3 strategie efficaci per proteggerti dall’influenza che gira adesso

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Con l’arrivo dei mesi freddi aumentano inevitabilmente raffreddori, influenza e altre infezioni respiratorie.

Molti consigli di prevenzione sono ben noti, ma non tutti hanno lo stesso peso dal punto di vista scientifico e negli ultimi anni la ricerca ha chiarito quali strategie incidono davvero sul rischio di ammalarsi e quali hanno un ruolo più marginale.

Di seguito sono riportate quattro regole supportate da evidenze solide, ordinate dalla meno alla più efficace.

Muoversi con regolarità, senza paura di “abbassare le difese”

L’attività fisica moderata e costante è associata a una riduzione del rischio di infezioni respiratorie e a una loro minore gravità. Studi clinici mostrano che l’esercizio aerobico favorisce la circolazione delle cellule immunitarie, migliorando la sorveglianza contro virus e batteri. Anche l’allenamento di forza contribuisce, grazie alle molecole rilasciate dal muscolo che modulano la risposta immunitaria.

Ragazza che corre al parco sotto la neve

Magari tu copriti un po’ di più…

Camminare a passo sostenuto, andare in bicicletta o fare esercizi a corpo libero per almeno 150 minuti a settimana rappresenta un obiettivo realistico e sufficiente. Non vi sono prove che l’attività fisica regolare aumenti il rischio di ammalarsi, al contrario, la sedentarietà è associata a una maggiore suscettibilità alle infezioni.

Curare l’aria di casa, non solo il ricambio

Durante l’inverno trascorriamo molte ore in ambienti chiusi e riscaldati, spesso con aria secca. L’evidenza scientifica indica che i virus respiratori, incluso quello influenzale, sopravvivono più a lungo in condizioni di bassa umidità. Inoltre, l’aria secca riduce l’efficacia delle mucose di naso e gola, che rappresentano una barriera fondamentale contro i patogeni.

In Italia, soprattutto nelle abitazioni con riscaldamento autonomo, mantenere un’umidità tra il 40 e il 60 per cento può ridurre la diffusione dei virus e migliorare i sintomi respiratori. Arieggiare resta importante, ma va bilanciato con il controllo dell’umidità, anche mediante umidificatori semplici e ben mantenuti.

Vaccinarsi contro l’influenza, la misura più efficace

La vaccinazione antinfluenzale resta l’intervento singolo più efficace per ridurre il rischio di malattia grave, complicanze e ospedalizzazione. Contrariamente a una credenza diffusa, l’influenza non è una malattia banale e può colpire duramente anche adulti giovani e sani.

In Italia il vaccino è raccomandato e gratuito per anziani, soggetti con patologie croniche, operatori sanitari e donne in gravidanza, ma è disponibile per chiunque lo desideri. La vaccinazione dei bambini ha un impatto importante anche sulla protezione della comunità, riducendo la circolazione del virus.

La vitamina D funziona?

La vitamina D svolge un ruolo importante nella regolazione del sistema immunitario, in particolare nel mantenimento di una risposta immunitaria equilibrata, tuttavia gli studi clinici e le meta-analisi più autorevoli mostrano che la supplementazione di vitamina D non previene in modo specifico l’influenza nelle persone sane con livelli adeguati.

L’effetto benefico documentato riguarda soprattutto i soggetti con carenza di vitamina D, condizione frequente nei mesi invernali anche in Italia, specialmente negli anziani, nelle persone istituzionalizzate e in chi ha scarsa esposizione solare. In questi casi, la supplementazione riduce il rischio complessivo di infezioni respiratorie acute, ma non sostituisce né replica l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale.

Dal punto di vista clinico, quindi, la vitamina D va considerata uno strumento per prevenire una carenza nutrizionale rilevante, non una misura preventiva specifica contro l’influenza stagionale. L’assunzione indiscriminata di dosi elevate in soggetti normovitaminici non è supportata da evidenze e non è raccomandata.

Immunostimolanti: molte promesse, poche prove

Prodotti definiti come “immunostimolanti”, inclusi estratti vegetali, complessi vitaminici, probiotici generici e preparati a base di sostanze naturali, sono ampiamente commercializzati durante l’inverno. Tuttavia, non esistono prove cliniche robuste che dimostrino un’efficacia preventiva significativa contro raffreddore o influenza nella popolazione generale sana.

Il sistema immunitario non funziona come un muscolo da “potenziare”, ma come una rete complessa che richiede equilibrio. Stimolarlo in modo aspecifico non equivale a renderlo più efficace e, in alcuni casi, può essere inutile o persino controproducente.

Le principali società scientifiche concordano sul fatto che, al di fuori di specifiche carenze nutrizionali o condizioni cliniche particolari, nessun immunostimolante ha dimostrato di ridurre in modo affidabile l’incidenza o la gravità dell’influenza. La prevenzione efficace si basa su misure strutturate e validate, come la vaccinazione, e su uno stile di vita che supporti il normale funzionamento del sistema immunitario.

 

Articolo ispirato a: ScienceFocus

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