Glicemia alta in primavera? Ecco i 6 cibi da evitare assolutamente

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Partiamo da una verità poco instagrammabile: la glicemia non cambia con le stagioni come le foglie sugli alberi. Certo, possono esserci leggere variazioni dovute a cambiamenti nello stile di vita – più movimento, più luce, magari meno comfort food – ma non esiste una “stagionalità diabetogena” dimostrata con rigore scientifico.

Quello che cambia, semmai, è la nostra dieta. Superato il freddo invernale, nella stagione primaverile si iniziano a preferire cibi più freschi, caloricamente meno ricchi e magari più frutta. E proprio qui entra in gioco la consueta confusione tra “sano” e “amico della glicemia”. Perché sì, un cibo può essere fresco, profumato e tradizionalmente considerato salutare… ma far impennare la glicemia come un razzo SpaceX se non stai attento…

Ma partiamo da un principio fondamentale:

a meno che tu non abbia una condizione clinica diagnosticata come il diabete, NON esistono cibi proibiti in assoluto.

Esistono contesti, quantità, frequenze e combinazioni alimentari. Insomma, è più complicato (e interessante) di quanto ti raccontino certi guru da tastiera.

Succhi di frutta (anche quelli “senza zucchero aggiunto”)

Ragazza guarda con spetto un succo di arancia

I succhi, anche i più bio e spremuti a mano da monaci tibetani, contengono zuccheri semplici in forma liquida. Il che significa: assorbimento rapidissimo, picco glicemico assicurato.

Quando hai voglia di frutta, meglio gustarla intera, con tutta la fibra.

Per approfondire: Frutta e dieta ipoglicemica: quale scegliere?

Pane bianco e focacce da pic-nic

Ragazza che morsica una baguette

Shutterstock/Radharani

Il pane bianco ha un indice glicemico che potrebbe far arrossire lo zucchero da tavola e una povertà nutrizionale che lo rende il fast fashion dei carboidrati: bello soffice, subito disponibile, ma dopo mezz’ora ti lascia solo insoddisfazione e rimpianti.

E la focaccia, regina dei pranzi al parco, è spesso un mix letale di farina raffinata e oli poco raccomandabili, ma soprattutto è quasi sempre una bomba calorica.

Per il quotidiano punta sul pane integrale (vero, non quello tinto col malto).

Gelati e yogurt “light”

Coppia che pranza con un gelato e ride alla camera

Shutterstock/William Perugini

La trappola del “light” è sempre in agguato.

La ricetta è semplice: togli lo zucchero e riempi di pessimi grassi, oppure togli i grassi e riempi di zucchero… OK, ammetto, non è sempre così, ma meglio controllare le etichette come se fossero contratti di mutuo.

Come detto nessun cibo è vietato in assoluto, ma al tuo posto vorrei capire se sto mangiando uno yogurt o un dessert.

Per approfondire: Quale yogurt scegliere se sei a dieta?

Granole e barrette ai cereali “per la colazione sana”

Appena scarti la confezione, ti sembra di star per salvare l’Amazzonia e il tuo pancreas contemporaneamente.

Peccato che molte siano in realtà cariche di zuccheri, miele, sciroppo di riso e compagnia dolcificante.

Meglio uno yogurt greco con frutta e semi veri.

Alcolici dolci e cocktail primaverili (anche analcolici)

Aperitivi al tramonto, spritz colorati, mojito con tanto lime e zucchero di canna “perché è naturale”…

Che meraviglia la primavera, vero?

Peccato che questi beveroni, alcolici o no, siano spesso delle bombe glicemiche con l’etichetta “fresca e dissetante”.

L’alcol, di per sé, può alterare il metabolismo del glucosio, ma il vero problema sono gli zuccheri aggiunti nei cocktail, i succhi, gli sciroppi, i liquori alla frutta. Anche i mocktail (le versioni analcoliche tanto in voga) non scherzano: spesso sono succhi zuccherini camuffati da bevanda salutare.

Patate fritte e snack salati (patatine, sticks, salatini)

Patatine fritte

iStock.com/Knaupe

 

Ah, lo snack “salato”, perfetto per i picnic o per accompagnare il drink del paragrafo precedente.

Il problema? Questi cibi sono un trionfo di carboidrati raffinati, grassi di pessima qualità e sale a palate.

OK, probabilmente non impatteranno drammaticamente sulla tua glicemia nell’immediato, ma se diventano una presenza costante nella tua dieta, il rischio è un altro: aumentare di peso. E qui la faccenda si fa seria, perché il sovrappeso e l’obesità sono tra i principali fattori di rischio per l’insulino-resistenza, quella fastidiosa condizione in cui il tuo corpo inizia a ignorare l’insulina come se fosse un call center che ti chiama all’ora di cena. Risultato? La glicemia sale, non perché hai mangiato un salatino in più, ma perché il tuo metabolismo si è messo di traverso.

Quindi sì, una manciata di patatine non ti trasformerà in un prediabetico da un giorno all’altro, ma è l’abitudine, la frequenza, il contesto generale della tua alimentazione a fare la differenza. Spoiler: nessuno ingrassa per colpa di un picnic, ma forse per i dieci precedenti sì.

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