Negli ultimi anni, i farmaci agonisti del recettore GLP-1 (glucagon-like peptide-1) hanno rivoluzionato il trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2, diventando tra le terapie più prescritte al mondo. La loro efficacia nel
- ridurre l’appetito,
- facilitare la perdita di peso
- e migliorare il controllo glicemico
è ben documentata.
Tuttavia, un effetto collaterale meno noto ma clinicamente rilevante riguarda la possibile alterazione della libido.
Cosa sono i GLP-1 agonisti e come funzionano
I GLP-1 agonisti sono farmaci che mimano l’azione dell’ormone incretinico GLP-1, naturalmente prodotto dall’intestino in risposta all’assunzione di cibo. Le loro azioni principali includono:
- Stimolazione della secrezione di insulina in modo glucosio-dipendente
- Inibizione della secrezione di glucagone
- Rallentamento dello svuotamento gastrico
- Riduzione dell’appetito agendo su specifici circuiti cerebrali
È proprio questo effetto sul sistema nervoso centrale che ha sollevato l’interesse per il loro impatto sulla sessualità.
I circuiti del piacere e l’effetto su dopamina e serotonina
I comportamenti legati alla sopravvivenza — come mangiare e avere rapporti — condividono sistemi cerebrali comuni, in particolare quelli legati alla motivazione e alla ricompensa, dominati da due neurotrasmettitori chiave: dopamina e serotonina.
- La dopamina è associata al desiderio, alla motivazione e al piacere.
- La serotonina, al contrario, può avere un effetto inibitorio sul desiderio sessuale, soprattutto se attivata in eccesso.
I GLP-1 agonisti sembrano modulare questi due sistemi:
- In alcuni studi, si osserva una riduzione della segnalazione dopaminergica, utile per diminuire il desiderio compulsivo di cibo, ma potenzialmente anche del desiderio sessuale.
- Al contempo, possono potenziare i recettori serotoninergici, contribuendo a un “appiattimento” della risposta al piacere.
Questi effetti neurochimici, ancora non completamente chiariti, potrebbero spiegare perché alcuni pazienti riportano un calo del desiderio sessuale durante la terapia.
Sintomi fisici e impatto indiretto sulla libido
Oltre agli effetti centrali, vanno considerati anche i sintomi fisici associati all’uso di questi farmaci:
- Nausea
- Costipazione
- Affaticamento
Questi disturbi possono influire negativamente sulla qualità della vita e sulla predisposizione all’intimità, contribuendo ulteriormente a un calo della libido.
Ma non per tutti è così: quando la libido migliora

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È importante sottolineare che non tutti i pazienti sperimentano un calo del desiderio sessuale. Anzi, per molti, l’esperienza è opposta:
- La perdita di peso può migliorare l’autostima, l’immagine corporea e l’umore.
- In soggetti con disfunzioni ormonali legate all’obesità (come bassi livelli di testosterone negli uomini o squilibri estrogenici nelle donne in menopausa), la terapia può portare a un riequilibrio ormonale favorevole alla funzione sessuale.
Alcune ricerche preliminari indicano, ad esempio, che la terapia a lungo termine con GLP-1 agonisti può aumentare i livelli di testosterone negli uomini, migliorando la libido nei soggetti con ipogonadismo secondario all’obesità.
Un effetto soggettivo, modulato dagli ormoni
L’effetto sulla libido non è uniforme e dipende da diversi fattori:
- Stato ormonale di partenza (es. menopausa, ipogonadismo)
- Durata della terapia
- Sensibilità individuale ai cambiamenti neurochimici
- Comorbidità psichiatriche o metaboliche preesistenti
In pratica, una stessa molecola può ridurre il desiderio sessuale in alcuni pazienti e aumentarlo in altri, a seconda del contesto clinico e metabolico.
Come gestire il calo della libido: strategie cliniche
Quando un paziente in terapia con GLP-1 agonisti riferisce una diminuzione del desiderio sessuale, l’approccio medico deve essere personalizzato e multifattoriale.
Le strategie possono includere:
- Riduzione del dosaggio o cambio del farmaco
- Trattamento dei sintomi associati (nausea, stanchezza)
- Ottimizzazione ormonale (valutazione e trattamento di eventuali disfunzioni endocrine)
- Supporto psicologico o sessuologico
- Modifiche dello stile di vita (attività fisica, sonno, alimentazione)
In molti casi, questi effetti collaterali sono reversibili dopo la sospensione del farmaco, anche se i tempi di recupero possono variare da soggetto a soggetto.
Fonte principale: MedScape