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Capita spesso di notare che le unghie si desquamano, si spezzano al minimo urto o si dividono in piccoli strati sulla punta. È una condizione comune che prende il nome di onicoschizia, ma che nella vita quotidiana genera soprattutto fastidio e frustrazione. Spesso ti chiedi se quel continuo sfaldarsi sia la spia di qualche carenza grave o di un problema di salute nascosto. Nella grande maggioranza dei casi le ragioni risiedono in gesti che ripeti ogni giorno senza farci caso, anche se in determinate situazioni il fenomeno merita un approfondimento più generale sul benessere del tuo organismo.

Le cause esterne più frequenti
La struttura delle unghie è composta principalmente da strati di cheratina, una proteina compatta tenuta insieme da una quota di acqua e lipidi. Quando la lamina ungueale attraversa continui cicli di bagnatura e asciugatura, gli strati cheratinici tendono ad allargarsi e restringersi ripetutamente, perdendo la loro naturale coesione. L’uso frequente di detergenti aggressivi, il contatto prolungato con l’acqua durante le pulizie domestiche o l’impiego quotidiano di solventi per smalto a base di acetone prosciugano i grassi protettivi delle unghie. Se svolgi lavori manuali o ti lavi spesso le mani per motivi professionali, puoi notare con maggiore facilità che la parte terminale delle dita diventa fragile e tende a sfogliarsi.
Segnali che arrivano dall’interno
Talvolta il problema non nasce da quello che tocchi, ma da condizioni sistemiche. Una carenza prolungata di ferro, ad esempio, riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti periferici, compresa la matrice dove si forma la lamina ungueale, rendendola sottile e debole. Anche squilibri nel funzionamento della tiroide possono alterare il ricambio cellulare, con ripercussioni evidenti sulla solidità delle unghie. Carenze nutrizionali severe possono privare l’organismo dei mattoni fondamentali per la crescita dei tessuti, sebbene il consenso scientifico indichi che, nella popolazione generale sana, la mancanza di specifiche vitamine sia una causa molto rara di sfaldamento ungueale. Con il passare degli anni, la naturale riduzione dell’idratazione della lamina porta fisiologicamente a una minore flessibilità della superficie.
Le abitudini quotidiane per rinforzarle
Puoi fare molto per proteggere la salute delle unghie attraverso piccoli interventi sul tuo stile di vita. Indossare guanti protettivi, preferibilmente con un rivestimento interno in cotone per evitare la macerazione dovuta al sudore, quando lavi i piatti o maneggi prodotti chimici crea una barriera fisica che preserva la cheratina dall’azione disidratante dell’acqua. Applicare con regolarità una crema idratante o un unguento emolliente sulle mani e sulle cuticole subito dopo il lavaggio aiuta a trattenere l’umidità nei tessuti, riducendo la rigidità che porta alla rottura. A tavola è sufficiente mantenere un’alimentazione varia e bilanciata, poiché le linee guida attuali indicano che non esistono cibi o integratori specifici in grado di rinforzare le unghie in assenza di carenze nutrizionali accertate. Cerca di evitare l’uso improprio delle unghie come strumenti per aprire confezioni o grattare superfici, e limita l’uso di limette in metallo preferendo quelle in vetro o cartone, muovendole sempre in un’unica direzione.
Quando parlarne con il medico
Se il problema persiste da diversi mesi nonostante l’adozione di buone abitudini idratanti e protettive, è utile chiedere un parere al tuo medico di famiglia. La presenza di altri sintomi associati, come una stanchezza profonda e persistente, una sensazione insolita di freddo, la caduta marcata dei capelli o un cambio di colore evidente della lamina (che diventa giallastra, verdastra o presenta chiazze scure), merita un’indagine più approfondita. Attraverso semplici esami del sangue è possibile verificare i livelli di ferro, il profilo tiroideo e l’eventuale presenza di stati infiammatori, impostando se necessario un percorso personalizzato per restituire forza e protezione alle tue mani.
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