Qual è un farmaco efficace contro questa influenza?

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Quando l’influenza “gira forte”, come sta accadendo in questa stagione dominata dalla cosiddetta influenza k, una delle domande più frequenti è se esista un farmaco davvero efficace per curarla.

La risposta, basata sulle linee guida internazionali e sulle evidenze disponibili, è sì, ma con alcune precisazioni fondamentali.

Non esiste una “pillola magica” che faccia sparire l’influenza in un giorno, ma esistono farmaci antivirali che, se usati correttamente, possono ridurre la durata della malattia e soprattutto il rischio di complicanze gravi.

L’approccio per la popolazione generale

Nella popolazione generale sana, senza malattie croniche rilevanti e con un decorso influenzale non complicato, l’approccio raccomandato è prevalentemente sintomatico.

Questo significa puntare su riposo, adeguata idratazione e controllo dei sintomi con farmaci come il paracetamolo o, in alternativa, antinfiammatori non steroidei se non controindicati.

In questi casi gli antivirali non sono di routine, perché il beneficio clinico è modesto e la malattia tende a risolversi spontaneamente in pochi giorni.

L’obiettivo principale è favorire la guarigione naturale dell’organismo, monitorando l’andamento dei sintomi e intervenendo solo se compaiono segnali di peggioramento, come febbre persistente, difficoltà respiratoria o ricomparsa dei sintomi dopo un iniziale miglioramento.

Per approfondire:

Antivirali: cosa sono e quando servono

Ragazza influenzata che prende un farmaco contro l'influenza

Gli antivirali antinfluenzali agiscono bloccando la replicazione del virus. Sono diversi dagli antibiotici, che non hanno alcuna efficacia contro i virus influenzali e vanno usati solo in caso di complicanze batteriche documentate, come alcune polmoniti.

Le linee guida raccomandano l’uso degli antivirali in particolare:

  • Nei soggetti a rischio elevato di complicanze
  • Nei pazienti con influenza grave o progressiva
  • Nei ricoverati
  • Quando il trattamento può iniziare precocemente, idealmente entro 48 ore dall’esordio dei sintomi

Oseltamivir: il più utilizzato

L’oseltamivir (Tamiflu®) è l’antivirale più prescritto contro l’influenza. Appartiene alla classe degli inibitori della neuraminidasi ed è attivo contro i virus influenzali A e B, incluso l’H3N2.

Se assunto entro le prime 48 ore:

  • Riduce la durata dei sintomi di circa 1-2 giorni
  • Diminuisce il rischio di complicanze, come polmonite e ricovero
  • È particolarmente utile negli anziani e nei pazienti fragili

Può essere usato anche oltre le 48 ore nei casi gravi o nei soggetti ospedalizzati. Gli effetti collaterali più comuni sono nausea e vomito, generalmente lievi.

Zanamivir: un’alternativa inalatoria

Lo zanamivir (Relenza®) è un altro inibitore della neuraminidasi, somministrato per via inalatoria. È efficace quanto l’oseltamivir, ma il suo utilizzo è limitato in persone con asma o broncopneumopatia cronica, perché può causare broncospasmo.

Per questo motivo è meno usato nella pratica clinica quotidiana, soprattutto nei pazienti anziani.

Baloxavir: una molecola più recente

Il baloxavir marboxil (Xofluza®) è un antivirale di nuova generazione che agisce con un meccanismo diverso, inibendo la replicazione del virus a un livello molto precoce. Ha il vantaggio di essere somministrato in dose unica.

Gli studi mostrano:

  • Riduzione dei sintomi simile agli altri antivirali
  • Rapida riduzione della carica virale

Tuttavia, l’esperienza clinica è più limitata rispetto all’oseltamivir e in alcuni casi è stata osservata la comparsa di ceppi resistenti. Per questo non è sempre la prima scelta.

E gli antibiotici?

Gli antibiotici non curano l’influenza.

Possono essere necessari solo se si sviluppa una complicanza batterica, come una polmonite batterica sovrapposta, che deve essere diagnosticata dal medico. Usarli “per sicurezza” è inutile e potenzialmente dannoso.

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