Allenare il viso ringiovanisce davvero?

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L’idea ha una sua logica. Se allenare le gambe le rende più toniche, allenare i muscoli del viso dovrebbe dare un volto più compatto e disteso. E qualcosa, negli studi, si muove davvero: in piccoli gruppi di donne che hanno seguito programmi di esercizi facciali sono state osservate guance più piene e muscoli di dimensioni maggiori all’ecografia.

La questione è che cosa si sta misurando. Un muscolo che cresce di qualche millimetro, una fotografia in cui le guance sembrano più piene e un viso che resta visibilmente più giovane nel tempo sono tre risultati diversi. Le ricerche disponibili arrivano, con molti limiti, ai primi due. Per il terzo, cioè il beneficio che interessa a chi fa gli esercizi, le prove non bastano ancora a stabilirne l’efficacia.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Il viso invecchia su più strati, e i muscoli sono uno solo

L’invecchiamento del viso coinvolge la pelle, il tessuto adiposo, i muscoli e le ossa. L’aspetto che vedi allo specchio dipende da come cambiano tutte queste componenti insieme.

Allenare i muscoli significa agire su una sola di queste componenti. È una distinzione anatomica: da sola lascia aperta la possibilità che gli esercizi modifichino qualcosa nell’aspetto. Serve però a misurare l’attesa, perché la ginnastica facciale lavora su una parte del problema e lascia intatte le altre.

C’è poi una questione di parole. “Tonificare” e “distendere” vengono spesso usati come sinonimi, ma indicano due cose diverse. Gli studi estetici disponibili non hanno stabilito che gli esercizi riducano in modo affidabile la tensione dei muscoli, le rughe o il disagio che una persona percepisce. “Disteso”, in questo contesto, descrive al massimo un’impressione soggettiva.

Che cosa hanno osservato, in concreto, gli studi

Il lavoro più citato ha seguito per 20 settimane un gruppo di donne tra i 40 e i 65 anni impegnate in un programma quotidiano di esercizi facciali. Le valutazioni delle fotografie hanno rilevato una maggiore pienezza delle guance alla fine del periodo. Le rughe prese in esame, invece, non sono migliorate in modo significativo.

I numeri aiutano a capire quanto pesa quel risultato. Le partecipanti arruolate erano 27, e 11 si sono ritirate prima della fine: le analisi riguardano quindi 16 donne. Nello stesso studio è stata stimata anche una riduzione dell’età apparente, un dato che resta da confermare.

Un secondo studio ha coinvolto 50 donne per otto settimane e ha misurato con l’ecografia aumenti dell’area di alcuni muscoli del viso. Gli esercizi, però, venivano eseguiti con uno specifico dispositivo. Il risultato vale per quell’attrezzo e non si trasferisce automaticamente agli esercizi a mani libere che si trovano nei video.

Perché queste misure non dimostrano ancora un effetto

Entrambi gli studi sono stati condotti senza un gruppo di controllo, cioè senza un gruppo di persone simili che non facevano gli esercizi. Confrontare il prima con il dopo nelle stesse persone mostra che qualcosa è cambiato. Per attribuire quel cambiamento agli esercizi serve un confronto con chi non li ha fatti. Lo stesso limite vale per qualunque fotografia prima e dopo.

Anche il muscolo più grande va letto con attenzione. Un aumento dell’area misurato con l’ecografia è un dato reale sul muscolo. Per diventare un ringiovanimento visibile e duraturo, però, dovrebbe tradursi in un cambiamento dell’aspetto che si mantiene nel tempo, e questo passaggio resta da dimostrare.

La revisione più recente ha raccolto 12 studi su 321 donne, mettendo insieme esercizi, massaggio e terapia miofunzionale, una tecnica di rieducazione dei muscoli di bocca e viso. Campioni piccoli, programmi diversi e modi diversi di misurare i risultati rendono prudente la conclusione. Una revisione precedente usa toni più favorevoli nel riassunto, ma nelle conclusioni riconosce che numero e qualità degli studi sono insufficienti.

Quanto allenarsi, e con quali rischi

Se decidi di provare, sappi che una routine validata non esiste. Gli studi hanno usato programmi diversi tra loro, e non permettono di indicare una sequenza di esercizi, una frequenza o una durata ottimali per ottenere un risultato estetico. Il protocollo di un singolo studio resta un protocollo di ricerca, non una prescrizione.

Sul fronte della sicurezza, negli studi raccolti dalla revisione non sono stati segnalati eventi avversi. I dati disponibili, però, bastano a descrivere soltanto periodi brevi: con campioni così piccoli e senza un seguito prolungato, la sicurezza a lungo termine resta da stabilire. “Non segnalato” significa che il problema non è stato osservato in quei gruppi, non che sia impossibile.

Resta aperta anche una domanda opposta. Le espressioni ripetitive hanno un ruolo nella formazione delle linee del viso nel corso degli anni. Da qui a dire che un programma di ginnastica facciale le accentui c’è un salto che nessuno studio ha verificato. Anche l’effetto contrario, però, manca di prove.

Chiedersi se un esercizio “tonifica” il viso e chiedersi se lo renderà più giovane nel tempo sono quindi due domande diverse. Alla prima la ricerca ha risposto con qualche misura locale su pochi gruppi di donne: guance più piene in fotografia, muscoli più grandi all’ecografia. Alla seconda, che riguarda un cambiamento visibile e duraturo, la risposta manca ancora.

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