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Molte persone attribuiscono automaticamente l’aumento del volume dell’addome a un incremento di peso, ma nella pratica clinica questa interpretazione è spesso imprecisa. L’addome è una zona particolarmente “dinamica”, può cambiare aspetto nel corso della stessa giornata in risposta a ciò che mangiamo, a come funziona il nostro intestino e persino allo stato emotivo. Per questo motivo, una pancia più prominente non indica necessariamente un accumulo di grasso.
Ecco come distinguerli facilmente.
Sensazioni diverse al tatto e nei sintomi

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Il primo elemento utile è come “si sente” la pancia.
- Il gonfiore addominale, in letteratura definito bloating, è in genere associato a una sensazione di tensione. L’addome appare disteso, duro, a volte dolente, e può dare fastidio anche solo toccandolo. Spesso sporge in avanti, creando quello che molte persone descrivono come un “pancione improvviso”.
- Il grasso addominale, invece, ha caratteristiche diverse. È morbido, non dolente e non dà una sensazione di pressione interna. Non compare all’improvviso e non provoca disagio acuto. Dal punto di vista clinico, l’assenza di dolore e di tensione è un elemento che orienta più verso un accumulo adiposo che verso il gonfiore.
La velocità con cui cambia il volume dell’addome
Un altro criterio fondamentale è il tempo.
- Il gonfiore compare rapidamente e altrettanto rapidamente tende a risolversi. Molte persone notano un addome piatto al mattino e più gonfio la sera. Questo andamento giornaliero è tipico del bloating e riflette l’accumulo di gas e contenuto intestinale durante la giornata.
- L’aumento di grasso corporeo, al contrario, è un processo lento e progressivo. Non varia nell’arco di poche ore e si accompagna di solito a un incremento graduale del peso corporeo nel tempo. Il gonfiore, inoltre, in genere non modifica in modo significativo il numero sulla bilancia.
Cosa favorisce il gonfiore addominale
Dal punto di vista fisiologico il gonfiore è spesso legato alla presenza di gas nell’intestino. Questo gas può derivare dall’aria ingerita mangiando in fretta o bevendo bevande gassate, oppure dalla fermentazione dei cibi da parte del microbiota intestinale.
Alimenti ricchi di fibre come legumi, cavoli e cereali integrali, così come pasti molto abbondanti, aumentano la produzione di gas. È un processo normale e, entro certi limiti, indice di un microbiota attivo. Tuttavia la risposta è molto individuale: lo stesso alimento può causare gonfiore in una persona e non in un’altra.
Anche fattori non alimentari giocano un ruolo. Stress e ansia, attraverso l’asse intestino-cervello, possono alterare la motilità e la sensibilità intestinale. Le variazioni ormonali, ad esempio nella fase premestruale o in menopausa, sono un’altra causa riconosciuta di gonfiore.
Come comportarsi in caso di gonfiore
Nella maggior parte dei casi il gonfiore è transitorio e si risolve spontaneamente. Attività leggere come camminare, fare stretching o massaggiare delicatamente l’addome possono facilitare l’eliminazione dei gas. Mangiare più lentamente, ridurre le bevande gassate e distribuire meglio i pasti sono strategie semplici ma efficaci.
Se il gonfiore è frequente, tenere un diario alimentare e dei sintomi può aiutare a individuare i fattori scatenanti. È invece opportuno consultare il medico se il gonfiore è persistente, peggiora nel tempo o si associa ad altri sintomi come alterazioni dell’alvo, sangue nelle feci o perdita di peso non intenzionale, perché in questi casi sono necessari accertamenti mirati.
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