Non indovineresti mai cosa fa la menta al tuo intestino

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La menta è una delle erbe aromatiche più comuni e utilizzate al mondo: profuma tisane, condisce piatti estivi, rinfresca bevande e gomme da masticare. Ma oltre al suo aroma inconfondibile, la menta — e in particolare il suo principio attivo, il mentolo — ha effetti fisiologici sorprendenti, soprattutto a livello del tratto gastrointestinale. Alcuni sono ben noti alla medicina tradizionale, altri sono stati dimostrati solo negli ultimi anni da studi clinici rigorosi.

Vediamo cosa dice la scienza — non le leggende — su ciò che la menta può davvero fare al nostro intestino.

La prossima volta che bevi una tisana alla menta o mastichi una capsula di olio essenziale, sappi che non stai solo rinfrescando l’alito, ma stai interagendo in modo sofisticato con il tuo sistema nervoso enterico. E il tuo intestino lo sa benissimo.

Antispasmodico naturale: rilassa la muscolatura intestinale

Ragazza che sorride e con le mani indica la pancia, dove si vede disegnato in sovraimpressione il colon e tante foglioline di menta

Il mentolo agisce direttamente sulla muscolatura liscia dell’intestino, modulando i canali del calcio e altri canali ionici.

Il risultato?

Un effetto antispasmodico, ovvero una riduzione delle contrazioni eccessive o scoordinate della muscolatura intestinale.

Questo è particolarmente utile nei disturbi funzionali dell’intestino, come la sindrome dell’intestino irritabile, per la quale studi randomizzati controllati hanno dimostrato che l’olio essenziale di menta piperita, assunto in capsule gastroresistenti, può ridurre dolore addominale, gonfiore e meteorismo nei pazienti con IBS (ad esempio una metanalisi pubblicata su BMJ ha evidenziato che la menta è uno dei trattamenti fitoterapici più efficaci per la sindrome dell’intestino irritabile, con una buona tollerabilità).

Riduce la sensazione di gonfiore e di “pancia tesa”

Grazie al suo effetto rilassante sulla muscolatura intestinale e sullo sfintere esofageo inferiore, la menta altera la percezione del gonfiore e del “peso” addominale.

Non è solo un’azione meccanica: il mentolo agisce anche sui recettori TRPM8, coinvolti nella percezione della temperatura e del dolore viscerale. In pratica, può modulare la sensibilità viscerale, rendendo l’intestino meno “reattivo” agli stimoli.

Favorisce l’espulsione dei gas intestinali

Alcune componenti della menta facilitano la motilità intestinale e riducono la fermentazione eccessiva, promuovendo l’espulsione dei gas. Non a caso viene tradizionalmente usata per:

Ma attenzione: non è per tutti

La menta non è sempre innocua.

In alcune persone può peggiorare il reflusso gastroesofageo, perché rilassa lo sfintere esofageo inferiore facilitando il reflusso di acido dallo stomaco verso l’esofago.

Controindicazioni principali:

Come assumerla in modo efficace

Se si vuole sfruttare l’effetto terapeutico della menta sull’intestino (in particolare nei casi di colon irritabile), è fondamentale usare preparazioni concentrate e non limitarsi alla tisana leggera:

  • Capsule gastroresistenti di olio essenziale di menta piperita, che rilasciano il principio attivo direttamente nell’intestino tenue e nel colon, senza essere degradate nello stomaco
  • Tisane cariche, preparate con infusione prolungata (almeno 10 minuti), meglio se con foglie fresche o secche in dosi generose

NB: L’efficacia dipende dalla dose e dalla forma farmaceutica. Non tutte le caramelle alla menta fanno bene all’intestino — spesso contengono solo aromi artificiali e zuccheri.

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