Milano, un mammografo con IA per il tumore al seno: cosa può fare

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La notizia in breve

Il Quadrilatero della moda di Milano ospita fino al 25 ottobre grandi fiocchi rosa sospesi nelle vie Montenapoleone, Sant’Andrea, Verri, Gesù e Santo Spirito, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno. L’iniziativa è promossa da Lilt Milano e MonteNapoleone District, associazione che riunisce 140 marchi della moda e del lusso.

La collaborazione, avviata nel 2011, ha raccolto oltre 2 milioni di euro destinati alla prevenzione oncologica. Quest’anno le donazioni delle boutique aderenti serviranno all’acquisto di un mammografo con intelligenza artificiale per il nuovo centro oncologico Lilt di Crescenzago, all’interno di uno stabile comunale di 1.500 metri quadrati.

Nel sottolineare l’importanza della diagnosi precoce, il presidente di Lilt Milano Marco Alloisio ha dichiarato che “Il Quadrilatero vestito di rosa diventa un amplificatore straordinario”. Per il presidente di MonteNapoleone District, Guglielmo Miani, il progetto costituisce “un impegno concreto verso la città e verso la cultura della prevenzione”.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Prevenzione e diagnosi precoce

Quando si parla di prevenzione del tumore al seno si intendono due cose diverse. La prevenzione primaria punta a ridurre la probabilità che la malattia si sviluppi; la prevenzione secondaria, o diagnosi precoce, mira a individuare il tumore quando è ancora piccolo e spesso privo di sintomi. È soprattutto su questo secondo livello che si concentrano campagne e programmi di screening.

Il valore della diagnosi precoce è legato alla biologia della malattia. Un tumore scoperto in fase iniziale ha, nella maggior parte dei casi, minori probabilità di essersi diffuso ai linfonodi o ad altri organi. Questo rende possibili trattamenti meno invasivi e migliora le prospettive di guarigione.

Come funziona la mammografia

La mammografia è un esame radiologico a bassa dose che permette di vedere alterazioni non percepibili alla palpazione, come piccole masse o microcalcificazioni. È lo strumento di riferimento per lo screening organizzato nelle fasce d’età in cui il rapporto tra benefici e rischi è considerato favorevole.

Come ogni test, ha dei limiti. Può produrre falsi positivi, cioè sospetti che si rivelano infondati dopo ulteriori accertamenti, e falsi negativi, soprattutto nel seno denso, dove il tessuto ghiandolare può mascherare le lesioni. Esiste poi il tema della sovradiagnosi: alcune lesioni individuate non sarebbero mai diventate clinicamente rilevanti, ma una volta scoperte vengono comunque trattate.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

I sistemi di intelligenza artificiale applicati alla mammografia analizzano le immagini e segnalano aree sospette, affiancando il radiologo nella lettura. L’idea è aumentare la sensibilità dell’esame e ridurre il carico di lavoro, ad esempio nei programmi in cui ogni mammografia viene valutata da due specialisti.

Le evidenze su questi strumenti sono in crescita, ma restano aperte alcune domande. Non è ancora pienamente definito quanto incidano sugli esiti a lungo termine, come la riduzione della mortalità. Va inoltre chiarito se aumentino anche la quota di sovradiagnosi e come si comportino su popolazioni diverse da quelle su cui sono stati addestrati. Il consenso attuale li considera un supporto alla decisione clinica, non un sostituto del radiologo.

Fattori legati allo stile di vita

Alcuni fattori di rischio non sono modificabili: età, familiarità, alcune varianti genetiche ereditarie, storia riproduttiva. Altri, invece, dipendono dalle abitudini. Il consumo di alcol è associato a un aumento del rischio anche a quantità moderate, mentre l’eccesso di peso dopo la menopausa e la sedentarietà hanno un ruolo riconosciuto.

L’attività fisica regolare e l’allattamento al seno sono invece associati a un rischio più basso. Si tratta di effetti che agiscono sulla probabilità a livello di popolazione: riducono il rischio, ma non lo azzerano. Per questo la prevenzione primaria non sostituisce la diagnosi precoce, e le due si integrano.

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