Introduzione
La caviglia slogata rappresenta uno degli infortuni più comuni che avvengono ogni giorno, si stima che solo nel nostro Paese se ne contino circa 10.000 ogni giorno; è un trauma molto frequente in chi pratica sport, soprattutto a livello amatoriale, ma anche nella vita di tutti i giorni in quanto connessa a fattori di rischio comuni alla vita di tutti.
La gravità di questa condizione è tuttavia variabile, si passa infatti da casi molto lievi e trattabili in piena autonomia, a casi più severi in cui occorre la presa in carico da parte del medico; i tempi di recupero sono quindi altrettanto variabili, ma generalmente compresi tra le 3 e le 6 settimane.
In termini medici si parla di distorsione della caviglia, vale a dire una temporanea perdita di rapporto tra le due superfici articolari che compongono la caviglia, con possibile lesione dei legamenti e della cartilagine articolare.
La prognosi è sicuramente favorevole per le distorsioni lievi, soprattutto quando un approccio terapeutico tempestivo garantisca una rapida risoluzione di dolore, edema ed ematoma. In questo caso il rischio di cronicizzazione è molto basso e le distorsioni si risolvono con una completa restitutio ad integrum.
Al contrario, per una distorsione moderata/severa, sicuramente il percorso riabilitativo sarà più lungo e complesso.
È certamente sempre utile, soprattutto per le distorsioni più gravi, andare a effettuare un percorso di riabilitazione per recuperare una corretta propriocezione e riprendere la funzione e il tono muscolare. È infatti ormai appurato che subire una distorsione alla caviglia predisponga fortemente ad averne una seguente, soprattutto se la prima è stata associata a lesione di legamenti. Si ha infatti una riduzione della stabilità articolare con un aumento della lassità dei legamenti. È quindi consigliato usare un tutore nei primi momenti di ripresa delle attività per proteggere l’articolazione ed evitare movimenti pericolosi.

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Cause
La distorsione della caviglia può avvenire attraverso due possibili meccanismi:
- Per eversione, il piede ruota verso l’interno
- Per inversione, il piede ruota verso l’esterno
I legamenti della caviglia sono extra articolari e questo è un grande vantaggio in quanto le lesioni in genere riparano per cicatrizzazione senza conseguenze importanti
Le distorsioni in genere avvengono quando si svolgono attività a bassa velocità (come camminare o al limite correre), al contrario uno spostamento più veloce o che necessiti di un carico significativo sul piede è più probabile che provochi la frattura di un osso piuttosto che una lesione dei legamenti.
Fattori di rischio
Le situazioni che possono esporre più facilmente allo sviluppo di distorsioni alla caviglia sono:
- Sport che prevedono movimenti rapidi o l’interazione diretta con gli avversari
- Elevata mobilità della caviglia e lassità dei legamenti
- Incidenti: cadute da moto, bicicletta, incidenti automobilistici
- Uso di calzature inappropriate su terreni sconnessi
- Pregressa distorsione della caviglia
Sintomi
I classici sintomi della distorsione alla caviglia comprendono:
- edema (gonfiore) non localizzato, ma che si estende per tutta la caviglia
- dolore alla caviglia: l’intensità non correla sempre con la gravità della distorsione
- rigidità della caviglia
- ematoma (livido)
- senso di instabilità per perdita di propriocettività dell’articolazione colpita (la propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio senza l’ausilio della vista).
L’area più spesso interessata dalla lesione è in genere quella del legamento peroneo astragalico anteriore; il dolore tende ad accrescere d’intensità se si mette la caviglia a 90°, quindi il piede in posizione orizzontale, o se si carica il peso sul piede stesso. Proprio a causa di questo tipo di dolore è difficile camminare senza zoppicare.
Quando rivolgersi al medico
È indicato consultare il proprio medico tutte le volte in cui:
- Il dolore non migliori nonostante le prime cure e il ricorso a FANS topici o sistemici più volte al giorno
- Sia presente un ematoma importante che non si riassorbe
- Si lamentino sintomi associati come febbre, malessere generale, …
- La dinamica dell’incidente sia particolarmente significativa.
Diagnosi
Il percorso diagnostico inizia con un’accurata valutazione clinica effettuata dal medico di medicina generale o dall’ortopedico. L’obiettivo principale è distinguere una semplice lesione legamentosa da una possibile frattura ossea e valutare l’entità del danno ai tessuti molli.
Esame obiettivo e criteri di Ottawa
Durante la visita, il medico valuta la sede del dolore, la presenza di gonfiore e la capacità del paziente di caricare il peso sul piede. Per stabilire se sia necessaria una radiografia (RX), vengono applicate le cosiddette Regole di Ottawa, criteri clinici validati che permettono di escludere fratture con elevata affidabilità. La radiografia è indicata se il paziente presenta:
- Incapacità di fare quattro passi consecutivi (anche zoppicando) subito dopo l’infortunio e durante la visita.
- Dolore alla palpazione della parte posteriore o della punta dei malleoli (interno o esterno).
- Dolore alla palpazione dell’osso scafoide o della base del quinto metatarso.
