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Se quest’estate ti è sembrato di essere punto meno del solito, i dati non ti danno torto del tutto. In Emilia-Romagna, una delle regioni dove la zanzara tigre viene contata con regolarità, nella prima metà di luglio le uova raccolte sono davvero calate. Conta però quando e dove guardi: la stessa regione, poche settimane dopo, ha registrato valori più alti di quelli degli ultimi cinque anni.
Come affermazione valida per tutta Italia, “meno zanzare” non trova conferma, perché i dati disponibili sono locali. Per dire se ce n’erano davvero meno servono tre precisazioni: in quale posto, in quale periodo e di quale specie si parla. La tua impressione riguarda il tuo balcone e le tue serate. Un monitoraggio riguarda intere città, settimana dopo settimana.
Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Perché il caldo da solo non spiega l’andamento
La spiegazione più intuitiva è la siccità: senza pioggia, meno acqua in cui deporre le uova. C’è del vero, ma la zanzara tigre si riproduce anche in piccole raccolte d’acqua, comprese quelle che si formano o vengono mantenute intorno alle case. La mancanza di pioggia riduce alcuni siti di sviluppo, lasciando attivi quelli che dipendono da noi.
C’è poi un secondo fattore. Le uova resistono all’essiccamento: possono restare in attesa e schiudersi quando tornano condizioni favorevoli. Un periodo secco, quindi, può rallentare la riproduzione per qualche settimana senza cancellare la popolazione.
Temperatura, disponibilità d’acqua e condizioni del microambiente, cioè ciò che succede in un cortile o in un tombino, pesano tutte sull’andamento della stagione. Il caldo porta a meno zanzare solo in alcune condizioni e in alcuni momenti. L’ente che conduce il monitoraggio ha descritto il calo di luglio insieme a caldo e siccità, ma questa coincidenza lascia aperta la possibilità di altre cause.
Meno uova, meno punture, meno rischio: tre cose diverse
Anche i numeri vanno letti per quello che misurano. Il conteggio delle uova nelle ovitrappole, piccoli contenitori in cui le zanzare vengono invitate a deporre, è un indicatore indiretto della zanzara tigre nelle aree urbane monitorate. Descrive una specie in zone precise, senza fare il censimento di tutte le zanzare presenti.
Ne deriva che meno uova non significano automaticamente meno punture. Per confrontare due estati bisogna sapere quale indicatore si usa, in quale area e in quali settimane.
Una stagione più calma non azzera i virus
Essere stati punti meno dice poco sulla circolazione dei virus trasmessi dalle zanzare. Al 15 settembre 2026 la sorveglianza italiana aveva registrato 37 casi autoctoni confermati di dengue, cioè infezioni contratte in Italia e non durante un viaggio.
Quel numero documenta che il virus è circolato localmente. Da solo non indica quante zanzare ci fossero né quanto fosse alto il rischio in ogni singolo posto.
La prevenzione intorno a casa resta quindi utile anche quando l’estate sembra meno infestata. Eliminare o coprire l’acqua stagnante nei contenitori vicino all’abitazione è la misura raccomandata per togliere alla zanzara tigre i posti dove riprodursi.
Una tregua di due settimane e un agosto sopra la media possono stare nello stesso anno e nella stessa regione. Dato che le uova sanno aspettare il ritorno dell’acqua, un periodo con poche zanzare basta a descrivere quelle settimane, ma non a prevedere le successive.
Luglio ha portato un calo vero, ma a macchia di leopardo
La stagione emiliano-romagnola è cominciata con un picco anomalo nella seconda metà di giugno. Poi, nella prima metà di luglio, con caldo elevato e forte siccità, il monitoraggio ha visto scendere il numero di uova deposte. Chi in quelle settimane ha notato una tregua non se l’è immaginata.
Il quadro, però, cambia da città a città. Confrontando luglio 2026 con luglio 2025, la quantità media di uova è diminuita in cinque dei dieci capoluoghi monitorati ed è aumentata negli altri cinque. Metà della regione ha vissuto un luglio più leggero dell’anno prima, l’altra metà uno più pesante.
Per questo due persone che abitano a pochi chilometri di distanza possono raccontare estati diverse, e avere ragione entrambe.
Agosto ha ribaltato il bilancio
Nel mese successivo, nei capoluoghi monitorati, la densità media di uova ha superato quella di ciascuno dei cinque anni precedenti. Anche le catture di zanzare adulte sono state più alte di tutti gli anni di confronto, con l’unica eccezione del 2023.
Se la tua sensazione di un’estate tranquilla si basa soprattutto su giugno o sui primi di luglio, può essere corretta per quel periodo. Estesa all’intera stagione, almeno in questa regione, i numeri raccontano altro.
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