Vaccino Novavax in Italia: effetti collaterali e come funziona

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Cos’è il nuovo vaccino anti-COVID di Novavax?

Nuvaxovid è il nome commerciale del vaccino anti-COVID prodotto dall’azienda americana Novavax; come successo per gli altri vaccini è quindi curioso notare di come ormai siamo abituati a riferirci ai diversi vaccini disponibili con il nome dell’azienda produttrice anziché con il nome commerciale, che in questi casi non si fila nessuno.

Un’interessante caratteristica del vaccino Novavax è la temperatura di conservazione, che è quella di un normale frigorifero, ovvero 2-8 °C e fino a 12 ore a 25°; questo è un aspetto interessante in termini di distribuzione, perché semplifica di molto la necessaria logistica, soprattutto se pensiamo a Paesi economicamente non avanzati.

Quando arriva in Italia?

Il vaccino è regolarmente disponibile in Italia; dopo una prima fase in cui l’autorizzazione era limitata agli adulti (ovvero dai 18 anni in poi), dal mese di luglio 2022 questa è stata estesa anche agli adolescenti (tra i 12 e i 17 anni).

Chi lo produce?

Novavax, una società di biotecnologie americana che si occupa in modo specifico proprio di vaccini. Onestamente non la conoscevo prima del recente clamore mediatico, ma sono stato contento di scoprire che in passato ha ricevuto un’importante donazione dalla Bill and Melinda Gates Foundation, che ritengo essere un bel biglietto da visita nella valutazione della sua serietà.

Fa un po’ sorridere invece veder presentata l’azienda sul sito della Commissione Europea come “una società di biotecnologie specializzata nello sviluppo di vaccini di prossima generazione”, quando invece come vedremo la tecnologia usata è vecchia di anni, anche se ovviamente la mia non vuole assolutamente essere una critica, vecchio in questi casi non significa necessariamente superato, ed anzi è un approccio solido che conosciamo molto bene, ma ne parliamo fra poco.

Come viene somministrato?

Il ciclo di vaccinazione prevede due dosi somministrate per via intramuscolare, generalmente sul deltoide, a 21 giorni di distanza.

La vaccinazione dev’essere posticipata nei soggetti che dovessero presentare febbre alta, mentre febbriciattola e malesseri lievi non controindicano all’iniezione.

Novavax, vaccino anti-COVID

Getty/Cavan Images

Si può somministrare a chi avesse già contratto la malattia in precedenza?

Secondo l’EMA “non sono stati osservati effetti indesiderati aggiuntivi nelle persone vaccinate con Nuvaxovid nell’ambito della sperimentazione e che avevano contratto la COVID-19 in precedenza.”

Allo stesso modo non ci sono controindicazioni a sottoporsi alla vaccinazione in caso di febbre di lieve entità, mentre l’appuntamento dev’essere rimandato in caso di malattia febbrile acuta severa o da infezione acuta.

Si può usare per la terza/quarta dose?

Ad oggi non è ancora stato autorizzato a questo scopo.

È efficace?

Al di là di tutto quello che conta è però principalmente la sua efficacia. I trial clinici disponibili sono molto promettenti, si parla di un’efficacia che tocca il 90% a 7 giorni dalla seconda dose, ma purtroppo i dati sono ancora limitati, per non dire assenti, se focalizziamo l’attenzione sulla variante Omicron.

Relativamente a Delta, invece, i dati sono positivi, in quanto l’autorizzazione relativa all’estensione dell’autorizzazione all’età adolescenziale si basa su uno studio condotto negli Stati Uniti quando ancora la variante Delta era era predominante negli Stati Uniti.

Effetti collaterali?

Come qualsiasi altro medicinale anche questo vaccino può causare lo sviluppo di effetti collaterali, anche se ovviamente non è detto che succeda, alcuni soggetti non lamentano alcun tipo di disturbo.

La maggior parte degli effetti indesiderati emersi in fase di sperimentazione è destinato a risolversi in pochi giorni.

Oltre a reazioni locali nel sito d’iniezione, arrossamento, gonfiore e dolore, tra i disturbi più comuni sono stati segnalati:

In alcuni casi è stata segnalata anche un po’ di febbre, ma le reazioni locali in genere spariscono in un paio di giorni e gli effetti collaterali sistemici anche prima.

Meno comunemente si sono registrati linfonodi ingrossati, aumento della pressione del sangue ed eruzione cutanea, anche questi destinati a risolversi rapidamente.

Sono infine stati osservati alcuni casi di reazioni allergiche anche gravi, quindi nel caso di soggetti con allergie specifiche servirà una valutazione del rapporto rischio beneficio con il proprio medico.

Mi ha incuriosito leggere sul foglietto illustrativo della necessità di tenere in debita considerazione da parte del personale medico la possibilità di reazioni ansiose all’iniezione.

Come funziona?

Il vaccino Novavax contiene, semplificando un pochino, degli aggregati di proteine molto simili alla ormai nota proteina Spike del virus responsabile della COVID, ovvero la proteina che utilizza per penetrare le difese delle nostre cellule.

A queste particelle viene poi aggiunta una sostanza adiuvante, che consente di ottenere una risposta immunitaria superiore, consentendo quindi tra l’altro di inoculare una minor quantità di proteine.

L’idea di base è inoculare questa proteina estranea nel corpo ed indurre il sistema immunitario a reagire, riconoscendola come estranea; questo contatto stimolerà la produzione di anticorpi e cellule immunitarie specifiche, che saranno quindi pronte ad intervenire quando dovessero incontrare il virus vero e proprio a seguito di un contatto con un paziente infetto.

Si tratta di un approccio ben conosciuto, usato ad esempio per produrre vaccini attualmente in uso come quello contro il meningococco e l’epatite B.

Il vaccino non contiene codice genetico, quindi niente RNA o DNA come i vaccini di Pfizer e Moderna, e né contiene il virus vivo o attenuato, ma solo frammenti proteici prodotti mediante tecnologie ricombinanti.

Quanto dura la protezione del vaccino Novavax?

Anche in questo caso le risposte arriveranno nei prossimi mesi.

Fonti e bibliografia

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