Classificazione della gravità
Le distorsioni vengono classificate in tre gradi in base alla gravità del danno:
- Grado I (Lieve): Stiramento dei legamenti senza lacerazioni macroscopiche. La stabilità articolare è conservata, il dolore è moderato e il gonfiore minimo.
- Grado II (Moderato): Lacerazione parziale dei legamenti. Si osserva gonfiore diffuso, ecchimosi e una parziale limitazione funzionale.
- Grado III (Grave): Lacerazione completa di uno o più legamenti. L’articolazione appare instabile, il dolore è intenso e il carico è spesso impossibile.
Esami strumentali di approfondimento
Sebbene la diagnosi sia prevalentemente clinica, in alcuni casi possono essere necessari ulteriori accertamenti:
- Ecografia: Utile nelle prime fasi per valutare l’entità delle lesioni legamentose e la presenza di versamenti articolari.
- Risonanza Magnetica (RMN): Non è un esame di primo livello. Viene prescritta se i sintomi persistono dopo 4-6 settimane, per sospettare lesioni cartilaginee o se si ipotizza un intervento chirurgico.
- TAC: Riservata allo studio approfondito di fratture complesse o occulte non visibili all’RX tradizionale.
Cura
Il trattamento moderno della distorsione alla caviglia si è evoluto verso un approccio che favorisce la mobilizzazione precoce e protetta, superando il concetto di immobilizzazione totale prolungata. Gli obiettivi principali sono il controllo del dolore, la riduzione dell’infiammazione e il ripristino della stabilità articolare.
Il protocollo di gestione iniziale
Nelle prime 48-72 ore, il consenso scientifico internazionale raccomanda un approccio focalizzato sulla protezione dei tessuti. Oltre al classico protocollo RICE (Riposo, Ghiaccio, Compressione, Elevazione), si pone oggi grande enfasi sulla gestione del carico ottimale:
- Protezione e Riposo: Limitare il carico nei primi giorni per evitare ulteriori danni.
- Ghiaccio (Crioterapia): Applicazioni di 15-20 minuti ogni 2-3 ore. Il freddo è fondamentale per l’effetto analgesico, sebbene le evidenze attuali suggeriscano di non abusarne nel lungo periodo per non rallentare i naturali processi di guarigione.
- Compressione ed Elevazione: L’uso di bende elastiche e il mantenimento dell’arto sollevato sopra il livello del cuore sono essenziali per drenare l’edema.
Terapia farmacologica
Per gestire il dolore e l’infiammazione, il medico può prescrivere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).
- Uso topico: Gel, creme o cerotti medicati agiscono localmente riducendo il rischio di effetti collaterali gastrici.
- Uso sistemico: Compresse o bustine sono indicate nelle fasi di dolore più acuto. È importante non eccedere nel loro utilizzo nei primissimi giorni, poiché una moderata risposta infiammatoria è necessaria per avviare la riparazione dei tessuti.
Riabilitazione e fisioterapia
Una volta superata la fase acuta, il movimento è la chiave per una guarigione completa. La fisioterapia aiuta a prevenire la rigidità e l’instabilità cronica attraverso:
- Esercizi di propriocezione: Utilizzo di tavolette instabili per riallenare il sistema nervoso a controllare la posizione della caviglia.
- Rinforzo muscolare: Esercizi specifici per i muscoli peronei, fondamentali per la stabilità laterale.
- Tecarterapia e Laserterapia: Tecniche strumentali utili per accelerare il riassorbimento dell’edema e stimolare la riparazione cellulare.
- TENS: Utilizzata per il controllo del dolore persistente tramite stimolazione elettrica transcutanea.
- Kinesio taping: L’applicazione di bende elastiche può supportare l’articolazione e favorire il drenaggio linfatico senza bloccare il movimento.
Trattamento chirurgico
L’artroscopia o la chirurgia ricostruttiva sono opzioni raramente necessarie in acuto. Vengono prese in considerazione quasi esclusivamente per atleti professionisti con lesioni plurime o per pazienti che, dopo un corretto percorso riabilitativo, continuano a soffrire di instabilità cronica della caviglia che interferisce con le attività quotidiane.
Stile di vita e consigli pratici
Il ritorno alle attività quotidiane deve essere graduale. L’utilizzo di un tutore bivalva o di una cavigliera elastica è fortemente raccomandato durante le prime fasi di ripresa sportiva per evitare recidive. Il controllo del peso corporeo è un fattore determinante per ridurre lo stress meccanico sull’articolazione durante la guarigione.
Prevenzione
Per cercare di prevenire gli episodi di distorsione della caviglia si consiglia di:
- raggiungere un peso forma corretto (una condizione di obesità è significativamente associata al rischio di slogatura)
- riscaldamento prima dello sport, così da garantire al sistema nervoso tutte le informazioni utili ad adattarsi alla condizione del terreno e al gesto atletico
- aumentare l’intensità dell’esercizio in modo progressivo, mai brusco, senza eccedere con l’impegno muscolo-articolare nelle prime fasi di approccio allo sport
- optare per calzature adeguate.
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Autore
Dr. Mirko Fortuna
Medico ChirurgoIscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce n. 9165