Campobasso, controlli al seno gratis: quale esame in base all’età?

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La notizia in breve

Il Responsible Research Hospital di Campobasso propone, dal 12 al 17 ottobre, un programma di prevenzione senologica con prestazioni completamente gratuite rivolte a specifiche fasce della popolazione femminile, nell’ambito del Mese Rosa Lilt 2026 e della Campagna nazionale Lilt for Women-Nastro Rosa. L’iniziativa è promossa e organizzata da Francesco Palumbo, senologo chirurgo della struttura, componente della Task Force Nazionale Patologie del Seno – Lilt e coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico della Lilt di Campobasso.

Il calendario prevede tre appuntamenti dedicati. Lunedì 12 ottobre, dalle 14 alle 16, si terranno ecografie mammarie con counseling senologico per donne ad alto rischio, finalizzate a valutare la storia personale e familiare. Mercoledì 14 ottobre, dalle 8 alle 14, saranno eseguite ecografie mammarie per donne asintomatiche di età compresa tra 30 e 40 anni. Sabato 17 ottobre, dalle 8 alle 14, verranno effettuate mammografie per donne asintomatiche tra i 40 e i 49 anni non ancora inserite nei programmi di screening regionali e che non abbiano svolto l’esame nell’anno precedente.

Le prenotazioni sono aperte da domani al 7 ottobre, dalle 12 alle 14, contattando il numero 0874 312746. Secondo quanto dichiarato dai direttori dell’ospedale Francesco Deodato, Francesco Cosentino e Graziano Pernazza, l’intervento valorizza la diagnosi precoce, l’approccio multidisciplinare e le tecnologie disponibili sul territorio, collegandosi al riconoscimento dei due Bollini Rosa assegnati alla struttura dalla Fondazione Onda Ets.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Diagnosi precoce, non prevenzione in senso stretto

Nel linguaggio comune si parla di “prevenzione senologica”, ma ecografia e mammografia non impediscono la comparsa di un tumore al seno: servono a individuarlo il prima possibile. È la cosiddetta prevenzione secondaria, basata sul principio che una lesione scoperta quando è piccola e localizzata può essere trattata con interventi meno invasivi e con prognosi generalmente migliore.

Perché esami diversi a età diverse

La scelta dell’esame dipende soprattutto dalla densità del seno. Nelle donne più giovani la ghiandola mammaria è ricca di tessuto fibroghiandolare, che in mammografia appare chiaro, come molte lesioni, riducendo la sensibilità dell’esame. Per questo sotto i 40 anni si privilegia l’ecografia, che usa ultrasuoni, non espone a radiazioni e distingue bene, per esempio, una cisti da un nodulo solido.

Con l’età il tessuto ghiandolare tende a essere sostituito da tessuto adiposo e la mammografia diventa più efficace, perché rileva anche alterazioni minime come le microcalcificazioni, spesso invisibili all’ecografia. I due esami sono quindi complementari: l’ecografia non sostituisce la mammografia come strumento di screening.

Il nodo della fascia 40-49 anni

L’estensione dei controlli mammografici alle quarantenni è un tema su cui il consenso scientifico si è evoluto e resta in parte aperto. A favore c’è la possibilità di intercettare tumori che in questa fascia non sono rari e possono essere più aggressivi. Fra i limiti ci sono una maggiore frequenza di falsi positivi, con approfondimenti che si rivelano non necessari, e il rischio di sovradiagnosi, cioè la scoperta di lesioni che non avrebbero mai dato problemi. Le politiche regionali variano proprio per il diverso peso attribuito a questi aspetti.

Il rischio elevato

Una parte dei tumori mammari ha una componente ereditaria, legata a mutazioni genetiche trasmesse in famiglia. Il counseling senologico serve a ricostruire la storia personale e familiare (tumori del seno o dell’ovaio in più parenti, diagnosi in giovane età, casi maschili) per stimare il rischio individuale. Quando il rischio risulta elevato, si possono proporre percorsi dedicati, con controlli più precoci e ravvicinati ed eventualmente un test genetico.

Il ruolo dello stile di vita

Accanto a fattori non modificabili come età, genetica e storia riproduttiva, alcuni determinanti hanno basi solide. Il consumo di alcol è associato a un aumento del rischio anche a quantità moderate. Sovrappeso e obesità dopo la menopausa e la sedentarietà vanno nella stessa direzione, mentre attività fisica regolare e allattamento sono considerati fattori protettivi. Nessuno di questi elementi azzera il rischio, ed è per questo che la diagnosi precoce mantiene un ruolo centrale.

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