Si può riconoscere la fibrillazione atriale dal polso?

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Dal polso si può sospettare una fibrillazione atriale, ma non diagnosticarla. Il segnale più indicativo è un battito che non mantiene un ritmo stabile, con intervalli irregolari tra una pulsazione e l’altra. Questa sensazione può dipendere anche da altre alterazioni del ritmo, quindi per confermare la fibrillazione atriale serve una registrazione elettrocardiografica valutata da un professionista sanitario.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Quale irregolarità può destare sospetto

Quando controlli il polso, conta soprattutto la regolarità della sequenza. Nella fibrillazione atriale le pulsazioni possono arrivare a intervalli continuamente variabili, senza uno schema riconoscibile. Il cuore può battere anche velocemente, ma la frequenza elevata da sola non identifica l’aritmia.

Un polso irregolare è dunque un campanello d’allarme, non una risposta definitiva. Basandoti soltanto sulla sensazione tattile non puoi stabilire quale alterazione del ritmo sia presente.

Non tutte le persone con fibrillazione atriale avvertono palpitazioni. L’aritmia può essere presente senza sintomi percepibili e, in alcuni casi, viene scoperta durante una visita o un esame svolto per altri motivi.

Perché il controllo può ingannare

Extrasistoli, cioè battiti prematuri, e altre aritmie possono rendere il polso irregolare anche in assenza di fibrillazione atriale. Questo spiega perché la palpazione possa produrre falsi allarmi.

Le stime più favorevoli sull’affidabilità del controllo manuale derivano soprattutto da valutazioni eseguite da operatori sanitari. Non possono essere applicate automaticamente all’autopalpazione: percepire e interpretare correttamente le variazioni del polso non è sempre semplice.

Esiste anche il problema opposto. Un controllo normale in un determinato momento non esclude la forma parossistica, nella quale gli episodi compaiono e terminano spontaneamente. Tra un episodio e l’altro il ritmo può tornare regolare. Per questo, se l’irregolarità ricorre o il sospetto rimane, possono servire registrazioni ripetute o più prolungate.

Come si conferma la fibrillazione atriale

La diagnosi richiede un tracciato ECG, cioè una registrazione dell’attività elettrica del cuore. Può essere un elettrocardiogramma tradizionale a 12 derivazioni oppure, in contesti appropriati, un tracciato ottenuto con altri dispositivi. In ogni caso deve essere esaminato visivamente da un medico o da un professionista competente.

Anche smartwatch e smartphone hanno limiti precisi. I sensori ottici rilevano le variazioni del polso, non direttamente l’attività elettrica cardiaca: le loro notifiche possono suggerire un’anomalia, ma non confermano la fibrillazione atriale. Se il dispositivo produce un vero ECG, la classificazione automatica non basta comunque per formulare la diagnosi iniziale.

Quando chiedere assistenza

Se noti un polso ripetutamente irregolare, oppure l’irregolarità compare e scompare, è opportuno richiedere una valutazione medica anche se ti senti bene. Il professionista potrà decidere se eseguire un ECG immediato o programmare un monitoraggio più lungo.

Serve invece assistenza medica urgente quando un battito rapido o irregolare è associato a dolore toracico, grave difficoltà respiratoria o perdita di coscienza. Sono urgenti anche debolezza o intorpidimento improvviso di un lato del corpo, difficoltà nel parlare, confusione o alterazioni improvvise della vista. In queste situazioni non occorre cercare di riconoscere autonomamente l’aritmia: sono i sintomi associati a richiedere un intervento tempestivo.

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