Hai sempre disturbi intestinali? I sintomi del dolicocolon

Ultima modifica

Preferisci ascoltare il riassunto audio? Abbiamo scelto una voce realizzata con strumenti avanzati IA per rendere rendere i nostri testi subito accessibili a tutti

Stitichezza che va e viene, pancia gonfia, un dolore addominale che torna: quando questi disturbi durano mesi, è naturale cercare un nome che li spieghi. Uno dei nomi che circolano è dolicocolon. E in effetti, nelle persone che lo hanno, i disturbi descritti più spesso sono proprio stitichezza, dolore addominale e gonfiore.

Il punto è che quel nome indica una forma, non un disturbo. Lo stesso colon allungato si trova anche in chi non ha alcun problema intestinale, e i sintomi che lo accompagnano sono comuni a molte altre condizioni. Per questo i disturbi, da soli, non permettono di riconoscerlo né di attribuirgli la causa di ciò che senti. Resta da capire che cosa lo individua davvero e quando conta.

Fotoillustrazione realizzata con l’ausilio di software IA

Che cosa descrive la parola dolicocolon

Il termine indica un colon allungato con anse ridondanti, cioè un intestino crasso più lungo del solito, con curve e pieghe in più. È una descrizione anatomica, una variante della conformazione, e non corrisponde a un insieme definito di sintomi. Manca anche un criterio radiologico condiviso da tutti per classificarne le diverse forme.

Anche l’origine varia da persona a persona. In alcuni casi può essere presente dalla nascita, ma la ricerca più recente considera possibile che in altri compaia o si accentui nel tempo. La sua frequenza resta incerta, perché le stime disponibili vengono spesso da persone già visitate per problemi intestinali.

Perché i sintomi non bastano a riconoscerlo

Il legame con stitichezza, dolore e gonfiore è un’associazione osservata, non la prova che la forma del colon li provochi. Il dolicocolon risulta presente anche in persone senza disturbi, e gli studi che lo collegano ai sintomi sono stati condotti soprattutto su pazienti selezionati proprio perché avevano problemi intestinali.

L’idea più intuitiva è che un colon più lungo rallenti il passaggio delle feci. Alcuni studi trovano in effetti un legame fra anse ridondanti e transito lento. Negli adulti, però, resta incerto se la forma del colon venga prima dei sintomi, ne sia una conseguenza o contribuisca soltanto in parte.

Gli stessi disturbi, intanto, hanno molte altre spiegazioni. Stitichezza e sensazione di non essersi svuotati del tutto possono dipendere anche da farmaci, dalla sindrome dell’intestino irritabile con stitichezza o da una difficoltà di coordinazione dei muscoli del pavimento pelvico. Stitichezza, poi, non significa solo andare in bagno meno spesso: comprende anche feci dure o difficili da espellere.

Per vedere se il colon ha davvero questa conformazione serve un esame di immagine, come una TC dell’addome o uno studio radiologico con mezzo di contrasto: i sintomi da soli non confermano il dolicocolon. Chi è stitico non deve per forza fare questi esami. La scelta dipende dalla domanda a cui il medico deve rispondere.

Quando la stitichezza non passa

Se la stitichezza continua nonostante le cure, la valutazione può comprendere i test della funzione anorettale e del transito del colon. Misurano come lavorano l’ultimo tratto dell’intestino e l’avanzamento delle feci. Servono a capire il meccanismo del problema, invece di attribuirlo automaticamente alla forma del colon.

La cura segue la stessa logica: si trattano i sintomi e la causa individuata. Per gli adulti con stitichezza cronica senza una causa identificata, detta idiopatica, è raccomandato il polietilenglicole. È un lassativo che non è una terapia specifica del dolicocolon: agisce sulla stitichezza, non sulla forma dell’intestino.

Lo stesso vale per la chirurgia. La sola scoperta di un dolicocolon non basta a indicare l’asportazione del colon per la stitichezza. L’intervento è riservato a pazienti selezionati con cura, dopo aver confermato un transito lento e aver escluso un disturbo dell’evacuazione.

I segnali che richiedono una valutazione urgente

C’è però una situazione diversa da tutto questo. Un tratto ridondante del colon può torcersi su se stesso: si chiama volvolo, ed è una possibile complicanza, non l’esito abituale di chi ha un dolicocolon. Per la singola persona mancano stime affidabili di quanto sia probabile.

Questo insieme di segnali può indicare un volvolo o un’altra occlusione intestinale e per questo richiede una valutazione urgente:

  • dolore addominale con pancia molto gonfia e tesa;
  • vomito;
  • impossibilità di evacuare o di emettere gas.

Altri segni meritano attenzione medica anche quando non c’è urgenza: sangue nelle feci, anemia o un dimagrimento che non hai cercato. Se i disturbi intestinali persistono o tornano spesso, è giusto farli valutare, anche perché la spiegazione può essere del tutto indipendente dalla lunghezza del colon.

Se un referto ti ha segnalato un dolicocolon, quella parola descrive com’è fatto il tuo intestino, non come funziona. A guidare esami e cure restano i sintomi che hai davvero, il modo in cui rispondono ai trattamenti e l’eventuale comparsa dei segnali di occlusione.

Tutte le news di The WOM Healthy su Google

Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.

Seguici su Google
Articoli Correlati
Articoli in evidenza