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Fai anche tu parte di chi assume integratori multivitaminico nella speranza di prevenire malattie cardiovascolari o mantenere un buon livello di energia?
E se ti dicessi che forse un alimento potrebbe essere più efficace?
E se ti dicessi che questo alimento è anche buono?
Lo studio COSMOS, un grande trial randomizzato con più di 21.000 adulti statunitensi, permette un confronto molto concreto.
Che cosa ha valutato lo studio COSMOS

Lo studio ha impiegato un disegno sperimentale per testare contemporaneamente
- un estratto di cacao standardizzato (500 mg/die di flavanoli, inclusi 80 mg di epicatechina)
- e un multivitaminico tipico, in confronto ai rispettivi placebo.
L’analisi che consideriamo riguarda l’intervento con cacao, ma il trial consente anche un paragone implicito con l’efficacia dei multivitaminici perché entrambi sono stati valutati nello stesso contesto clinico. I partecipanti erano uomini di almeno 60 anni e donne di almeno 65 anni, senza malattia cardiovascolare maggiore al baseline.
I risultati sul cacao: luci e ombre
Il cacao non ha ridotto in modo significativo l’esito primario, ovvero l’insieme degli eventi cardiovascolari totali (infarto, ictus, rivascolarizzazioni, decessi cardiovascolari e altri eventi maggiori).
Tuttavia sono emersi alcuni segnali interessanti:
- Una riduzione del 27% della mortalità cardiovascolare, risultato statisticamente significativo.
- Un’analisi per protocollo, quindi considerando solo chi ha assunto il trattamento con buona aderenza, ha suggerito un possibile beneficio anche sugli eventi cardiovascolari totali, ma si tratta di un’analisi secondaria da interpretare con cautela.
Non sono emerse riduzioni significative per infarto, ictus o incidenza di tumori. Gli effetti collaterali erano minimi e il trattamento ben tollerato.
E i multivitaminici?
Nello stesso studio i multivitaminici sono stati valutati parallelamente.
Sebbene l’articolo si concentri soprattutto sul braccio cacao, il disegno sperimentale permette di evidenziare un punto chiaro:
non ci sono prove che un multivitaminico standard riduca il rischio cardiovascolare o oncologico in popolazioni ben nutrite.
Questa conclusione è coerente con le evidenze accumulate negli ultimi vent’anni da altri grandi trial, che mostrano benefici limitati o nulli dei multivitaminici nella prevenzione primaria delle malattie croniche, con eccezioni circoscritte a specifiche carenze nutrizionali.
In altre parole, un soggetto anziano mediamente sano, senza deficit vitaminici documentati, non trae benefici cardiovascolari misurabili dall’assunzione quotidiana di un multivitaminico.
Qual è davvero “più utile”?
Dipende da ciò che intendiamo per utile.
Se parliamo di riduzione documentata degli eventi cardiovascolari in un grande trial, né cacao né multivitaminici hanno dimostrato un beneficio netto e incontrovertibile. Il cacao mostra segnali più promettenti, soprattutto sulla mortalità cardiovascolare, ma non abbastanza solidi da suggerirne l’uso come intervento preventivo. I multivitaminici, invece, non mostrano alcun vantaggio in questo contesto.
Se parliamo di sicurezza, entrambi sono ben tollerati. Tuttavia il cacao apporta flavanoli con potenziali effetti vascolari (potrebbe ad esempio essere in grado di abbassare la pressione), mentre il multivitaminico ha un razionale più debole se non esiste una carenza.
Se parliamo di priorità cliniche, nessuno dei due si avvicina all’impatto di interventi consolidati come dieta equilibrata, attività fisica, controllo dei fattori di rischio, gestione del peso e terapie farmacologiche indicate dal medico.