Nessuno ti avverte che il tuo intestino dopo i 70 anni…

Ultima modifica

Preferisci ascoltare il riassunto audio?

Con l’avanzare dell’età, molti cambiamenti dell’organismo sono ben noti, come la perdita di massa muscolare o il rallentamento del metabolismo.

Molto meno conosciuto, invece, è ciò che accade all’intestino nella seconda parte della vita, nonostante le modificazioni dell’apparato digerente abbiano un impatto rilevante sulla salute generale, sull’assorbimento dei nutrienti e persino sul sistema immunitario.

Un intestino che cambia lentamente

Uomo che indica l'intestino

L’invecchiamento comporta alterazioni progressive della motilità intestinale. I movimenti che spingono il cibo lungo il tubo digerente diventano meno coordinati ed efficienti. Questo spiega perché la stipsi diventa più frequente negli anziani, anche in persone che non ne avevano mai sofferto prima.

A questi cambiamenti si aggiunge una riduzione della sensibilità rettale, che rende meno percepibile lo stimolo alla defecazione, favorendo ulteriormente la ritenzione delle feci.

Per approfondire:

Il microbiota non è più lo stesso

Dopo i 70 anni la composizione del microbiota intestinale tende a cambiare.

Si riduce la varietà dei batteri benefici e aumenta la presenza di specie meno favorevoli. Le evidenze scientifiche mostrano che questa perdita di diversità è associata a infiammazione cronica di basso grado, maggiore fragilità e aumento del rischio di infezioni.

La dieta, l’uso frequente di antibiotici, i ricoveri ospedalieri e la ridotta attività fisica contribuiscono in modo significativo a queste alterazioni.

Per approfondire: I cibi lassativi più efficaci

Assorbimento dei nutrienti meno efficiente

Con l’età l’intestino può diventare meno efficace nell’assorbire alcuni nutrienti essenziali.

Calcio, vitamina D, vitamina B12 e ferro sono tra i più coinvolti.

Questo può favorire anemia, osteoporosi, perdita di forza muscolare e disturbi neurologici, spesso attribuiti genericamente all’età, ma in parte legati alla funzione intestinale.

Anche una ridotta produzione di enzimi digestivi e di acido gastrico gioca un ruolo importante in questi processi.

Farmaci e intestino: un equilibrio delicato

Dopo i 70 anni, molte persone assumono più farmaci contemporaneamente. Lassativi, antidolorifici, antiacidi, antidepressivi e antipertensivi possono alterare la motilità intestinale e il microbiota. In alcuni casi, i disturbi intestinali non dipendono dall’età in sé, ma dall’interazione tra intestino e terapie croniche.

Per questo motivo, i sintomi gastrointestinali non dovrebbero mai essere banalizzati.

Perché è importante non ignorare i segnali

Gonfiore persistente, stipsi recente, diarrea cronica, dolore addominale o perdita di peso non intenzionale non fanno parte di un “normale invecchiamento”.

Le linee guida raccomandano di valutare sempre questi sintomi, perché possono essere il segnale di carenze nutrizionali, infiammazione o patologie che richiedono diagnosi e trattamento.

Cosa può aiutare davvero

Un’alimentazione ricca di fibre ben tollerate, un’adeguata idratazione, l’attività fisica regolare e una revisione periodica delle terapie sono interventi supportati da solide evidenze. In alcuni casi, anche il supporto di un nutrizionista o del medico curante può fare la differenza nel preservare la salute intestinale e, con essa, la qualità della vita.

Per approfondire:

Articoli Correlati
Articoli in evidenza