Questa malattia affligge una persona su 3 nel mondo: sei anche tu tra questi?

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I disturbi da cefalea, come l’emicrania e la cefalea tensiva, rappresentano una delle condizioni più diffuse e debilitanti a livello mondiale. Secondo i dati del Global Burden of Disease Study 2023, pubblicati su The Lancet Neurology, quasi 3 miliardi di persone convivono con almeno un disturbo da cefalea, ovvero circa una persona su tre nel mondo.

La cefalea si colloca al sesto posto tra le principali cause globali di perdita di salute, misurata in anni vissuti con disabilità (YLD, Years Lived with Disability).

Emicrania: la principale causa di disabilità tra i disturbi da cefalea

Sebbene la cefalea di tipo tensivo sia più frequente, è l’emicrania a causare quasi il 90% della disabilità associata ai disturbi da cefalea.

Questo è dovuto alla maggiore intensità, durata e impatto degli attacchi emicranici sulla qualità della vita.

Le regioni con i tassi più elevati di disabilità da emicrania includono il Nord Africa, il Medio Oriente, l’Europa e il Nord America. Questo indica che la prevalenza non segue necessariamente l’accesso alle cure sanitarie, ma può essere influenzata da fattori genetici, ambientali e culturali.

Donne colpite in modo sproporzionato

Donna preoccupata

Shutterstock/Krakenimages.com

Uno degli aspetti più evidenti dello studio è l’ampia disparità di genere. Le donne soffrono di una disabilità da cefalea più che doppia rispetto agli uomini, una differenza è presente in tutte le fasce d’età.

Le ragioni sono multifattoriali e includono fattori ormonali (come le variazioni legate al ciclo mestruale), ma anche una maggiore suscettibilità biologica e psicosociale alle forme gravi di cefalea.

Il paradosso dell’uso eccessivo di farmaci

Una delle scoperte più rilevanti è che oltre il 20% del carico globale dei disturbi da cefalea è attribuibile all’uso eccessivo di farmaci, in particolare analgesici da banco come paracetamolo, FANS o triptani.

L’abuso di questi farmaci, spesso assunti senza supervisione medica, può portare a una condizione nota come “cefalea da abuso di farmaci”, che consiste in un peggioramento progressivo del quadro clinico, con cefalee sempre più frequenti e resistenti ai trattamenti.

Questo dato è particolarmente preoccupante perché implica che una parte rilevante del carico globale della malattia sia potenzialmente prevenibile. È quindi essenziale migliorare l’educazione sanitaria, sia tra i pazienti sia tra i professionisti, per promuovere un uso corretto e controllato dei farmaci sintomatici e per incentivare strategie di prevenzione personalizzate, basate su una diagnosi accurata.

 

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