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Il gonfiore addominale è uno dei disturbi gastrointestinali più comuni e, spesso, viene attribuito in modo automatico a un singolo alimento.
Pane, pasta, grano, glutine… diventano facilmente i principali imputati, portando a conclusioni che si potrebbero definire, nella migliore delle ipotesi, fantasiose.
Sai cos’è la pasta di Kamut?

La pasta di Kamut viene spesso percepita come più leggera o digeribile, ma dal punto di vista chimico e nutrizionale è molto, molto simile alla pasta di grano duro tradizionale (più correttamente raffinata o integrale, a seconda della lavorazione).
Contiene glutine e contiene anch’essa carboidrati fermentabili.
Alcuni studi suggeriscono che prodotti a base di grani antichi possano essere meglio tollerati da alcune persone, ma le evidenze sono limitate e non consentono generalizzazioni. La migliore tollerabilità riferita da alcuni soggetti potrebbe dipendere dalla lavorazione, dalla qualità della pasta o da un effetto placebo.
Il gonfiore non è una questione di marca o di moda
Il gonfiore addominale non dipende da un alimento in quanto tale, ma da come quel cibo viene digerito e fermentato nell’intestino. I principali responsabili del gonfiore sono i gas prodotti dalla fermentazione batterica di alcuni carboidrati non completamente assorbiti, oltre a fattori come la velocità di transito intestinale, la sensibilità viscerale e il microbiota.
Non esistono prove scientifiche solide che dimostrino che il Kamut, inteso come grano khorasan, sia intrinsecamente più digeribile o meno “gonfiante” rispetto al grano tenero o duro utilizzato per pasta e pasta tradizionali.
Conta più la quantità che il tipo
Un aspetto spesso trascurato è la porzione. Anche un alimento ben tollerato può causare gonfiore se consumato in quantità eccessive, soprattutto se inserito in un pasto già ricco di altri cibi fermentabili.
Mangiare lentamente, masticare bene e distribuire l’apporto di carboidrati nell’arco della giornata ha spesso un impatto maggiore sul gonfiore rispetto alla scelta di una specifica varietà di grano.
Fibra, adattamento intestinale e benefici nel tempo
Un aspetto fondamentale, spesso ignorato, è che introdurre improvvisamente grandi quantità di fibra quando non si è abituati, ad esempio passando bruscamente dalla pasta raffinata a quella integrale, può causare gonfiore, meteorismo e sensazione di pancia tesa.
Questo accade perché la fibra, soprattutto quella fermentabile, viene utilizzata dai batteri intestinali come substrato, con produzione di gas. Se il microbiota non è ancora adattato, la fermentazione può risultare eccessiva e fastidiosa nelle prime settimane.
Questo effetto è generalmente temporaneo. Con un’introduzione graduale, l’intestino si adatta, il microbiota si modifica e i sintomi tendono a ridursi o a scomparire.
Soprattutto vale la pena sottolineare che aumentare l’apporto di fibra è un vero investimento sulla salute: una dieta ricca di fibra è associata a migliore regolarità intestinale, riduzione del rischio cardiovascolare, miglior controllo glicemico e, nel lungo periodo, a un minor rischio di diverse patologie croniche.
Per questo motivo, l’obiettivo non dovrebbe essere evitare la fibra per paura del gonfiore, ma imparare a introdurla con gradualità e costanza.
Quando il gonfiore è un segnale da indagare
Se il gonfiore è persistente, doloroso o associato ad altri sintomi come diarrea, stipsi marcata, perdita di peso o anemia, è fondamentale non affidarsi a esclusioni arbitrarie, ma rivolgersi a un medico. Condizioni come la sindrome dell’intestino irritabile, l’intolleranza al lattosio o la celiachia richiedono una valutazione clinica accurata.
In sintesi, non esiste una risposta valida per tutti. Per non gonfiare la pancia conta molto più la risposta individuale, la quantità e il contesto alimentare complessivo che la scelta tra pasta integrale e pasta di Kamut.