Olio essenziale di origano: a cosa serve e controindicazioni

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L’olio essenziale di origano sta vivendo un vero e proprio boom sui social, con una reputazione che oscilla tra il sacro e il miracoloso. Ma è davvero l’elisir di lunga vita che alcuni descrivono? O siamo di fronte a una delle tante mode salutistiche che promettono più di quanto possano mantenere?

Vediamoci chiaro. E facciamolo con un pizzico di ironia, perché – diciamocelo – ogni tanto un po’ di sano scetticismo è la migliore medicina.

Proprietà e benefici dell’origano (secondo la tradizione)

Olio essenziale di origano

Shutterstock/New Africa

Il nome stesso, Origanum, evoca immagini poetiche: dal greco òros (monte) e ganào (io mi compiaccio), viene spesso interpretato come “delizia della montagna”. E in effetti, tra le erbe aromatiche, l’origano è uno di quei sapori che rendono qualsiasi piatto immediatamente più avvolgente e familiare.

Ma oltre alla cucina, la medicina popolare gli attribuisce una lista impressionante di proprietà:

  • Antireumatica (contro i dolori articolari)
  • Antisettica (blocca la crescita microbica)
  • Antispasmodica (rilassa muscoli e sistema nervoso)
  • Carminativa (aiuta l’eliminazione dei gas intestinali)
  • Colagoga (favorisce la secrezione biliare)
  • Diaforetica (stimola la sudorazione)
  • Emmenagoga (regola il ciclo mestruale)
  • Espettorante (facilita la rimozione del muco)
  • Odontalgica (contro il mal di denti)
  • Stimolante (attiva sistema nervoso e circolatorio)
  • Stomachica (favorisce la digestione)
  • Tonica (rafforza l’organismo)

Un curriculum che farebbe invidia a qualsiasi farmaco multiuso! Ma qui sorge la domanda: esiste qualche conferma scientifica?

Proprietà e benefici dell’origano (secondo la scienza)

Non fraintendiamoci: l’olio essenziale di origano contiene più di 60 composti bioattivi, tra cui flavonoidi, polifenoli e monoterpeni, anche se i due più studiati sono il carvacrolo e il timolo, che effettivamente hanno proprietà antimicrobiche dimostrate in laboratorio.

Ma tra in vitro e studi clinici sull’uomo c’è di mezzo un abisso.

E qui casca l’asino: non esistono solide evidenze scientifiche che ne dimostrino un’efficacia clinica rilevante per alcuna indicazione.

L’olio di origano è stato testato su batteri e funghi in laboratorio? Sì. Questo significa che bevendolo possiamo sconfiggere le infezioni? No. Perché il nostro corpo è una macchina complessa, e quello che succede in una capsula di Petri non sempre si traduce in un beneficio per la salute umana.

Quindi, per ora, possiamo usarlo per profumare casa, aggiungerlo a una tisana, o insaporire la pizza – che, detto tra noi, rimane l’uso più nobile.

Il problema del “miracolismo” nella fitoterapia

Se ogni erba che ci viene presentata fosse davvero una panacea, dovremmo chiudere ospedali e farmacie e dedicarci al giardinaggio terapeutico. Eppure, stranamente, la scienza non conferma questi effetti miracolosi.

E sapete qual è l’argomento che spunta sempre? “Le aziende farmaceutiche lo ignorano perché non possono brevettarlo”.

In realtà, quando un composto naturale funziona davvero, le aziende farmaceutiche non lo ignorano affatto: lo studiano, lo modificano e lo brevettano. È successo con l’aspirina (acido acetilsalicilico dalla corteccia di salice), con la digitale (da cui derivano i farmaci per il cuore) e con l’artemisinina (principale terapia antimalarica).

Se nessuna casa farmaceutica ha ancora cercato di brevettare l’olio di origano, un motivo c’è.

E gli antiossidanti? Stesso discorso

L’origano è ricco (anzi ricchissimo a dire il vero) di antiossidanti. Ma anche qui, attenzione alle semplificazioni: assumere antiossidanti naturali attraverso una dieta equilibrata è una cosa, prenderli in forma concentrata con integratori è tutt’altra.

Negli ultimi anni, alcuni studi hanno addirittura lanciato un allarme: in certe condizioni, gli antiossidanti potrebbero aumentare il rischio di malattie invece di prevenirle.

Ecco qualche dato inquietante:

  • 2007, Non è certo il beneficio complessivo dei flavonoidi per la salute e il consumo di grandi quantità di essi tramite alimenti fortificati o integratori non dovrebbe ancora essere incoraggiato.
  • 2008, Non siamo riusciti a trovare prove convincenti che gli integratori antiossidanti prevengano i tumori gastrointestinali. Al contrario, gli integratori antiossidanti sembrano aumentare la mortalità complessiva. (Revisione Cochrane, gulp).
  • 2012, Non abbiamo trovato prove a sostegno degli integratori antiossidanti per la prevenzione primaria o secondaria. Il beta-carotene e la vitamina E sembrano aumentare la mortalità, e così possono fare dosi più elevate di vitamina A. (Revisione Cochrane, doppio gulp).
  • 2020, Studi randomizzati ben progettati non hanno mostrato alcun effetto benefico degli integratori per la prevenzione del cancro ai polmoni e della mortalità per cancro ai polmoni in persone sane. Gli integratori di vitamina A aumentano l’incidenza del cancro ai polmoni e la mortalità nei fumatori o nelle persone esposte all’amianto. La vitamina C aumenta l’incidenza del cancro ai polmoni nelle donne. La vitamina E aumenta il rischio di ictus emorragici.

Sono abbastanza d’accordo con questo parere:

C’è un’ossessione collettiva, alimentata dall’industria, per gli antiossidanti, spesso considerati sinonimo di molecole sicure e salutari da assumere in mega-dosi tramite integratori o cibi fortificati. [La verità è che probabilmente a] volte fanno bene, altre no, e in certi casi persino i pro-ossidanti potrebbero rivelarsi più vantaggiosi.

Quindi, l’olio di origano è utile o no?

Non proprio. Ha un profumo fantastico e può aggiungere un tocco aromatico a molti piatti. È anche ben tollerato, salvo rare allergie, e l’unica vera controindicazione riguarda le donne in gravidanza o in cerca di gravidanza.

Ma per il resto, se cerchi un rimedio naturale contro il * (al posto dell’asterisco metti pure il disturbo che preferisci), il mio consiglio è: usa l’origano come spezia e non come elisir. È più utile sul cibo che in un contagocce.

E chissà, magari un giorno la scienza scoprirà davvero qualche beneficio sorprendente. Nel frattempo, la vera certezza è che sulla pizza non delude mai.


P.S. A proposito di pizza… adesso ne vado a infornare una. Che almeno quella non ha bisogno di studi clinici per dimostrare quanto sia una cura universale per l’umore!

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