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Sulla scatola di ibuprofene c’è un numero, e quel numero sembra già una risposta: 200 per un fastidio, 400 per un dolore vero, 600 per quando non si sopporta più. È un modo intuitivo di ragionare, ma i dati vanno in un’altra direzione. La dose giusta non dipende dal nome del disturbo. Dipende da come rispondi al farmaco, dai medicinali che già prendi e dalle tue condizioni di salute.
C’è una buona notizia. Già 200 e 400 mg hanno un’efficacia documentata contro il dolore, e passare a 600 mg non garantisce un sollievo maggiore. Per questo il criterio è usare la dose efficace più bassa per il tempo più breve necessario. La differenza fra una dose e l’altra è più piccola di quanto suggeriscano i numeri sulla confezione. Conta di più il totale che prendi in una giornata.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA
Quanto aiutano davvero 200 e 400 mg
I dati più solidi vengono dal dolore dopo un intervento, spesso dal dentista. Una revisione di 72 studi, con oltre 9.000 persone, ha esaminato una singola dose orale nel dolore acuto postoperatorio. Nell’arco di 4-6 ore ha ottenuto almeno metà del sollievo possibile il 46% di chi prendeva 200 mg e il 54% di chi prendeva 400 mg.
Questi numeri vanno letti con attenzione. Provengono da studi diversi, ognuno confrontato con un placebo, quindi non sono una gara diretta fra le due dosi. Mostrano comunque che raddoppiare i milligrammi non raddoppia il beneficio. Il modello studiato, poi, è il dolore dopo un intervento, e i risultati non valgono automaticamente per ogni altro tipo di dolore.
Per l’emicrania esistono dati specifici. Durante un attacco di emicrania, dopo due ore era senza dolore il 26% di chi aveva preso 400 mg, contro il 12% con placebo. Il dolore era diventato lieve o era scomparso nel 57% dei casi, contro il 25%. Quindi 400 mg possono alleviare l’attacco, ma spesso non lo eliminano del tutto. Il dato riguarda l’emicrania, e non qualsiasi mal di testa.
Perché salire a 600 mg non è il passo successivo
Se il sollievo è solo parziale, viene spontaneo pensare a una compressa più forte. Un trial in pronto soccorso ha confrontato 400, 600 e 800 mg in 225 adulti con dolore acuto. Nessuno, né i pazienti né i medici, sapeva quale dose venisse somministrata. Con 600 mg i pazienti non hanno avuto un maggiore sollievo a 60 minuti rispetto a 400 mg.
Questo risultato ha però dei limiti precisi. Riguarda una dose singola e la prima ora dopo l’assunzione. Non vale quindi per ogni malattia, per la durata dell’effetto o per una terapia antinfiammatoria prolungata. Le linee guida sull’emicrania, per esempio, includono anche 600 mg fra le opzioni. Includerli fra le opzioni, però, non significa che siano più efficaci di 400.
C’è poi una questione pratica. In Italia l’ibuprofene da 600 mg, come il Brufen 600, è un medicinale soggetto a prescrizione medica. Si usa come antidolorifico e antinfiammatorio, anche nelle malattie reumatiche. La dose la decide il medico in base al disturbo e alla persona. Non è la versione “per il dolore forte” dei prodotti da banco.
Il numero che conta è il totale della giornata
Per l’uso senza ricetta nell’adulto, gli schemi più comuni prevedono 200-400 mg per volta e un massimo di 1.200 mg nelle 24 ore. È un tetto da non superare, non un obiettivo da raggiungere. In pratica corrisponde a sei compresse da 200 mg oppure a tre da 400. Nel conto entra anche qualsiasi altro prodotto con ibuprofene, anche se ha un nome diverso.
L’intervallo fra le dosi, l’età minima e la durata del trattamento cambiano da prodotto a prodotto: segui il foglio della tua confezione. Il foglio illustrativo di Momentact Analgesico 400 mg, per esempio, indica una bustina due o tre volte al giorno. Chiede di consultare il medico se dopo tre giorni non vedi risultati apprezzabili. Va invece consultato subito se i sintomi di un’infezione persistono o peggiorano. Questi schemi valgono solo per gli adulti, non per i bambini.
