La pasta fa ingrassare?

Ultima modifica

La pasta è uno degli alimenti più amati e, allo stesso tempo, più demonizzati nella dieta quotidiana.

Da anni circola la convinzione che la pasta “faccia ingrassare”, ma cosa c’è di vero in questa affermazione?

In questo articolo cercheremo di rispondere in modo chiaro e scientificamente fondato, basandoci su evidenze solide della letteratura internazionale e sulle linee guida nutrizionali attuali.

Cos’è la pasta e cosa contiene

La pasta è un alimento composto essenzialmente da semola di grano duro (o farina di altri cereali) e acqua. In termini nutrizionali, 100 grammi di pasta secca cruda apportano circa:

  • 340 kcal
  • 70-75 g di carboidrati
  • 12-14 g di proteine
  • 1-2 g di grassi
  • poco o nessun zucchero semplice

Una volta cotta, la pasta aumenta di volume e peso (circa il doppio), quindi una porzione da 80 g cruda equivale a circa 160-200 g cotta.

I carboidrati fanno ingrassare?

Piatto di rigatoni al pomodoro

Shutterstock/2447347563

Il principale motivo per cui la pasta è spesso accusata di far ingrassare è il suo contenuto di carboidrati, ma i carboidrati non sono “nemici” della salute né della linea.

La loro funzione principale è fornire energia, soprattutto per il cervello e i muscoli e il problema non è il carboidrato in sé, ma semmai l’eccesso calorico complessivo.

Ingerire più calorie di quante se ne consumano porta a un aumento di peso, indipendentemente dalla fonte (grassi, carboidrati o proteine).

Cosa dice la scienza?

Una revisione sistematica pubblicata su BMJ Open nel 2018 (Chiavaroli et al.) ha analizzato 32 trial clinici randomizzati sull’effetto della pasta nel contesto di diete a basso indice glicemico. I risultati hanno mostrato che, in questo specifico contesto, la pasta non è associata ad aumento di peso e può anzi portare a una modesta riduzione del peso corporeo e del BMI, rispetto a diete a più alto indice glicemico.

Questi dati sono coerenti con altre meta-analisi secondo cui, se consumata nelle giuste quantità e all’interno di una dieta bilanciata, la pasta non favorisce l’aumento di peso.

L’indice glicemico conta?

La pasta ha un indice glicemico medio-basso, specialmente se cotta “al dente”. Ciò significa che provoca un aumento della glicemia più lento e graduale rispetto ad altri alimenti ricchi di carboidrati come il pane bianco o le patate.

Un rilascio più controllato di glucosio nel sangue aiuta a:

  • Ridurre i picchi insulinici
  • Migliorare il senso di sazietà
  • Evitare abbuffate successive

Tutti questi effetti sono favorevoli al controllo del peso corporeo.

Le quantità contano (e molto)

Un punto fondamentale è la porzione. Una porzione media raccomandata per un adulto è di circa 80 grammi di pasta cruda, che apporta circa 280 kcal. Questa quantità, se inserita in una dieta equilibrata, non causa aumento di peso nella maggior parte delle persone.

Ciò che spesso fa la differenza sono:

  • Le porzioni esagerate (es. 150-200 g a pasto)
  • I condimenti ricchi (panna, burro, salumi, formaggi)
  • Lo stile di vita sedentario

Leggi anche: Perché devi consumare la pasta al dente?

Attenzione al condimento

Se la pasta in sé non è responsabile dell’aumento di peso, i condimenti possono fare la differenza in termini calorici, metabolici e nutrizionali.

Una porzione da 80 g di pasta con pomodoro semplice apporta circa 350-400 kcal, mentre la stessa porzione con panna, formaggi stagionati o salumi può facilmente superare le 700-800 kcal, con un carico significativo di grassi saturi e sodio. Anche l’aggiunta eccessiva di olio extravergine, sebbene salutare in quantità moderate, può far lievitare le calorie. Per questo, è preferibile condire la pasta con sughi a base di verdure, legumi, pomodoro fresco o pesce magro, limitando l’uso di ingredienti ipercalorici e processati.

Meglio integrale?

La pasta integrale contiene più fibre, il che aiuta a rallentare l’assorbimento dei carboidrati, migliorare il senso di sazietà e favorire il transito intestinale. Dal punto di vista calorico, la differenza è minima, ma l’effetto metabolico può essere più favorevole, specialmente nelle persone con diabete o insulino-resistenza.

Leggi anche: Perché i cereali integrali sono da preferire?

E le diete low-carb?

Le diete a basso contenuto di carboidrati (low-carb o chetogeniche) possono portare a un rapido calo di peso, ma non sono superiori nel lungo termine rispetto alle diete bilanciate in carboidrati, secondo molte linee guida internazionali (es. American Heart Association, WHO, EASD).

Eliminare la pasta non è necessario per dimagrire. Quello che conta è il bilancio energetico totale e la qualità complessiva della dieta.

Articoli Correlati
Articoli in evidenza