Colestasi gravidica: cause, sintomi, pericoli e cura

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Introduzione

Sviluppare prurito è piuttosto comune in gravidanza, perché l’aumentata produzione ormonale ed il rilascio nel sangue di altre sostanze può indurre questo fastidioso sintomo, peggiorato a livello addominale dalla progressiva distensione forzata della cute indotta dalla crescita del feto.

In questi casi è ovviamente tutto nella norma, ma in alcune donne può invece essere scatenato da una condizione patologica del fegato, la cosiddetta colestasi gravidica.

  • Colestasi” è un termine medico che si usa per indicare il blocco del passaggio della bile dalla cistifellea, l’organo che ne funge da deposito, verso il primo tratto dell’intestino (duodeno).
  • “Gravidica” specifica il particolare caso in cui l’ostruzione è causata dalle modificazioni indotte dalla gravidanza.

Il sintomo più caratteristico è quindi il prurito, che tuttavia è caratterizzato dal fatto che tende a localizzarsi su mani e piedi e peggiorare di notte.

Non esiste terapia risolutiva, ma si tratta di una condizione destinata a risolversi con il parto; a causa delle possibili complicazioni di salute del feto può essere talvolta opportuno ricorrere al parto indotto per anticipare di qualche settimana la nascita.

Non è purtroppo possibile fare alcunché per prevenire lo sviluppo di colestasi gravidica.

Cause

La colestasi gravidica tende a mostrare una certa familiarità, ma in molti casi lo sviluppo è del tutto sporadico (ovvero senza precedenti casi tra i parenti).

Tra le cause principali è probabilmente l’aumento degli estrogeni circolanti ad indurre un rallentamento/blocco al flusso della bile.

Le donne che l’abbiano sviluppata sono associate ad un rischio maggiore di presentarla nuovamente in caso di gravidanze successive; sono inoltre a maggior rischio le gravidanze gemellari e quelle portate avanti da donne affette da epatite C o altre malattie epatiche.

Quando compare?

I sintomi della colestasi gravidica iniziano in genere verso la 30esima settimana di gravidanza, quando gli estrogeni raggiungono il loro picco, ma sono noti casi in cui è comparsa fin dal terzo mese.

Sintomi

Il sintomo caratteristico è il prurito, che di norma si manifesta privo di una qualsiasi manifestazione cutanea; in molti casi il disturbo viene avvertito in prevalenza a livello dei palmi delle mani e delle piante dei piedi, ma può interessare l’intero organismo. Tipicamente peggiora di notte, come spesso succede in caso di prurito, a causa probabilmente di variazioni circadiane di alcuni ormoni ed altre sostanze. Tende a peggiorare con il trascorrere delle settimane.

Prurito delle mani in gravidanza

Getty/Siriporn Kaenseeya / EyeEm

Gli altri sintomi eventualmente presenti, ma meno comuni, sono sovrapponibili a quelli della colestasi nella popolazione generale, ovvero:

Pericoli

Poiché le ricerche fatto hanno evidenziato una correlazione tra colestasi gravidica e parti prematuri, ma anche morti endouterine improvvise (probabilmente a causa del passaggio in circolo dei sali biliari), in alcuni casi potrebbe essere preferibile indurre il parto (dalla 35esima in poi), in base al dosaggio nel sangue degli acidi biliari.

Dal punto di vista materno è possibile talvolta osservare un aumento del rischio di emorragia causato da alterazioni del processo di coagulazione.

Si raccomanda di segnalare al ginecologo qualsiasi sintomo anomalo ed in particolare l’insorgenza di prurito (a maggior ragione quando localizzato a mani e piedi e/o se peggiora di notte).

Diagnosi

La diagnosi di colestasi gravidica è prevalentemente clinica, ovvero basata sui sintomi, e trova conferma mediante esami del sangue (enzimi epatici, bilirubina, acidi biliari, …).

Cura

Non esiste cura per la colestasi gravidica, ma si tratta di una condizione che dal punto di vista materno è destinata a risolversi con il parto senza complicazioni. È tuttavia utile procedere a periodici e frequenti esami del sangue per valutare l’eventuale necessità di procedere ad un’induzione anticipata del parto.

A giudizio del ginecologo può essere prescritto l’acido ursodesossicolico per ridurre le quantità di acidi biliari circolanti, eventualmente associato a vitamina K per la prevenzione di disturbi della coagulazione (pur essendo una sostanza considerata “naturale” il rapporto rischio/beneficio di una sua integrazione deve essere attentamente valutato, anche in considerazione di eventuali altri integratori multivitaminici assunti in concomitanza).

Per trovare sollievo dai sintomi è spesso consigliato ricorrere a prodotti topici (creme, geli, pomate, …); è infine consigliabile indossare vestiti larghi e di materiali naturali, allo scopo di ridurre l’effetto irritante sulla cute.

Fonti e bibliografia

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