E tu sai cosa fa il caffè alla tua glicemia?

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Il caffè, bevanda sacra del risveglio e combustibile universale del multitasking moderno, ha una reputazione che oscilla tra l’elisir di lunga vita e il nemico giurato della pressione arteriosa (ma che in realtà fa quasi sempre anche alla stessa pressione).

Ma oggi non parliamo del batticuore post-espresso né delle sue virtù da chiacchiera al bar: oggi parliamo di glicemia, cioè della concentrazione di zucchero nel sangue.

E di come il caffè la influenzi, nel bene e nel male.

Spoiler: se pensi che basti ordinare “un caffè” per sapere cosa stai davvero bevendo, ti sbagli di grosso.

Un caffè non è (quasi) mai solo un caffè

Ragazza in dubbio tra un caffè espresso un frappuccino

Prima di scomodare le pubblicazioni scientifiche, facciamo un po’ di chiarezza: quando dici “prendo un caffè”, intendi quello nero, senza zucchero e senza latte?

Perché se ci aggiungi un cucchiaio di zucchero, una nuvola di panna, magari un topping al caramello per festeggiare il lunedì, quello che stai bevendo non è più caffè, è un dessert travestito.

Ed è proprio qui che casca il chicco:

gli effetti sulla glicemia del caffè puro sono ben diversi da quelli del caffè addizionato con roba dolce o grassa.

A dirlo non è la solita voce della zia salutista, ma la letteratura scientifica, secondo cui zucchero e panna possono annullare (o addirittura invertire!) i benefici metabolici del caffè.

Quindi prima di indignarti perché il tuo cappuccino zuccherato ti fa schizzare la glicemia, chiediti se è il caffè o l’Happy Meal liquido che ti sei appena scolato.

Effetti acuti o effetti a lungo termine?

E qui viene il bello: il caffè ha una doppia personalità metabolica.

Quindi:

nel breve ti alza la glicemia, ,a nel lungo ti protegge dal diabete.

Un po’ come quei parenti fastidiosi che però ti lasciano l’eredità.

Caffeina cattiva, polifenoli buoni

Ma cosa c’è dentro il caffè che combina tutto questo? Non solo caffeina, anche se è lei la prima sospettata quando si parla di effetti acuti sulla glicemia. La caffeina, infatti, può inibire l’azione dell’insulina e aumentare la produzione di glucosio da parte del fegato (ciao glicemia!).

D’altro canto, il caffè è anche una miniera di composti bioattivi, come l’acido clorogenico e altri polifenoli. Queste sostanze fanno squadra per:

  • Inibire enzimi digestivi che trasformano carboidrati in zuccheri semplici
  • Ridurre l’assorbimento del glucosio a livello intestinale
  • Migliorare la sensibilità insulinica nel tempo

Insomma, se la caffeina gioca a fare il bastian contrario, i polifenoli fanno il lavoro sporco e ti coprono le spalle. È una dinamica più intricata di una serie Netflix…

Riassunto semiserio per umani occupati

Se non hai tempo di leggere tutto (perché stai prendendo un caffè?), ecco la versione da bar:

  • Bevi caffè amaro? Buona idea. Nel lungo periodo potrebbe aiutarti a tenere la glicemia sotto controllo.
  • Ci metti zucchero e panna? Attenzione a quello fai… valutalo nel contesto della tua dieta complessiva e del tuo fabbisogno calorico

Conclusione: dipende, come sempre

Il caffè è una bevanda complessa, tanto quanto le discussioni sul decaffeinato. I suoi effetti sulla glicemia dipendono da come lo bevi, da quanto spesso lo bevi, e da cosa ci metti dentro. Nel breve può fare i capricci, ma nel lungo periodo potrebbe persino aiutarti a restare fuori dal club dei diabetici.

Quindi sì, bevi pure il tuo caffè. Ma magari lascia perdere lo zucchero. E la panna. E la cannella caramellata, già che ci sei.

Altre fonti

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