E tu sai cosa fanno le more alla tua glicemia e al tuo colesterolo?

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Le more, frutti spontanei del genere Rubus, sono spesso relegate a un ruolo secondario nella dieta, ma nascondono una sorprendente densità nutrizionale e un potenziale benefico importante per chi deve tenere sotto controllo glicemia e colesterolo.

Cosa contengono le more?

Mora su sfondo bianco

Shutterstock/2325849831

Le more appartengono alla famiglia delle Rosacee e, come gli altri frutti di bosco, sono particolarmente ricche di antiossidanti e fibre, pur avendo un contenuto calorico e zuccherino molto contenuto.

Ecco il profilo nutrizionale per 100 grammi di more fresche:

  • Circa 42 kcal
  • 8,1 grammi di carboidrati
  • 3,2 grammi di fibre (molto elevato per un frutto)
  • 1,3 grammi di proteine
  • grassi in quantità trascurabili
  • Vitamine e minerali
  • Antiossidanti

Indice glicemico: basso (25)
Carico glicemico per una porzione da 150 g: molto basso (3)

Le more fanno male alla glicemia?

No, anzi: le more sono tra i frutti più “amici” della glicemia.

Il loro contenuto di zuccheri è tra i più bassi in assoluto fra i frutti comunemente consumati, ma allo stesso tempo sono presenti buone quantità di fibre e questa combinazione rende la loro risposta glicemica estremamente contenuta, anche nei soggetti con diabete tipo 2 o prediabete.

L’effetto positivo è inoltre legato non solo al basso carico glicemico, ma anche alla presenza di antociani, che migliorano la captazione di glucosio a livello muscolare e riducono l’infiammazione cronica di basso grado associata alla resistenza insulinica.

Le more, quindi, possono essere inserite con tranquillità in un piano alimentare per il diabete, meglio ancora se all’interno di un pasto o spuntino bilanciato.

Le more fanno bene o male al colesterolo?

Le evidenze suggeriscono un effetto favorevole sul profilo lipidico, anche se i dati sono più limitati rispetto a quelli su altri frutti di bosco come i mirtilli.

  • Ellagitannini e antociani presenti nelle more potrebbero inibire l’ossidazione delle LDL, un passaggio chiave nell’aterosclerosi.
  • Le fibre solubili (presenti in buona quantità) favoriscono l’eliminazione intestinale degli acidi biliari, con un effetto ipocolesterolemizzante.

Anche se non sostituiscono ovviamente la terapia farmacologica, le more possono essere utili come parte di un approccio dietetico complessivo per migliorare i lipidi plasmatici, esprimendo effetti positivi anche su altri fattori relativi al rischio cardiovascolare.

Le more hanno controindicazioni?

Le more fresche, consumate in quantità normali sono sostanzialmente adatte a chiunque.

Ovviamente i prodotti industriali a base di more (marmellate, succhi, sciroppi) contengono zuccheri aggiunti e non devono in alcun modo essere paragonati ai frutti freschi.

Conclusione

Le more sono un alimento nutrizionalmente eccellente e un vero alleato della salute metabolica. Grazie al basso contenuto di zuccheri, all’elevato tenore di fibre e alla ricchezza di antiossidanti, non solo non danneggiano i valori di glicemia e colesterolo, ma possono contribuire al loro miglioramento, nell’ambito di un’alimentazione equilibrata.

Ovviamente, come sempre, non è comunque mai un singolo alimento a fare la differenza, ma una dieta complessivamente varia, vegetale e ben costruita. Ma in quella dieta, le more trovano sicuramente un posto di primo piano.

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