La notizia in breve
Prende il via Muoviti, la campagna di sensibilizzazione promossa dall’azienda biofarmaceutica Ipsen con il patrocinio di A.L.I.Ce. Italia OdV, mirata ad accendere l’attenzione sulla spasticità. Tale condizione, indicata come conseguenza di una lesione del sistema nervoso centrale, è caratterizzata da un aumento involontario del tono muscolare che provoca rigidità, si associa spesso a dolore e può limitare la mobilità rendendo difficoltosi i gesti quotidiani.
Sull’impatto clinico della patologia interviene Carmelo Chisari, professore associato di Medicina fisica e riabilitativa presso l’Università di Pisa: “La spasticità nel mondo interessa oltre 12 milioni di persone e può colpire fino all’80% dei pazienti con sclerosi multipla e al 90% delle persone con paralisi cerebrale. Anche dopo un ictus può interessare circa 4 persone su 10 – afferma Carmelo Chisari, professore associato di Medicina fisica e riabilitativa presso l’Università di Pisa -. Dietro questi numeri si nasconde una realtà spesso sottovalutata: la spasticità può rendere difficili anche i gesti più semplici”.
Per rappresentare il vissuto quotidiano dei pazienti, la campagna impiega metafore visive come jeans di piombo, uno zaino di marmo e una moka sigillata con nastro adesivo. Il progetto si sviluppa tramite uno spot nei cinema italiani, una diffusione sui canali social di Ipsen, sul sito di A.L.I.Ce. e su YouTube.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
La spasticità oltre la rigidità
La spasticità compare quando una lesione del sistema nervoso centrale altera il controllo dei muscoli: alcuni riflessi diventano eccessivamente attivi e il muscolo oppone resistenza al movimento. Non coincide però con ogni forma di rigidità, né descrive da sola le difficoltà motorie di una persona: possono contribuire anche debolezza, perdita di coordinazione e ridotta mobilità delle articolazioni. Con il tempo, la combinazione di spasticità e scarso movimento può favorire l’accorciamento dei muscoli e rendere le articolazioni meno flessibili, come spiega questa scheda sulla gestione della spasticità.
L’impatto nella vita quotidiana
La condizione può interessare un’area circoscritta o più parti del corpo. Spasmi, dolore e difficoltà a cambiare posizione possono ostacolare il cammino, l’uso della mano, l’igiene personale o il riposo; infezioni, dolore e posture sfavorevoli possono a loro volta accentuare i sintomi. Valutare questi fattori aiuta a distinguere ciò che dipende dalla spasticità da altre conseguenze della malattia neurologica, una distinzione richiamata anche nelle indicazioni sulla spasticità nella sclerosi multipla.
Obiettivi di cura
Il trattamento non punta semplicemente ad abbassare il tono muscolare, ma a ottenere un beneficio concreto: facilitare un movimento, ridurre il dolore o rendere più agevole l’assistenza quotidiana. La riabilitazione, gli accorgimenti posturali e, quando appropriati, i trattamenti per ridurre l’attività muscolare si scelgono in base alle difficoltà e agli obiettivi della singola persona. L’effetto sulla funzionalità va verificato nel tempo: ridurre la rigidità non significa necessariamente recuperare forza o movimento volontario, perciò la gestione della spasticità richiede una valutazione multidisciplinare.
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