Screening oncologici, aderisce il 40%: perché la partecipazione conta

Ultima modifica

La notizia in breve

Su 16 milioni di persone invitate a sottoporsi agli screening oncologici nella fascia prevista dai livelli essenziali di assistenza, solo 6,48 milioni rispondono all’invito. I dati, che evidenziano un “forte divario tra Nord e Sud”, sono stati illustrati da Sergio Iavicoli, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, in Commissione Affari sociali nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei livelli essenziali di assistenza e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle regioni.

Nel dettaglio dei dati 2024 riferiti da Iavicoli, per lo screening mammografico sono state invitate 4,08 milioni di donne tra i 50 e i 69 anni, prima dell’ampliamento anagrafico stabilito dal ministro della Salute Schillaci, registrando un’adesione del 53,8%, un trend in aumento e significative differenze regionali. L’adesione si attesta invece intorno al 42% per lo screening del tumore della cervice uterina e al 35,8% per quello colorettale.

Secondo il responsabile della Prevenzione, è necessario continuare a lavorare per incrementare la partecipazione e garantire una maggiore equità di accesso su tutto il territorio nazionale. Tra le misure indicate figurano la comprensione di cause legate ad alfabetizzazione sanitaria, fiducia nei servizi e barriere culturali, insieme a un maggiore coinvolgimento dei medici e all’impiego della digitalizzazione.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

I dati principali

Nel 2024, su 16 milioni di persone invitate agli screening oncologici previsti dai livelli essenziali di assistenza, hanno aderito 6,48 milioni. La partecipazione è risultata pari al 53,8% per lo screening mammografico, al 42% circa per quello della cervice uterina e al 35,8% per quello colorettale, con differenze significative tra le regioni e un forte divario tra Nord e Sud.

Perché gli screening sono importanti

Gli screening oncologici sono programmi organizzati rivolti a persone che non presentano sintomi. Il loro scopo è individuare un tumore in una fase iniziale oppure, quando possibile, riconoscere e trattare alterazioni precancerose prima che evolvano.

Non si tratta di semplici esami diagnostici offerti alla popolazione. Un programma di screening comprende l’identificazione delle persone eleggibili, l’invito, l’esecuzione del test, la comunicazione dell’esito e, se necessario, gli approfondimenti e la presa in carico.

Il beneficio non consiste nell’impedire ogni tumore, ma nel ridurre le conseguenze delle neoplasie per le quali esistono test appropriati. Restano possibili risultati falsamente positivi, approfondimenti che non confermano la malattia e diagnosi di alterazioni che avrebbero potuto non diventare clinicamente rilevanti. Per questo gli screening vengono proposti solo quando il rapporto tra benefici e possibili effetti indesiderati è considerato favorevole.

Il significato della mancata adesione

Una partecipazione ridotta non dipende necessariamente da una scelta consapevole di rifiuto. Possono incidere difficoltà nel comprendere l’invito, timori legati all’esame o al risultato, sfiducia nei servizi, ostacoli linguistici e culturali, problemi logistici e scarsa compatibilità degli appuntamenti con gli impegni quotidiani.

Anche l’organizzazione sanitaria ha un ruolo. Inviti chiari, percorsi semplici, continuità tra test e approfondimenti, coinvolgimento dei professionisti sanitari e strumenti digitali accessibili possono facilitare la partecipazione, ma la digitalizzazione non dovrebbe creare nuove barriere per chi possiede minori competenze tecnologiche.

Una questione di equità sanitaria

Le differenze territoriali indicano che l’efficacia dello screening non dipende soltanto dalla qualità del test, ma anche dalla capacità del sistema di raggiungere la popolazione. Se l’accesso varia in base alla regione, al livello di istruzione o alle condizioni sociali, una misura di prevenzione collettiva rischia di beneficiare meno proprio i gruppi più difficili da coinvolgere.

Aumentare l’adesione, quindi, non significa soltanto inviare più convocazioni. Richiede di capire dove il percorso si interrompe e di rimuovere ostacoli informativi, culturali e organizzativi, mantenendo una comunicazione trasparente sia sui benefici sia sui limiti dello screening.

Tutte le news di The WOM Healthy su Google

Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.

Seguici su Google
Articoli Correlati
Articoli in evidenza