione di iodio è già insufficiente.

In questo senso, la sua promozione come “più sano” è non solo infondata, ma potenzialmente pericolosa.

Insomma, l’idea è semplice usa poco sale, ma quel poco che sia iodato.

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Chi soffre di ipertiroidismo può usare sale iodato?

Tutti possono fare uso di sale iodato, anche chi soffre di ipertiroidismo, perché non causa mai un apporto eccessivo di iodio e non espone a rischio di aggravare la patologia tiroidea. Anzi, studi recenti dimostrano che una buona nutrizione iodica favorisce la risposta alla terapia medica e la remissione dell’ipertiroidismo, soprattutto da autoimmunità. Fonte: AssociazioneMediciEndocrinologi
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