La spezia natalizia che contribuisce a controllare la glicemia

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La cannella è una delle spezie più utilizzate nel periodo natalizio e viene spesso citata per i suoi possibili effetti benefici sul controllo della glicemia.

Negli ultimi vent’anni diversi studi clinici e meta-analisi hanno valutato il suo ruolo nei soggetti con prediabete o diabete di tipo 2 e i risultati sono effettivamente interessanti, ma richiedono una lettura equilibrata, perché l’effetto della cannella è modesto e non può sostituire alcuna terapia standard.

È inoltre fondamentale ricordare che l’aggiunta della spezia ad alimenti ricchi di zuccheri non torna utile per il controllo metabolico.

Cosa suggerisce la letteratura

Le principali meta-analisi pubblicate su riviste peer reviewed includono studi con formulazioni diverse di cannella, dosaggi variabili tra 1 e 6 grammi al giorno e durata spesso inferiore alle 12 settimane. La maggior parte di queste analisi mostra una riduzione media della glicemia a digiuno compresa tra 10 e 20 mg/dl rispetto al basale, con una notevole eterogeneità metodologica.

L’effetto sull’emoglobina glicata è meno chiaro. Alcune revisioni riportano una riduzione modesta, generalmente inferiore a 0,2 punti percentuali, mentre altre non mostrano differenze significative.

Non emergono prove robuste di miglioramenti clinicamente rilevanti in termini di complicanze o riduzione del rischio cardiovascolare.

Possibili meccanismi biologici

Diversi meccanismi sono stati proposti per spiegare gli effetti della cannella sulla glicemia, tra cui:

  • aumento della sensibilità insulinica tramite attivazione di vie intracellulari associate al trasportatore GLUT4
  • rallentamento dello svuotamento gastrico con riduzione del picco glicemico postprandiale
  • possibile attività antiossidante e antinfiammatoria

Questi effetti, documentati soprattutto in studi sperimentali, suggeriscono un potenziale ruolo di supporto, ma non sono ancora sufficienti per trarre conclusioni cliniche forti.

Limiti delle evidenze

Gli studi disponibili presentano differenze rilevanti nella qualità metodologica, nella forma utilizzata (Cinnamomum cassia o Cinnamomum verum), nei dosaggi e nel controllo delle variabili dietetiche.

Inoltre la Cassia contiene cumarina, una sostanza che può essere epatotossica se consumata in grandi quantità per lunghi periodi. Le dosi utilizzate nella ricerca sono molto più elevate di quelle tipiche dell’uso culinario.

Ma soprattutto ricorda che gli alimenti dolci aromatizzati alla cannella, come biscotti o bevande natalizie, contengono quantità significative di zuccheri e grassi. L’aggiunta della spezia non attenua l’impatto metabolico di questi cibi.

Dal punto di vista glicemico, un dolce, come una torta o un biscotto alla cannella, è equivalente a un qualsiasi altro biscotto con le stesse caratteristiche nutrizionali.

Dolce natalizio alla cannella

Shutterstock/2538299367

Quando e come può essere utile

Per alcuni pazienti adulti con prediabete o diabete di tipo 2 già seguiti da un medico e con un regime terapeutico stabile, l’assunzione moderata di cannella come integratore potrebbe rappresentare un supporto aggiuntivo di lieve entità. Non sostituisce la terapia farmacologica, l’alimentazione equilibrata e l’attività fisica, che restano gli strumenti più efficaci e con prove solide.

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