Il totale giornaliero conta anche per il cuore. Con dosi pari o superiori a 2.400 mg al giorno è stato confermato un piccolo aumento del rischio di infarto e ictus. Chi ha malattie cardiovascolari importanti dovrebbe quindi evitarle. Fino a 1.200 mg al giorno, nei dati esaminati, questo aumento non era emerso. Il dato riguarda solo il cuore e non significa rischio zero, né per lo stomaco né per i reni.
Quando il problema non è la dose
Per alcune persone la scelta fra 200 e 400 mg passa in secondo piano, perché anche una dose bassa non annulla una controindicazione. L’ibuprofene può causare sanguinamento gastrointestinale e danno renale. Il rischio per lo stomaco aumenta con la dose e con l’età.
L’ibuprofene è controindicato in diverse situazioni: un’ulcera attiva o che si ripresenta, emorragie avute in passato con un antinfiammatorio, grave insufficienza renale, epatica o cardiaca. Lo stesso vale se hai avuto reazioni allergiche a ibuprofene, aspirina o altri FANS, cioè la famiglia di antinfiammatori di cui fa parte. Un lieve bruciore di stomaco non è un’ulcera. Allo stesso modo, una qualsiasi malattia di cuore non equivale a una grave insufficienza cardiaca.
Non prendere l’ibuprofene insieme ad altri antinfiammatori, come il naprossene o l’aspirina usata contro il dolore. Anticoagulanti, cortisone per bocca e antidepressivi SSRI possono aumentare il rischio di sanguinamento. Anche alcuni farmaci per la pressione e alcuni diuretici richiedono attenzione. Se prendi aspirina a basse dosi su prescrizione, non sospenderla di tua iniziativa: fai valutare al medico se puoi aggiungere l’ibuprofene.
In gravidanza l’ibuprofene non va preso senza parere medico. Dalla ventesima settimana va evitato, salvo necessità valutata dal medico, ed è controindicato nel terzo trimestre. Può infatti causare problemi ai reni del feto, con riduzione del liquido amniotico, e a un vaso sanguigno del cuore del feto, il dotto arterioso. Anche prima della ventesima settimana serve cautela.
Alcuni segnali d’allarme richiedono di sospendere subito il farmaco e di cercare assistenza urgente:
- vomito con sangue o con materiale simile a fondi di caffè;
- feci nere e catramose;
- difficoltà a respirare;
- gonfiore della gola o della lingua.
Se hai preso più di quanto indicato, fatti valutare rapidamente da un medico.
Se nessuna di queste situazioni ti riguarda, la domanda di partenza cambia. Quando la dose indicata sul foglio non basta, il passo giusto è far rivalutare il dolore che persiste o peggiora, non aggiungere milligrammi. Che salire oltre i 400 mg dia più sollievo resta da dimostrare. Il rischio per lo stomaco, invece, aumenta con la dose.
Fonti
- A single dose of ibuprofen administered orally to treat acute postoperative pain in adults | Cochrane
- Ibuprofen for adults: painkiller that also treats inflammation – NHS
- Comparison of Oral Ibuprofen at Three Single-Dose Regimens for Treating Acute Pain in the Emergency Department: A Randomized Controlled Trial – PubMed
- Ibuprofen with or without an antiemetic for acute migraine headaches in adults | Cochrane
- gazzettaufficiale.it
- Brufen 600 mg Granules – Summary of Product Characteristics (SmPC) – (emc) | 1731
- Raccomandazioni d’uso sui medicinali contenenti ibuprofene ad alte dosi
- Non-steroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs): potential risks following prolonged use after 20 weeks of pregnancy – GOV.UK
- Hreferralspccleanit
- Microsoft Word – uk-pil-brufen 400mg-600mg tablets-clean
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