E tu sapevi che allenare i flessori dell’anca potrebbe risolverti il mal di schiena?

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Il mal di schiena che dura da mesi spinge a cercare un punto preciso su cui intervenire: un muscolo trascurato, un esercizio giusto, una leva nascosta. I flessori dell’anca, i muscoli che portano la coscia verso il busto, sono tra i candidati citati più spesso. Dietro l’idea c’è una domanda sensata: allenarsi può davvero aiutare la schiena?

Per la lombalgia cronica la risposta è in buona parte sì. Gli studi, però, mostrano l’utilità dell’esercizio nel suo insieme e non permettono di attribuire il beneficio ai soli flessori. Le prove sostengono un percorso di esercizio adatto, non un muscolo chiave. Restano da capire due cose: quanto aiuta davvero l’esercizio e che cosa si sa dell’anca.

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Quanto aiuta l’esercizio quando il dolore è cronico

Le prove più solide riguardano la lombalgia cronica non specifica, cioè il dolore lombare persistente senza una causa precisa identificabile. In questi adulti l’esercizio terapeutico probabilmente riduce il dolore rispetto a nessun trattamento, alle cure abituali o a un placebo. Gli esercizi studiati sono di molti tipi e nessuno è un allenamento mirato ai flessori.

Per dare una misura: su una scala del dolore da 0 a 100, alla prima valutazione il miglioramento medio era di circa 15 punti. È una media, quindi alcune persone migliorano di più e altre meno.

Sulle limitazioni nella vita quotidiana l’effetto è più contenuto. Il miglioramento medio era di circa 7 punti su 100, sotto la soglia di 10 punti che gli autori avevano fissato come rilevante per la vita reale. L’esercizio quindi riduce il dolore più delle limitazioni, e presentarlo come una soluzione completa sarebbe scorretto.

Che cosa si sa davvero sull’anca

Se l’esercizio aiuta, viene naturale chiedersi se concentrarsi sull’anca aggiunga qualcosa. Il rafforzamento dell’anca, aggiunto agli esercizi per la schiena, potrebbe dare un piccolo beneficio sul dolore nel breve periodo. La differenza media era di 0,66 punti su una scala da 0 a 10, un valore che gli autori hanno giudicato troppo piccolo per avere importanza clinica.

Quel confronto si basa su tre studi con 153 partecipanti in tutto, e la certezza delle prove è molto bassa. Riguarda l’anca nel suo complesso: gli esercizi coinvolgevano più gruppi muscolari. Anche sulla durata il quadro resta aperto. Solo due studi hanno controllato i risultati a 6 e 12 mesi, e finora un vantaggio persistente rispetto ai trattamenti per la schiena resta da dimostrare.

Sull’idea di allenare specificamente i flessori dell’anca le prove sono ancora più scarse. Una revisione recente sull’allenamento di forza nella lombalgia include un solo studio dedicato all’anca e non individua un effetto proprio dei flessori. Qui la prova manca, il che è diverso dal dire che questi esercizi siano inutili.

Perché un muscolo debole non spiega il dolore

L’attenzione sull’anca nasce anche da ciò che si osserva nei muscoli. Negli studi osservazionali, chi soffre di lombalgia mostra in media una minore forza degli abduttori e degli estensori dell’anca rispetto a chi non ne soffre. Gli abduttori allontanano la gamba di lato, gli estensori spingono la coscia all’indietro.

Due dettagli cambiano la lettura di questo dato. I muscoli coinvolti non sono i flessori. Inoltre si tratta di un’associazione tra due fenomeni: dice che debolezza e dolore compaiono spesso insieme, senza stabilire che la prima provochi il secondo o che rafforzare quei muscoli lo faccia passare.

Le linee guida vanno nella stessa direzione. L’Organizzazione mondiale della sanità include i programmi di esercizio tra le opzioni per la lombalgia cronica negli adulti. Esistono anche raccomandazioni a favore di programmi strutturati e diretti da un professionista, senza un tipo di programma chiaramente superiore agli altri. Nessuna indica il rafforzamento dei flessori come passaggio necessario.

Quando il mal di schiena richiede una visita urgente

Alcuni segnali, se compaiono insieme al mal di schiena, richiedono una valutazione medica urgente, perché possono indicare un problema neurologico serio:

  • difficoltà a urinare oppure incontinenza urinaria comparsa da poco;
  • perdita di sensibilità nella zona perineale, cioè attorno ai genitali e all’ano;
  • debolezza o altri disturbi neurologici alle gambe, gravi o in peggioramento.

In queste situazioni provare esercizi per l’anca è la risposta sbagliata. Anche la febbre, un trauma o un mal di schiena nuovo in chi ha avuto un tumore richiedono una valutazione clinica appropriata.

La domanda che conviene farsi

Messa accanto ai dati, la promessa del muscolo risolutivo si ridimensiona, mentre l’esercizio in generale ne esce rafforzato. Nessuna ricerca permette di prescrivere una routine per i flessori, un numero di ripetizioni o un tempo di guarigione.

Più che chiederti quale muscolo allenare, conviene chiederti quale programma riesci a seguire con costanza e chi può impostarlo sulla tua situazione. È su programmi adattati alla persona che si concentrano le prove disponibili. Se il dolore persiste nonostante l’esercizio, o cambia carattere, è il momento di farti valutare da un medico.

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