Grassi buoni: tre regole d’oro per non farli diventare cattivi

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Siamo onesti: la parola “grassi” evoca ancora incubi diete anni ’90, insalatone tristi e demonizzazione del burro come se fosse un criminale di guerra.

Ma no, non tutti i grassi vengono per nuocere.

Alcuni sono addirittura fondamentali. Il problema è saperli scegliere. E, possibilmente, non annegare la frittata nell’olio o il pane nella padella. Ecco quindi tre semplici regole per fare pace con i grassi — e con la bilancia.

L’olio extravergine di oliva: l’unico extravergine che ti fa bene

Ragazza tiene in mano un cucchiaio d'olio.

Se dovessimo incoronare un re tra i grassi, l’olio extravergine d’oliva avrebbe già in testa la corona e un lungo corteo di antiossidanti a scortarlo, mentre sfilano applausi dalla comunità scientifica e inchini dalle papille gustative.

È il grasso ideale per condire e cucinare, e non solo perché lo dice la nonna. Ricco di acidi grassi monoinsaturi, è il miglior alleato per il cuore, le arterie e il gusto, da preferire a qualsiasi altro grasso usato per questi scopi (sì, decisamente meglio l’olio EVO del burro e sì, decisamente meglio anche rispetto ad altri oli vegetali).

Usalo soprattutto a crudo — lo so, la tentazione della verdura saltata in padella è forte, ma resisti. O meglio: cucina pure, ma poi evita la famosa scarpetta. Quel piccolo gesto d’amore col pane è anche un attentato calorico travestito da tradizione.

Il pesce: non solo per i venerdì di magro

Omega 3, questi sconosciuti.

Per la maggior parte di noi la fonte principale di questi preziosi acidi grassi resta il pesce — e no, i bastoncini surgelati non contano.

L’ideale?

Mangiare pesce almeno due o tre volte a settimana (fresco o surgelato), dando la preferenza al pesce azzurro nostrano di piccola taglia: alici, sardine, sgombro. È economico, sostenibile e carico di benefici.

Se invece il solo odore del pesce ti fa cambiare stanza, allora è il caso di trovare alternative come l’olio di lino.

Frutta secca e semi: sì, ogni giorno

Miniatura di un cervello umano dentro un guscio di noce

Shutterstock/2232791035

Basta una manciata al giorno di noci, mandorle, nocciole, pistacchi (senza sale!), alternati e possibilmente mescolati.

E i semi? Non sono cibo per uccellini, ma dei veri superfood in miniatura: lino, chia, girasole, zucca… una spolverata sullo yogurt o sull’insalata e sei già avanti anni luce.

Ricchi di grassi insaturi, fibre, vitamine e minerali, questi piccoli concentrati di salute sono un’aggiunta smart alla dieta di ogni giorno. E se qualcuno ti guarda male mentre sgranocchi noci a metà mattina, sorridi con superiorità: tu stai nutriendo il cervello, lui probabilmente solo la pancia.

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